Il dolore
CALCIO
Lucchese, serve la grinta
Nicola Nucci /
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L’estroso Galli (Vip)Una promozione non significa soltanto salire di categoria. Ma anche valorizzare il proprio patrimonio di giocatori e migliorare la propria immagine. La Lucchese vuole crescere e diventare un piccolo modello nel panorama della Lega Pro. Il ritorno nell'ex C1, il recupero dello stadio Porta Elisa (più vissuto e aperto alle famiglie nell'ottica di un calcio che coniughi passione e business), l'ampliamento del centro sportivo Acquedotto (Lucchesello) per rilanciare il vivaio rossonero
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LUCCA. Una promozione non significa soltanto salire di categoria. Ma anche valorizzare il proprio patrimonio di giocatori e migliorare la propria immagine. La Lucchese vuole crescere e diventare un piccolo modello nel panorama della Lega Pro. Il ritorno nell'ex C1, il recupero dello stadio Porta Elisa (più vissuto e aperto alle famiglie nell'ottica di un calcio che coniughi passione e business), l'ampliamento del centro sportivo Acquedotto (Lucchesello) per rilanciare il vivaio rossonero.
Anche se su questo aspetto c'è ancora da fare molta strada essendo ripartiti da zero dopo il fallimento del 2008. E ancora: il progetto di azionariato popolare (tifosi-soci) e la proposta lanciata dall'azionista di maggioranza Valentini di allargare la compagine societaria alle forze imprenditoriali ed economiche della città che hanno a cuore le sorti del sodalizio rossonero e la sua gloriosa storia ultracentenaria.
Sono queste le linee-guida in qualche modo ribadite dal socio di maggioranza Giovanni Valentini e dal presidente Giuliano Giuliani, insieme agli altri consiglieri Ugo Giurlani e Marco Scaltritti, nell'ultimo "informale" cda per approvare i bilanci passati.
Ora, dopo la trionfale cavalcata dalla D alla C2, c'è un'impresa che attende la Lucchese.
I tifosi rossoneri, ancora pochi nei numeri, ma grandi per attaccamento e passione, sognano una doppia promozione.
A sette giornate dalla fine la Lucchese, in testa ininterrottamente dalla prima giornata, guida il campionato a 53 punti, con 5 lunghezze sul San Marino e 6 sul Fano.
Un campionato però tutt'altro che chiuso. Anche se la squadra di Favarin ha dato una risposta perentoria andando a vincere sul campo della Colligiana dopo aver raccolto solo un punto (in casa col Gubbio) nelle precedenti quattro gare. E il primato logora chi non c'è l'ha.
«Se manteniamo la media-inglese sarà dura riprenderci, ma non possiamo abbassare la guardia» ha ribadito il diesse Paolo Giovannini. Se da un lato la Lucchese si è ritrovata sul piano del gioco e della personalità scacciando dubbi e paure che avevano frenato la sua marcia spedita, dall'altro lato il San Marino sembra nelle condizioni ideali per insidiare il primato rossonero, dal momento che la squadra del Titano ha meno da perdere e può sfruttare un calendario teoricamente più abbordabile almeno fino a due giornate dal gong. Domenica 28, alla ripresa del campionato, l'undici di Evani ospiterà una tranquilla Giacomense, mentre la Lucchese dovrà affrontare il quotato Bassano. Poi i titani, salvo clamorose sorprese, hanno 3 punti facili contro Sacilese e Colligiana, e non sembrano impossibili le gare contro Itala San Marco (fuori) e Nocerina (in casa).
Prima di calare al Porta Elisa per lo scontro al vertice e chiudere il torneo all'Olimpico contro la Sangiovannese.
Anche se su questo aspetto c'è ancora da fare molta strada essendo ripartiti da zero dopo il fallimento del 2008. E ancora: il progetto di azionariato popolare (tifosi-soci) e la proposta lanciata dall'azionista di maggioranza Valentini di allargare la compagine societaria alle forze imprenditoriali ed economiche della città che hanno a cuore le sorti del sodalizio rossonero e la sua gloriosa storia ultracentenaria.
Sono queste le linee-guida in qualche modo ribadite dal socio di maggioranza Giovanni Valentini e dal presidente Giuliano Giuliani, insieme agli altri consiglieri Ugo Giurlani e Marco Scaltritti, nell'ultimo "informale" cda per approvare i bilanci passati.
Ora, dopo la trionfale cavalcata dalla D alla C2, c'è un'impresa che attende la Lucchese.
I tifosi rossoneri, ancora pochi nei numeri, ma grandi per attaccamento e passione, sognano una doppia promozione.
A sette giornate dalla fine la Lucchese, in testa ininterrottamente dalla prima giornata, guida il campionato a 53 punti, con 5 lunghezze sul San Marino e 6 sul Fano.
Un campionato però tutt'altro che chiuso. Anche se la squadra di Favarin ha dato una risposta perentoria andando a vincere sul campo della Colligiana dopo aver raccolto solo un punto (in casa col Gubbio) nelle precedenti quattro gare. E il primato logora chi non c'è l'ha.
«Se manteniamo la media-inglese sarà dura riprenderci, ma non possiamo abbassare la guardia» ha ribadito il diesse Paolo Giovannini. Se da un lato la Lucchese si è ritrovata sul piano del gioco e della personalità scacciando dubbi e paure che avevano frenato la sua marcia spedita, dall'altro lato il San Marino sembra nelle condizioni ideali per insidiare il primato rossonero, dal momento che la squadra del Titano ha meno da perdere e può sfruttare un calendario teoricamente più abbordabile almeno fino a due giornate dal gong. Domenica 28, alla ripresa del campionato, l'undici di Evani ospiterà una tranquilla Giacomense, mentre la Lucchese dovrà affrontare il quotato Bassano. Poi i titani, salvo clamorose sorprese, hanno 3 punti facili contro Sacilese e Colligiana, e non sembrano impossibili le gare contro Itala San Marco (fuori) e Nocerina (in casa).
Prima di calare al Porta Elisa per lo scontro al vertice e chiudere il torneo all'Olimpico contro la Sangiovannese.
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