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Lucca

Ducato pronto per lo spareggio

Fabrizio Tonelli
I tifosi a Montegranaro
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I tifosi a Montegranaro

La guardia Favilla: «Vorrei giocare già lunedì, l'avversaria non conta»

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 LUCCA. «Bologna o Cagliari come avversaria nello spareggio? Non fa molta differenza, mi interessa di più giocare subito, già lunedì, come è previsto se passeranno le sarde». Gloria Favilla, capitana di Ducato Le Mura, è già proiettata sulla serie che deciderà la promozione in A2. Le cui date sono condizionate dalle finali nazionali under 19.  Bologna ha due ragazze interessate e se domani sera farà il blitz in Sardegna, ci sarà uno slittamento del calendario. Se invece vincerà Cagliari si giocherà lunedì 17 al Palatagliate, giovedì 20 nell'isola e l'eventuale garatre domenica 23 in campo neutro.  Ducato ha già affrontato entrambe le squadre nella final four di Coppa Italia, proprio a Cagliari. Perse malamente con Bologna, subendo due triple di Costi negli ultimi secondi; e vinse largamente con Cagliari, delusa perchè battuta da Spezia in semifinale.  «Le sarde - ricorda Favilla - non mi fecero una grande impressione, forse erano un po' demotivate, perchè a giudicare dal loro cammino in campionato devono valere molto di più rispetto alla squadra che affrontammo. Bologna la conosciamo meglio, è un'ottima squadra, con le punte di Zanoli e Costi».  Ducato per ora resta quindi alla finestra e c'è tempo per un flash-back sull'impresa a Montegranaro. E' stata proprio una tripla di Gloria a dare la svolta all'incontro, portando le biancorosse avanti 23-20 al 17'.  «Siamo state punto a punto fino all'intervallo - racconta Favilla - poi alla ripresa Porto San Giorgio è apparsa nervosa, le ragazze di casa hanno perso palla in difesa più volte e siamo riuscite a concretizzare due contropiedi. E' a quel punto che si è capito che potevamo vincere. Siamo andate avanti di 12, poi la zona press delle marchigiane ci ha messo un po' in difficoltà, ma abbiamo comunque gestito bene il finale».  Eppure la partita non era nata sotto i migliori auspici per Ducato, la rumena Mandache aveva messo 6 punti di fila mentre i tiri delle biancorosse non entravano.  «All'inizio abbiamo pagato un po' il lungo viaggio - spiega la guardia - dopo oltre 5 ore in pullman non è facile giocare. Ci abbiamo messo a trovare il ritmo, ma eravamo fiduciose, prendevamo molti più tiri di Porto San Giorgio».  In fondo ha avuto ragione il coach Mirco Diamanti, che alla vigilia si era detto fiducioso e ottimista.  «Proprio così - conclude Favilla - dopo garauno il coach ci aveva detto che dipendeva tutto da noi, che giocando bene avremmo chiuso la serie. E così è stato».

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