Il Tirreno

Lucca

«Quel paletto poteva uccidere mio figlio»

F.T.
Il campo sportivo di San Pietro a Vico (Vip)
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Il campo sportivo di San Pietro a Vico (Vip)

Il ragazzo scivola durante una partita e si squarcia una gamba, il genitore accusa

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 LUCCA. «La recinzione del campo sportivo di San Pietro a Vico è pericolosa, mio figlio dopo una scivolata è finito con una gamba contro un paletto riportando una grave ferita. Ma se invece della gamba vi avesse urtato con la testa cosa sarebbe potuto succedere». Il grido di allarme arriva da Giuseppe Caponetto, genitore di un ragazzo che milita nella squadra allievi dell'Oltreserchio.  La società, dopo i danni provocati dall'alluvione al campo di San Macario, ha ottenuto il permesso di disputare alcune partite a San Pietro a Vico.  Qui domenica si è giocata la gara contro l'Atletico Lucca ed è proprio durante l'incontro che si è verificato l'incidente. Lo racconta lo stesso Caponetto:  «C'è stato un contrasto di gioco lungo la linea laterale - dice il genitore - e mio figlio Salvatore è andato a sbattere contro un paletto di recinzione, riportando uno squarcio nella gamba. E' stato necessario chiamare il 118, chiedere l'intervento di un'ambulanza che lo ha trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno ricucito la ferita, giudicandolo guaribile in 25 giorni».  Sono stati momenti di grande preoccupazione per il ragazzo e i familiari, in attesa al pronto soccorso del Campo di Marte.  «I medici - dice ancora Giuseppe Caponetto - mi hanno detto che mio figlio è stato fortunato, se fosse finito contro il paletto con la testa non voglio pensare a quello che sarebbe successo».  Il giorno dopo è il momento della riflessione. «Quel paletto a t, con la t rivolta verso il campo e non verso l'esterno - prosegue il genitore - è davvero pericoloso e poi è troppo vicino al campo da gioco. Non possiamo mandare i nostri ragazzi a giocare su terreni di questo tipo, i rischi sono eccessivi. Si parla tanto, giustamente, di sicurezza sui luoghi di lavoro, ma la sicurezza deve valere anche per chi fa sport».  Caponetto ha deciso di interessare del caso anche un legale e sta valutando se e come procedere. Intanto il figlio, che frequenta il liceo Vallisneri e che gioca da sei anni nell'Oltreserchio, è a casa. Dopo una notte insonne a causa del dolore, si sta riprendendo. Ma episodi di questo tipo non devono più succedere.

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