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CALCIO

Uniti usciremo dal tunnel

Nicola Nucci
Il centrocampista Mariotti (Vip)
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Il centrocampista Mariotti (Vip)

Superare lo choc per ripartire di slancio. È questo il filo conduttore in casa rossonera in vista della gara contro la Colligiana.
Un testa-coda, la prima contro l'ultima in classifica, che potrebbe risultare decisivo in chiave-promozione.

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LUCCA. Superare lo choc per ripartire di slancio. È questo il filo conduttore in casa rossonera in vista della gara contro la Colligiana.
Un testa-coda, la prima contro l'ultima in classifica, che potrebbe risultare decisivo in chiave-promozione.

Un po' tutti hanno ripetuto che domenica in Valdelsa inizia un mini-torneo di otto gare nelle quali la Lucchese dovrà difendere con le unghie un primato che vacilla dopo i tre brucianti ko nelle ultime quattro giornate. Con il Fano (a -3) e il San Marino (a -5) che fanno sentire il fiato sul collo alla capolista. Il centrocampista Alessio Mariotti, autore di una buona prestazione nel naufragio contro la Pro Vasto e riportato al suo ruolo naturale di esterno di centrocampo, tasta il polso di una Lucchese che deve guarire in fretta per risollevarsi.

«La ricetta per uscire dal tunnel della crisi, che ci ha colto tutti di sorpresa, è restare uniti e compatti. La nostra forza è il collettivo. Non ci sono salvatori della patria, dobbiamo uscirne come squadra e non come singolo giocatore. Altrimenti, come ci siamo detti nel faccia a faccia nello spogliatoio, questo atteggiamento è deleterio. Perché si rischia di sfilacciare la squadra».
Una squadra segnata nel morale dai recenti rovesci. Favarin però ha detto chiaro e tondo che la Lucchese non è morta.

«Dobbiamo prendere atto della realtà e ripartire. Nelle ultime gare abbiamo perso un po' di brillantezza, per motivi più mentali che fisici. Ma con un distinguo: a Celano e San Giovanni in campo non c'era la Lucchese, mentre col Gubbio e la Pro Vasto avremmo meritato come minimo 4 punti. Credo che sul piano del gioco, degli equilibri, della voglia di fare ci siamo già ritrovati. Adesso dobbiamo reagire a queste tre sconfitte pesanti. Il punto è che abbiamo dilapidato i 10 punti di vantaggio e dobbiamo giocare ogni gara per vincere. La migliore medicina sono i 3 punti».

Ad otto giornate dal fischio finale il cammino è stato superlativo fino al crollo di febbraio. La strada è in salita, ma i risultati e i 3 punti di vantaggio accreditano la Lucchese che tra l'altro all'andata ha battuto il Fano (3-1) e dovrà affrontare al Porta Elisa il San Marino del bomber Cesca. «Adesso ci attendono otto finali che dobbiamo affrontare da Lucchese vera - dice Mariotti -. Come a Prato e San Marino quando abbiamo giocato a testa alta, quasi con una certa sfrontatezza. Dobbiamo ritrovare questo spirito. Più convinzione e meno presunzione di essere i più forti. Si riparte da capo e dobbiamo dimostrare che la Lucchese ha meritato di essere la prima della classe ininterrottamente da 26 giornate».

Preoccupa la fragilità emotiva della squadra. Dopo il pari della Pro Vasto vi siete dissolti come neve al sole. «Volevamo chiudere la gara a tutti i costi e il pareggio degli abruzzesi è stato una mazzata. C'è anche un po' di sfortuna. Contro la Pro Vasto abbiamo creato tantissimo, ma il pallone non voleva entrare. La porta sembrava stregata. A parte il black-out, però, abbiamo rivisto il piglio della Lucchese. Non siamo tutto d'un tratto delle schiappe». L'obiettivo non cambia: arrivare in Prima divisione. E la squadra rossonera, con alle spalle una società seria e forte, può essere agevolata dal calendario. «A questo punto della stagione tutte le gare sono difficili, che sia il Fano o la Colligiana. Dobbiamo rimboccarci le maniche e tirare fuori gli attributi».

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