Il Tirreno

Lucca

Il nuovo portiere rossonero punta ad aprire un ciclo disputando una stagione da protagonista nonostante le 35 primavere

L'entusiasmo di Pardini contagia la Lucchese

Nicola Nucci
<b>SARACINESCA. </b> Il portiere Pardini nel giorno del debutto in serie A
◗
SARACINESCA. Il portiere Pardini nel giorno del debutto in serie A

I suoi maestri sono gli ex Pinna e Mareggini: «I tifosi stiano tranquilli, ci divertiremo»

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Un portiere di esperienza ed affidabilità, con un passato in serie A. È questo l'identik di Stefano Pardini, classe 1975, il nuovo "numero uno" della Lucchese prelevato dal Figline a fine contratto e che ha firmato un biennale. Otto campionati di Prima divisione (ex C1) e due apparizioni nella massima divisione col Perugia (nella foto).  «Immagini indimenticabili - dice il portiere originario di Montignoso - ricordo come se fosse ora le due partite in serie A nella stagione 2003-2004 purtroppo culminata con la retrocessione dopo lo spareggio-salvezza contro la Fiorentina. È stata comunque la mia stagione più bella. L'esordio in A contro la Juventus e poi tre gare in Coppa Italia da titolare al posto di Kalac, tra cui i quarti di finale di Coppa Italia sempre contro la Vecchia Signora». Pardini non si sente arrivato. «Ho scelto la Lucchese per aprire un ciclo importante. Questa società è in fase di crescita e vuole tornare a competere per categorie importanti come merita una piazza del calibro di Lucca. Cercherò di dare il massimo, visto che sono anche un po' lucchese essendo nato a Pietrasanta».  Pardini-goleador. Le sue caratteristiche sono quelle di un portiere di personalità e poco appariscente tra i pali. «Mi piace trasmettere sicurezza al reparto difensivo. Sono un portiere lineare, non cerco la parata spettacolare. Credo che le uscite siano la mia qualità migliore». Non è un portiere spericolato, ma l'istinto del "numero uno" non gli manca. Nel 2001, emulo di Rampulla, Pardini si improvvisa attaccante e realizza al 92' con un colpo di testa il gol del pareggio contro l'Albinoleffe. «In quella gara perdevano 1-0 e nei minuti di recupero ho provato l'ultimo disperato tentativo e sono riuscito a beffare il collega Redaelli».  Pinna e Mareggini. «I miei maestri? Tutti i preparatori dei portieri mi hanno migliorato. Se devo fare due nomi dico Giampalo Pinna a Carrara, che mi ha raccontato spesso della promozione in B nella Lucchese e di come si lavora bene in questa piazza, e Mareggini nella stagione passata a Figline, dove per alcuni mesi non abbiamo riscosso gli stipendi, ma abbiamo onorato il campionato fino all'ultimo arrivando ottavi. Avevamo annusato una brutta aria. Mi dispiace perché sono stato tra i protagonisti della magnifica cavalcata dalla D alla C1». Due promozioni come la Lucchese che riparte sulle ali dell'entusiasmo. «Ai tifosi lucchesi non faccio promesse, ma guardando i nomi della rosa e la voglia di fare sono sicuro che ci divertiremo. Conosco bene Biggi, compagno di squadra nella Carrarese, un attaccante che avrebbe potuto calcare i campi di serie A».  Gerarchie in porta. Pardini sarà il titolare, ma qualche volta dovrà anche finire in panchina per fare spazio a Pennesi. «La nuova regola mi sembra assurda. Se un ragazzo di 21 anni è più bravo di un portiere esperto deve giocare. È chiaro che sono venuto per essere protagonista di un progetto, ma accetterò anche la panchina».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa