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Lucchese, una sfida che vale la C1

Luca Tronchetti /
<strong>IL CONDOTTIERO </strong>Mister Favarin
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IL CONDOTTIERO Mister Favarin

Il rivoluzionario Favarin con il suo celebrato modulo a «due rombi» - l'arcinoto 3-3-1-3 studiato da vicino da tecnici di serie A - contro il flemmatico Beghetto con il classico 4-4-2 a coprire gli spazi con il quarto di sinistra (Baido) a fare da trequartista

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LUCCA. Il rivoluzionario Favarin con il suo celebrato modulo a «due rombi» - l'arcinoto 3-3-1-3 studiato da vicino da tecnici di serie A - contro il flemmatico Beghetto con il classico 4-4-2 a coprire gli spazi con il quarto di sinistra (Baido) a fare da trequartista. Bassano-Lucchese non è soltanto il big match tra le squadre favorite alla vigilia del torneo, ma è anche lo scontro tra due diverse filosofie di gioco.

Gli «incontentabili» tifosi rossoneri (quelli che continuano a disertare il Porta Elisa) criticano Favarin perchè ritengono il modulo a trazione anteriore «troppo spregiudicato» in questa fase del torneo. Viceversa gli «intenditori» veneti non amano Beghetto ritenendolo «incapace di leggere la partita» perchè «troppo difensivista». Ma in realtà i due mister hanno dimostrato di meritare la fiducia delle rispettive società. Favarin, per il secondo anno di fila, sta guidando la Lucchese verso una promozione diretta che, alla vigilia del torneo, in pochi pronosticavano. Beghetto, subentrato all'esperto Roselli e con esperienze soltanto nel settore giovanile del Bassano, è riuscito a riportare serenità ed equilibrio nello spogliatoio e con gli aggiustamenti del mercato di gennaio ha trascinato i giallorossi fuori dalla zona retrocessione portandoli a 3 punti dai playoff.

POCHI DUBBI Favarin e Beghetto hanno un solo dubbio nell'undici da mandare in campo. Il tecnico rossonero dovrà attendere la rifinitura di stamani per decidere se schierare dal primo minuto Francesco Potenza, reduce da problemi fisici, o Manuel Pera. Quello giallorosso dovrà scegliere se affidare la maglia di esterno destro di centrocampo a Gianni Fabiano colpito da un virus influenzale o Simone Iocolano.

MATCH CHIAVE L'obiettivo di Lucchese e Bassano: proseguire nel rispettivo cammino. Che porta direttamente alla Prima Divisione per i rossoneri, e agli spareggi promozione per i vicentini. Una sconfitta sarebbe deleteria per entrambi. E considerato che mancano 7 partite al termine un punto potrebbe accontentare tutti.

RECORD DI PRESENZE Al Rino Mercante è previsto il record d'incasso: sono attesi almeno 1.200-1.300 spettatori con 250 presenze da Lucca. L'ambiente è carico e i tifosi vogliono colorare di rossonero il celebre Ponte di Bassano. In tribuna anche un amato ex: Maurizio Viscidi, 47 anni, per due stagioni sulla panchina della Lucchese. Un tecnico serio, rigoroso e preparato che meriterebbe una panchina prestigiosa. Lui, nella stagione 2006-2007, dopo l'esonero di Pea poteva tornare a guidare la squadra rossonera che due anni prima aveva condotto ai playoff. Ma da persona perbene disse «no» a Hadj che su suggerimento dell'allora ds De Poli voleva ingaggiarlo. «Presidente, prima paghi i giocatori» disse nell'incontro a Pieve Ligure. Aveva capito tutto.

LA TATTICA Dopo la vittoria di Colle Val d'Elsa c'è da capire se il periodo di appannamento è alle spalle. E il test di Bassano è il più probante. Mancherà ancora Baldanzeddu, ma il pacchetto difensivo (Mariotti, Lollini, Bova) fornisce ampie garanzie. La chiave del match sarà l'attacco rossonero con i «gemelli diversi» Scandurra e Biggi (11 reti a testa) opposti a una difesa giallorosa non sempre impeccabile.

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