Il dolore
CALCIO
Si ferma la macchina da gol
dal nostro inviato Luca Tronchetti
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Kras, naufrago nel centrocampo rossonero (foto gazzettalucchese)Un punto in tre partite, due gol realizzati nelle ultime 4 gare, tre reti subite in altrettante gare sempre su palla inattiva, alcuni elementi chiave sottotono e il Fano che ora insegue a sei lunghezze.
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SAN GIOVANNI VALDARNO. Un punto in tre partite, due gol realizzati nelle ultime 4 gare, tre reti subite in altrettante gare sempre su palla inattiva, alcuni elementi chiave sottotono e il Fano che ora insegue a sei lunghezze.
Una sconfitta - la terza stagionale - che deve far riflettere il clan rossonero. Intendiamoci la promozione è dietro l'angolo e soltanto la Lucchese può gettarla via. Ma ora è vietato sbagliare le prossime due partite: al Porta Elisa con la Pro Vasto e al Gino Manni con la Colligiana. Sei punti per allontare i fantasmi e chiudere i conti. Logico che dopo un girone d'andata esaltante la Lucchese non poteva continuare su quei ritmi. Ma è altrettanto vero che senza l'antico furore agonistico, il carattere e l'umiltà dei giorni migliori questa squadra non può andare troppo lontano. I rossoneri sono apparsi involuti sul piano del gioco, disattenti nel reparto arretrato e soprattutto non riescono ad andare al tiro e a segnare con la consueta disarmante facilità che aveva consentito ai ragazzi di Favarin di seppellire di gol Carrarese (4-0), Sangiustese (3-0), Giacomense (3-1), Poggibonsi (4-2), Bellaria (4-1). Lucida, in questo delicato frangente, l'analisi del direttore sportivo Paolo Giovannini: «Paghiamo più del dovute le difficoltà nell'andare in gol e la mancanza di attenzione e applicazione su palla inattiva.
Se ci fate caso contro Celano, Gubbio e Sangiovannese le reti ospite sono arrivate sempre sugli sviluppi di calci da fermo (punizioni o corner). Sarebbe però un errore parlare di una partita disastrosa. Perchè nella ripresa i ragazzi hanno fornito una buona prova e nel finale il palo ci ha negato la gioia del pari. Lunedì ci ritroveremo per analizzare la situazione. Ma non è il caso di buttare il cappello per aria. Sei punti sul Fano sono sempre tanti. Bisogna restare sereni e uniti e lavorare in settimana per ritrovare lo smalto perduto. In fondo delle prime soltanto il San Marino ha vinto. Segno che anche le altre non stanno poi così bene».
Invita alla calma anche l'accompagnatore ufficiale Gabriele Giuliani: «Non è il caso di fare drammi per una sconfitta su un campo difficile come quello di San Giovanni Valdarno. Tuttavia c'è mancata l'immediata reazione dopo aver preso il gol a freddo. Abbiamo buttato via un tempo prima di modificare il nostro atteggiamento tattico. Ma nella ripresa la squadra mi è piaciuta e nel finale se avessimo pareggiato non sarebbe stato un furto.
La Sangiovannese, che aveva maggiori motivazioni rispetto alle nostre, già all'andata mi fece una buona impressione. Fu l'unica squadra che provò a metterci in difficoltà sul piano del gioco e se vi ricordate colpì anche un palo meritando ampiamente il pari. Diciamo che mentre nel girone d'andata la fortuna era dalla nostra parte come a Gubbio quando vincemmo su rigore, peraltro netto, ma a tempo scaduto in questa parte di stagione la buona sorte ci sta voltando le spalle. Pensate al gol degli azzurri. Il colpo di testa di Pippi ha colpito il palo e poi Cori l'ha ribadito in rete. La punizione di Potenza ha preso il palo e la ribattuta di Michelotti è finita a lato di poco. Una questione di centimetri che cambia la prospettiva. Adesso non resta che rimboccarci le maniche».
Una sconfitta - la terza stagionale - che deve far riflettere il clan rossonero. Intendiamoci la promozione è dietro l'angolo e soltanto la Lucchese può gettarla via. Ma ora è vietato sbagliare le prossime due partite: al Porta Elisa con la Pro Vasto e al Gino Manni con la Colligiana. Sei punti per allontare i fantasmi e chiudere i conti. Logico che dopo un girone d'andata esaltante la Lucchese non poteva continuare su quei ritmi. Ma è altrettanto vero che senza l'antico furore agonistico, il carattere e l'umiltà dei giorni migliori questa squadra non può andare troppo lontano. I rossoneri sono apparsi involuti sul piano del gioco, disattenti nel reparto arretrato e soprattutto non riescono ad andare al tiro e a segnare con la consueta disarmante facilità che aveva consentito ai ragazzi di Favarin di seppellire di gol Carrarese (4-0), Sangiustese (3-0), Giacomense (3-1), Poggibonsi (4-2), Bellaria (4-1). Lucida, in questo delicato frangente, l'analisi del direttore sportivo Paolo Giovannini: «Paghiamo più del dovute le difficoltà nell'andare in gol e la mancanza di attenzione e applicazione su palla inattiva.
Se ci fate caso contro Celano, Gubbio e Sangiovannese le reti ospite sono arrivate sempre sugli sviluppi di calci da fermo (punizioni o corner). Sarebbe però un errore parlare di una partita disastrosa. Perchè nella ripresa i ragazzi hanno fornito una buona prova e nel finale il palo ci ha negato la gioia del pari. Lunedì ci ritroveremo per analizzare la situazione. Ma non è il caso di buttare il cappello per aria. Sei punti sul Fano sono sempre tanti. Bisogna restare sereni e uniti e lavorare in settimana per ritrovare lo smalto perduto. In fondo delle prime soltanto il San Marino ha vinto. Segno che anche le altre non stanno poi così bene».
Invita alla calma anche l'accompagnatore ufficiale Gabriele Giuliani: «Non è il caso di fare drammi per una sconfitta su un campo difficile come quello di San Giovanni Valdarno. Tuttavia c'è mancata l'immediata reazione dopo aver preso il gol a freddo. Abbiamo buttato via un tempo prima di modificare il nostro atteggiamento tattico. Ma nella ripresa la squadra mi è piaciuta e nel finale se avessimo pareggiato non sarebbe stato un furto.
La Sangiovannese, che aveva maggiori motivazioni rispetto alle nostre, già all'andata mi fece una buona impressione. Fu l'unica squadra che provò a metterci in difficoltà sul piano del gioco e se vi ricordate colpì anche un palo meritando ampiamente il pari. Diciamo che mentre nel girone d'andata la fortuna era dalla nostra parte come a Gubbio quando vincemmo su rigore, peraltro netto, ma a tempo scaduto in questa parte di stagione la buona sorte ci sta voltando le spalle. Pensate al gol degli azzurri. Il colpo di testa di Pippi ha colpito il palo e poi Cori l'ha ribadito in rete. La punizione di Potenza ha preso il palo e la ribattuta di Michelotti è finita a lato di poco. Una questione di centimetri che cambia la prospettiva. Adesso non resta che rimboccarci le maniche».
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