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Lucchese, è il momento di reagire

Nicola Nucci
Paolo Giovannini, direttore sportivo della Lucchese (Vip)
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Paolo Giovannini, direttore sportivo della Lucchese (Vip)

La Lucchese, dopo la sbandata contro la Pro Vasto, deve riprendere il cammino smarrito nelle ultime quattro giornate. L'obiettivo della promozione non è compromesso, con i rossoneri che sono ancora in testa con tre punti di vantaggio sul Fano e cinque sul Marino

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LUCCA. La Lucchese, dopo la sbandata contro la Pro Vasto, deve riprendere il cammino smarrito nelle ultime quattro giornate. L'obiettivo della promozione non è compromesso, con i rossoneri che sono ancora in testa con tre punti di vantaggio sul Fano e cinque sul Marino. Ma per tornare a vincere e mettere alle spalle il periodo nero, è necessaria una grande reazione.
La scossa che il direttore sportivo Paolo Giovannini è sicuro ci sarà domenica al "Manni" di Colle Val d'Elsa. «La ricetta è una sola - dice - tornare a giocare da squadra.La forza della Lucchese è il collettivo. Non c'è un condottiero, ma tanti bravi soldati. Adesso tocca a loro. E alla mano del generale, Giancarlo Favarin, che sono convinto saprà trovare le soluzioni giuste per venire fuori dalla crisi».
Nelle due partite casalinghe, però, la Lucchese ha dato segnali di ripresa rispetto a Celano e San Giovanni.
«Il paradosso è che siamo a commentare una serie negativa di risultati, ma con il rammarico di due vittorie sfumate che avevamo in mano. Credo che i limiti evidenziati contro il Pro Vasto siano una conseguenza della sfiducia cresciuta sull'onda di una serie di risultati non confortanti».
Per uscire dal tunnel della crisi si deve ripartire da zero?
«Davanti a noi abbiamo otto gare nelle quali dovremo cercare di fare il massimo, avendo chiaro che domenica prossima non è l'ultima spiaggia, ma la prima della volata finale».
La classifica dice che le antagoniste sono Fano e San Marino oppure la Lucchese deve ancora fare corsa su se stessa?
«La classifica dice questo, ma a fare la differenza al momento è la condizione psicologica. La Lucchese è un po' abbacchiata, Fano e San Marino stanno meglio, il Prato, che pensavo fosse la migliore, sta arrancando. Perciò i 3 punti di vantaggio contano e non contano. Adesso ci vuole una scossa da parte della Lucchese».
La migliore medicina è sempre la vittoria.
«Sono preoccupato, ma pronto a scommettere sulla reazione della squadra. Anche ieri ai ragazzi ho chiesto di aiutarsi l'uno con l'altro. Lo spogliatoio unito, non ci sono attriti. Sono dicerie da bar dello sport».
Allenamenti a porte chiuse fino a sabato. La prima volta fu presa questa decisione alla vigilia di Prato, con Favarin che stupì tutti inventando il 3-3-1-3. Cambierà qualcosa anche stavolta?
«Non è il momento di parlare di tattiche. Questa scelta è motivata dalla necessità di prepararsi con la massima concentrazione ad una sfida importante per gli sviluppi del campionato».
Ai tifosi che si sente di dire?
«Spero che saranno in tanti anche a Colle Val d'Elsa. C'è bisogno del loro sostegno».
Infine, una battuta sull'arresto dell'ex presidente rossonero Fouzi Hadj.
«È la cronaca di un fatto annunciato. Quando siamo subentrati avevamo previsto questo triste epilogo».

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