Il Tirreno

Lucca

I campioni del passato al Premio Fedeltà

Michele Citarella
Giulio Monselesan
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Giulio Monselesan

A livello locale Sfinge d'oro a Monselesan, Barsotti, Palandri e Gandolfi

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 LUCCA. Una festa con due anime quella della quattordicesima edizione del Premio Fedeltà allo Sport che si è svolta al Country Club di Gragnano. La serata, organizzata dal patron della manifestazione Walter Nieri e dal Comune di Altopascio, ha avuto come tema principale il calcio nazionale con la partecipazione di ospiti di ieri e di oggi che hanno ricevuto la sfinge e la litografia disegnata dall'artista lucchese Gianpaolo Bianchi, da anni prezioso collaboratore del "Premio".  Sono saliti sul palco l'ex centrocampista di Inter, Barcellona e Sampdoria Luisito Suarez (pallone d'oro 1960), l'ex mediano milanista Giovanni Lodetti (compagno di squadra di Suarez con i blucerchiati), il difensore rossonero e della nazionale Alessandro Costacurta (Cinque Coppe dei Campioni, Sette titoli nazionali) e il portiere di ieri (Stefano Tacconi) e quello di oggi come il viola Sebastian Frey.  Tra i personaggi di spicco dell'ambiente del calcio anche il procuratore Giovanni Branchini, che ha curato gli interessi (tra gli altri) di Ronaldo, Seedorf, Alemao e Careca).  Per quanto riguarda lo sport a livello locale, le attenzioni sono state rivolte soprattutto alla Lucchese, applaudita dai soci del premio e dai presenti per il doppio salto di categoria dalla Serie D alla Lega Pro Prima Divisione. Lo stesso Luisito Suarez ha ricordato il passato glorioso della Lucchese negli anni Cinquanta ed ha augurato allo staff rossonero presente di poter festeggiare una seconda promozione, mettendo in ballo il detto "non c'è due senza tre".  Sul palco sono saliti il tecnico Giancarlo Favarin, il presidente Giuliano Giuliani e il ds Paolo Giovannini. A Giovannini uno dei riconoscimenti speciali offerti dagli organizzatori del Premio Fedeltà: per i suoi meriti acquisiti nel trionfale cammino della Lucchese ha ricevuto il premio Fabio Menchetti, ex giornalista de "Il Tirreno" e appassionato della Lucchese. L'altro riconoscimento speciale è andato a "Foto Alcide" negozio di foto che festeggia in questo 2010 i sessanta anni di attività a servizio soprattutto dello sport della nostra provincia.  Per quello che riguarda gli altri sport, quattro i riconoscimenti a quattro diversi personaggi lucchesi che si sono distinti in questi anni in diverse discipline. Hanno infatti ricevuto la sfinge d'oro di Gianpaolo Bianchi il pluricampione di nuovo di Altopascio Andrea Gandolfi, di appena diciannove anni, il pilota di Rally Vittorio Barsotti, l'allenatore della Pugilistica Lucchese Giulio Monselesan e il corridore professionista di ciclismo Marino Palandri.  Giulio Monselesan. Campione italiano nel 1992, secondo nel 1993, terzo nel 1996, con una bacheca ricca anche di trofei nazionali e regionali. Il curriculum del pugile Giulio Monselesan è un ottimo biglietto da visita per i tanti ragazzi che allena nella palestra sotto la tribuna coperta dello stadio Porta Elisa che vogliono emularlo in questo sport: «Allenare i piccoli - esordisce Monselesan - è una cosa che arricchisce molto anche chi allena, perché stare con i giovani mi rende molto felice».  Vittorio Barsotti. Dalla fatica del ciclismo, alla dedizione e alla passione per il rally, sport che gli ha regalato già tante soddisfazioni nonostante i suoi soli venticinque anni. Vittorio Barsotti racconta come è diventato un pilota della scuderia lucchese "2BTecno Sport": «Mio fratello e mio padre erano già appassionati quando io ero piccolo e facevo ciclismo. Compiuti i 18 anni, ho preso immediatamente la patente e l'anno successivo subito la licenza Csai che disciplina il mondo del Rally».  Tra i suoi principali successi si ricorda la vittoria nel Rally del Ciocchetto, il "Città di Massa", il Rally "Città di Camaiore" e altri ottimi risultati in varie competizioni svoltesi in tutto il territorio nazionale.  Marino Palandri. 24 anni, di Gragnano, è da due anni ciclista professionista, unico - come lui stesso tiene a precisare, professionista ancora attivo che risiede in Lucchesia. Ed è per questo che i soci del Premio Fedeltà allo Sport hanno premiato anche lui in questa edizione 2010 con la sfinge d'oro. Per tentare la fortuna, Marino è dovuto emigrare in Slovenia, nella società dell'Adria Mobile. Passista/scalatore, si ispira Bettini, anche se spesso - soprattutto quando si trova in Toscana, si allena grazie al grande aiuto di Michele Bartoli.  Andrea Gandolfi. Vive ad Altopascio, si allena a Montecatini.  «Gareggio per il Centro Nuoto di Montecatini - dice Gandolfi - ed è per me sorprendente che a Lucca si siano ricordati di me. Credo che abbiano premiato la mia costanza nei duri allenamenti del nuoto». Andrea Gandolfi infatti, si allena cinque volte a settimana con una media di tre ore e mezza al giorno; ben molti rispetto al calcio dilettanti o altre discipline sportive. A sedici anni, ha fatto parte delle nazionali giovanili per la Coppa Mediterranea Comen, che si è svolta a Cipro nel 2007.

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