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Lucca

Adesso il ds Giovannini tratta Crimi e Piccinni

Bellomo scappa dal ritiro e torna a Bari, fuga inattesa e rescissione per il giocatore

Bellomo scappa dal ritiro e torna a Bari, fuga inattesa e rescissione per il giocatore

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 LUCCA. È durata cinque giorni l'avventura in maglia rossonera di Nicola Bellomo, 19 anni, gioiellino del Bari ed emulo del suo idolo Antonio Cassano. Come un fulmine a ciel sereno ieri mattina il ragazzo di Bari Vecchia si è allontanato dall'Hotel Country di Gragnano, sede del ritiro della Lucchese, e ha fatto ritorno a casa chiudendo di fatto sul nascere la sua storia in rossonero. Bellomo non tornerà. Il direttore sportivo Paolo Giovannini ha già parlato con il ragazzo, con il suo procuratore e con il Bari. Rescissione in vista e capitolo chiuso. Adesso la società di patron Giuliani è sulle tracce di altri due under 23: il centrocampista Marco Crimi (classe 1990, ex Igea Virtus, in ritiro con il Bari) e l'altro mediano Marco Piccinni (classe 1987, ultime due stagioni in D e Seconda Divisione con il Brindisi di Silva) nel caso in cui Macalli riveda la regola degli under.  EPILOGO INATTESO  Al di là del carattere un po' guascone che nasconde problemi familiari (il ragazzo è orfano di padre) Bellomo si era ben inserito nel gruppo. Luca Bartoccini, suo compagno di camera (la numero 152 dell'albergo a Fontanuova), e altri giocatori lunedì sera l'avevano sentito parlare al telefono in termini entusiastici della sua avventura in maglia rossonera. Invece ieri mattina accade quello che non t'aspetti. Alle 8,30 la squadra è pronta per gli esercizi in piscina sotto gli sguardi del mister e del preparatore-marine Alessandro Ducci. L'ultimo ad arrivare è Marotta. Che, uscendo dalla sua camera, incrocia Bellomo. «Nicola mi ha detto che non si sente bene: ha mal di testa e resta in camera». Favarin avverte il massaggiatore Brunello Lorenzoni. Ma quando lui arriva Bellomo non c'è più. Lo cercano in albergo e nei dintorni. Nulla. Sparito, volatilizzato. In realtà il ragazzo - vinto dalla nostalgia, dai problemi personali e dalla voglia di tornare a casa dalla madre - ha pianificato la fuga. Accompagnato da qualche amico in auto (lui non ha la patente) oppure in autostop sino alla stazione ferroviaria.  THE END.  Paolo Giovannini lo ha rintracciato al telefono cercando di capire se c'era la possibilità di un ripensamento. Invece l'ha trovato scosso: «Ho parlato con il ragazzo - dice il ds - e la sua delicata situazione familiare assume un'importanza primaria rispetto a qualsiasi considerazione sportiva. Sono bastati pochi giorni lontano da casa perchè il ragazzo perdesse serenità. Ritengo opportuno che Bellomo viva la prima esperienza da professionista vicino a casa». Gli fa eco mister Favarin: «Dispiace perchè il giocatore aveva qualità importanti. Evidentemente non era abbastanza tranquillo per affrontare un'esperienza lontano da casa e se fosse rimasto in queste condizioni psicologiche il suo rendimento non sarebbe stato ottimale».

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