Il dolore
CALCIO
Favarin scuote una squadra sotto choc
Nicola Nucci
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IL BOMBER Non è bastato il ritorno al gol di Biggi per evitare il clamoroso koOtto partite, otto occasioni. La Lucchese si rituffa nel campionato ed ha tutta l'intenzione di farlo nel miglior modo possibile per provare a rivoltare come un guanto una situazione che si è improvvisamente ingarbugliata. Ma otto partite sono un numero sufficiente per tentare di agguantare quella promozione in Prima Divisione che a gennaio sembrava cosa fatta. Una stagione che è nata benissimo e poi, per vari motivi, ha preso una china inattesa.
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LUCCA. Otto partite, otto occasioni. La Lucchese si rituffa nel campionato ed ha tutta l'intenzione di farlo nel miglior modo possibile per provare a rivoltare come un guanto una situazione che si è improvvisamente ingarbugliata. Ma otto partite sono un numero sufficiente per tentare di agguantare quella promozione in Prima Divisione che a gennaio sembrava cosa fatta. Una stagione che è nata benissimo e poi, per vari motivi, ha preso una china inattesa. Giancarlo Favarin rimette insieme i cocci per ripartire con una vittoria sul campo del «Gino Manni» di Colle Val d'Elsa. Certo, quei minuti di black out non sono andati ancora giù al tecnico rossonero. «È incredibile. Non c'è stata reazione e la cosa mi ha fatto davvero arrabbiare. Aggiungo una considerazione: il solo Chadi, in quel frangente, si è fatto ammonire. Segno di una resa di tutti, in un momento in cui si doveva provare a vincere. Questa squadra se va tutto bene, può fare cose grandissime. Ma se viene messa in difficoltà, annaspa».
Favarin cita Al Pacino. Ma ora è il momento di guarire una Lucchese malata. C'è da ritrovare grinta, determinazione, consapevolezza nei propri mezzi. Perché è vero che Fano e San Marino nel girone di ritorno hanno fatto più punti dei rossoneri, ma la capolista ha dimostrato di essere la più forte, non solo per i punti (anche se ora il margine residuo è solo di tre lunghezze), ma perché per le inseguitrici sarà dura fare punti a ripetizione e con i rossoneri che avranno due scontri diretti su tre in casa (Prato e San Marino, Fano in trasferta). Adesso la Lucchese deve ritrovare se stessa e la sua forza. Favarin cita una frase tratta "Ogni maledetta domenica", il film con Al Pacino, scritta sulla lavagna appesa nello spogliatoio: «La vita è un gioco fatto di centimetri».
«Dobbiamo guadagnare quelli che ci consentono di vincere e dobbiamo negarci alibi e scusanti. Anche se ora si è fatto tutto più difficile, dobbiamo ritrovare sicurezza, certezze nelle giocate dei singoli e in quelle collettive. Dobbiamo ripartire da zero». Azzerare tutto. Anche se la Lucchese è sempre prima. «Basta fare calcoli e pensare ai punti di vantaggio. Quando lo abbiamo detto ci siamo bruciati l'ampio margine sulle inseguitrici».
Ventiquattro punti. A proposito di punti, però, gli otto turni che mancano ne mettono in palio 24, e bastano e avanzano per invertire la rotta a patto chiaramente che la Lucchese interrompa la serie nera. «Ora l'errore più grande sarebbe farci assalire dalla paura. Il gruppo è unito, non ci sono armonie intaccate. Dobbiamo scrollarci di dosso questa sfiducia». Dal un punto di vista tattico contro la Colligiana non dovrebbe cambiare niente. Perché, al di là della sconfitta, con il 3-4-3 la Lucchese si è ritrovata sul piano del gioco e degli equilibri, con Mariotti e Michelotti propositivi. «Il problema principale è la testa, e su quella si deve lavorare. Forse potrei anche cambiare 2-3 elementi. Valuterò in settimana». Ieri, intanto, a titolo precauzionale non si sono allenati Bova e Baldanzeddu.
Gli avversari. La Colligiana dovrà fare a meno del proprio allenatore in panchina. Rodolfo Vanoli squalificato per due turni. «A Colle Val d'Elsa sicuramente troveremo un'altra gara difficile. Tutti vogliono approfittare delle nostre difficoltà ed è ora di reagire e dimostrare che siamo la Lucchese». Favarin è lapidario sull'esclusione di Potenza nella gara contro la sua ex squadra. «Non sono pentito di avere tenuto fuori Potenza e rifarei quelle scelte. Perché la squadra, black out a parte, si è espressa bene. È chiaro che dobbiamo migliorare sui calci piazzati, che ci stanno dando grattacapi. Ma questa Lucchese risorgerà, ne sono sicuro».
Favarin cita Al Pacino. Ma ora è il momento di guarire una Lucchese malata. C'è da ritrovare grinta, determinazione, consapevolezza nei propri mezzi. Perché è vero che Fano e San Marino nel girone di ritorno hanno fatto più punti dei rossoneri, ma la capolista ha dimostrato di essere la più forte, non solo per i punti (anche se ora il margine residuo è solo di tre lunghezze), ma perché per le inseguitrici sarà dura fare punti a ripetizione e con i rossoneri che avranno due scontri diretti su tre in casa (Prato e San Marino, Fano in trasferta). Adesso la Lucchese deve ritrovare se stessa e la sua forza. Favarin cita una frase tratta "Ogni maledetta domenica", il film con Al Pacino, scritta sulla lavagna appesa nello spogliatoio: «La vita è un gioco fatto di centimetri».
«Dobbiamo guadagnare quelli che ci consentono di vincere e dobbiamo negarci alibi e scusanti. Anche se ora si è fatto tutto più difficile, dobbiamo ritrovare sicurezza, certezze nelle giocate dei singoli e in quelle collettive. Dobbiamo ripartire da zero». Azzerare tutto. Anche se la Lucchese è sempre prima. «Basta fare calcoli e pensare ai punti di vantaggio. Quando lo abbiamo detto ci siamo bruciati l'ampio margine sulle inseguitrici».
Ventiquattro punti. A proposito di punti, però, gli otto turni che mancano ne mettono in palio 24, e bastano e avanzano per invertire la rotta a patto chiaramente che la Lucchese interrompa la serie nera. «Ora l'errore più grande sarebbe farci assalire dalla paura. Il gruppo è unito, non ci sono armonie intaccate. Dobbiamo scrollarci di dosso questa sfiducia». Dal un punto di vista tattico contro la Colligiana non dovrebbe cambiare niente. Perché, al di là della sconfitta, con il 3-4-3 la Lucchese si è ritrovata sul piano del gioco e degli equilibri, con Mariotti e Michelotti propositivi. «Il problema principale è la testa, e su quella si deve lavorare. Forse potrei anche cambiare 2-3 elementi. Valuterò in settimana». Ieri, intanto, a titolo precauzionale non si sono allenati Bova e Baldanzeddu.
Gli avversari. La Colligiana dovrà fare a meno del proprio allenatore in panchina. Rodolfo Vanoli squalificato per due turni. «A Colle Val d'Elsa sicuramente troveremo un'altra gara difficile. Tutti vogliono approfittare delle nostre difficoltà ed è ora di reagire e dimostrare che siamo la Lucchese». Favarin è lapidario sull'esclusione di Potenza nella gara contro la sua ex squadra. «Non sono pentito di avere tenuto fuori Potenza e rifarei quelle scelte. Perché la squadra, black out a parte, si è espressa bene. È chiaro che dobbiamo migliorare sui calci piazzati, che ci stanno dando grattacapi. Ma questa Lucchese risorgerà, ne sono sicuro».
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