Sicurezza
Un passato da centrocampista con l'amore per il Milan
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Unaltra immagine dellimpianto elvetico L'architetto del gruppo Valore racconta: «Sport e sviluppo urbano possono convivere»
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LUCCA. Giovanni Valentini, il rossonero nel destino. La passione dell'adolescenza per il Milan del Paron e dell'Abatino, la consapevolezza dell'esperienza con la scelta di investire nel futuro della Lucchese. Giovanni Valentini sportivo a tutto tondo. Dai sogni di bambino ai progetti per conciliare l'emozione del ricordo alla nuove sfide del calcio del Duemila. La memoria torna indietro nel tempo. Anni Sessanta. Foligno, il Milan di Rocco, i racconti dell'amico che ha accarezzato la gloria della serie A senza raggiungerla. Centrocampista dentro e fuori dal rettangolo verde: «In campo mi piaceva il brasiliano Dino Sani, tecnico e compassato, capace di disegnare geometrie straordinarie. Un campione di classe e talento che ha fatto da chioccia a Gianni Rivera, mica uno qualunque». Adesso un'altra passione in rossonero: la Lucchese. Un amore maturo, consapevole, capace di dare copiosi frutti: «Le premesse ci sono tutte. La gente è oculata, avveduta, poco incline agli sprechi. Per fare calcio non bisogna gettare soldi dalla finestra e soprattutto fare promesse sapendo di non poterle mantenere. C'è la possibilità di conciliare i valori d'un tempo con la modernità e il comfort. Dobbiamo gettare le basi. Se lo vogliamo tutti assieme possiamo scrivere una pagine importante di calcio e civiltà. Un nuovo modo di concepire sport e divertimento attraverso lo sviluppo urbano e la crescita economica del territorio».
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