Il dolore
CALCIO
Giovannini punta sullo spogliatoio
Nicola Nucci
◗
Il diesse Paolo Giovannini con accanto patron Giuliano GiulianiLa partita contro la Pro Vasto sarà una gara da vincere prima di tutto nello spogliatoio. E' questa la convinzione del ds Giovannini. Che suggerisce la sua ricetta per superare il momento difficile della squadra dopo la scialba prestazione di San Giovanni e la crisi di risultati dei rossoneri che hanno raccolto un punto nelle ultime tre giornate.
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LUCCA. La partita contro la Pro Vasto sarà una gara da vincere prima di tutto nello spogliatoio. E' questa la convinzione del ds Giovannini. Che suggerisce la sua ricetta per superare il momento difficile della squadra dopo la scialba prestazione di San Giovanni e la crisi di risultati dei rossoneri che hanno raccolto un punto nelle ultime tre giornate.
«Dobbiamo ricompattarci e trasmettere serenità e tranquillità per ritrovare la Lucchese che si è smarrita a febbraio. Non è il caso di fare allarmismi. Siamo ancora primi e con un buon margine di vantaggio. Lunedì con mister Favarin e il preparatore atletico Ducci abbiamo evidenziato come alcuni giocatori abbiamo tirato la carretta. Penso a Biggi, Galli, Carloto. Ci sono dei giocatori che stanno attraversando un periodo di scadimento e questa situazione è legata ad un modulo dispendioso, specie in trasferta. Ma abbiamo sbagliato le gare di Celano e San Giovanni, mentre col Gubbio è stata un'ottima prova, superiore a molte altre gare al Porta Elisa che abbiamo vinto. Non dobbiamo cadere nella trappola di farci prendere dalla paura. La squadra non è serena, ma tocca a noi, alla società e al tecnico, riportare la giusta tranquillità e ripartire dal collettivo. La ricetta giusta è equilibrio, autocritica, umiltà».
Favarin ha anticipato che potrebbe studiare qualche accorgimento tattico e magari cambiare uno-due pedine.
«Non mi permetto di fare la formazione. Posso dire che Potenza ha più freschezza di tutti e può dare qualcosa in più. Oltre ad essere motivato. Quando è arrivato credeva di inserirsi con più facilità nel contesto tattico. Ora ha l'opportunità di dimostrare le sue qualità».
Al di là delle scelte la gara contro la Pro Vasto appare decisiva.
«Una gara da vincere e interpretare come quella col Gubbio. Ma non è un'ultima spiaggia. La quota promozione, domenica dopo domenica, potrebbe anche abbassarsi. Perché nella lotta playoff sono coinvolte molte squadre. Confermo le mie previsioni: il campionato si vince con 62-63 punti».
Sarà importante il pubblico, specie se la gara non dovesse sbloccarsi subito.
«Il sostegno sarà fondamentale. Devono avere pazienza ed incitarci come in Valdarno».
A questa Lucchese mancano i gol dei centrocampisti, specie nelle domeniche di magra degli attaccanti.
«Una grande squadra deve segnare anche con i difensori e i mediani. Questo modulo li impegna molto nella fase difensiva e quando arrivano al tiro difettano di lucidità».
La Lucchese e gli arbitri: la capolista è tutelata?
«In 11 anni di calcio, in D e C, non ho mai parlato di questioni arbitrali. E la Lucchese non lo farà. Questione di stile».
Durante la sosta è previsto un vertice societario per parlare del futuro?
«Credo sia necessario intavolare un discorso per la prossima stagione. Giuliani e Valentini sono d'accordo. Speriamo di arrivarci con 7-8 punti sulla seconda».
«Dobbiamo ricompattarci e trasmettere serenità e tranquillità per ritrovare la Lucchese che si è smarrita a febbraio. Non è il caso di fare allarmismi. Siamo ancora primi e con un buon margine di vantaggio. Lunedì con mister Favarin e il preparatore atletico Ducci abbiamo evidenziato come alcuni giocatori abbiamo tirato la carretta. Penso a Biggi, Galli, Carloto. Ci sono dei giocatori che stanno attraversando un periodo di scadimento e questa situazione è legata ad un modulo dispendioso, specie in trasferta. Ma abbiamo sbagliato le gare di Celano e San Giovanni, mentre col Gubbio è stata un'ottima prova, superiore a molte altre gare al Porta Elisa che abbiamo vinto. Non dobbiamo cadere nella trappola di farci prendere dalla paura. La squadra non è serena, ma tocca a noi, alla società e al tecnico, riportare la giusta tranquillità e ripartire dal collettivo. La ricetta giusta è equilibrio, autocritica, umiltà».
Favarin ha anticipato che potrebbe studiare qualche accorgimento tattico e magari cambiare uno-due pedine.
«Non mi permetto di fare la formazione. Posso dire che Potenza ha più freschezza di tutti e può dare qualcosa in più. Oltre ad essere motivato. Quando è arrivato credeva di inserirsi con più facilità nel contesto tattico. Ora ha l'opportunità di dimostrare le sue qualità».
Al di là delle scelte la gara contro la Pro Vasto appare decisiva.
«Una gara da vincere e interpretare come quella col Gubbio. Ma non è un'ultima spiaggia. La quota promozione, domenica dopo domenica, potrebbe anche abbassarsi. Perché nella lotta playoff sono coinvolte molte squadre. Confermo le mie previsioni: il campionato si vince con 62-63 punti».
Sarà importante il pubblico, specie se la gara non dovesse sbloccarsi subito.
«Il sostegno sarà fondamentale. Devono avere pazienza ed incitarci come in Valdarno».
A questa Lucchese mancano i gol dei centrocampisti, specie nelle domeniche di magra degli attaccanti.
«Una grande squadra deve segnare anche con i difensori e i mediani. Questo modulo li impegna molto nella fase difensiva e quando arrivano al tiro difettano di lucidità».
La Lucchese e gli arbitri: la capolista è tutelata?
«In 11 anni di calcio, in D e C, non ho mai parlato di questioni arbitrali. E la Lucchese non lo farà. Questione di stile».
Durante la sosta è previsto un vertice societario per parlare del futuro?
«Credo sia necessario intavolare un discorso per la prossima stagione. Giuliani e Valentini sono d'accordo. Speriamo di arrivarci con 7-8 punti sulla seconda».
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