Il Tirreno

Lucca

La pioggia non rovina la bella festa

Invasione di campo per dire grazie a tutti

Gli striscioni dei tifosi in gradinata (Vip)
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Gli striscioni dei tifosi in gradinata (Vip)

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 LUCCA. Colpa tua: ti porto allo stadio una volta e vien giù il mondo». Il tifoso alla sortita delle Mura che porta allo stadio finge di prendersela con l'amico. Dovrebbe essere la festa della promozione, ma la pioggia rischia di rovinare tutto. E sì che oggi ci son tanti, come l'amico suo, che vengono allo stadio per la prima volta nell'arco della stagione.  Ma no, la festa non può essere rovinata dal maltempo. In fondo bastano un ombrello e una fratina in nylon con i colori della squadra. In effetti, in gradinata sono tanti a indossarla e il colpo d'occhio è notevole. Così come son simpatici i ragazzini del vivaio con i cartelli a formare la frase «grazie a voi», rivolta al pubblico.  È una bella giornata anche se piove, sì. Con il libro Cuore in agguato dietro l'angolo, ogni occasione può essere quella giusta: la speranza (vana) che Venturelli segni su punizione in quella che potrebbe anche essere la sua ultima gara da calciatore, un Baldini che, sia pure da avversario, torna dopo tanti anni a giocare nello stadio che lo ha visto esordire tra i professionisti, un Grassi che atterra in area il suo ex compagno di squadra (al Castelnuovo, 2003) Biggi, un undici rossonero imbottito di tanti ragazzi lucchesi, un Belluomini che timbra due gol dopo un anno da riserva della riserva. Ma alla fine a prevalere sono i tentativi di una squadra che cerca il gol del pareggio e nel finale ha grandi difficoltà a inquadrare lo specchio della porta nonostante l'avversaria di giornata non la butti sull'agonismo puro. Beh, chi se ne importa? Sugli spalti nessuno. Perché è la festa promozione quella che conta. È la pacifica invasione di campo, sono i ragazzini in tribuna coperta che si esaltano pure ai gol annullati per fuorigioco, è il cartello Game Over issato da Venturelli. È la canzone «The Final Countdown» degli Europe, in voga all'epoca di un'altra Lucchese di C2, ma pure Checco Zalone che canta «Siamo una squadra fortissimi».  Non manca proprio niente in questa domenica di festa. Né i rappresentanti delle istituzioni locali (sindaco e presidente della Provincia), né il vescovo, che all'intervallo soppianta il buon Turelli dalla sua postazione di speaker dello stadio e manda un messaggio di saluto a squadra e sportivi.

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