La manifestazione
CALCIO
La Lucchese a rapporto da Favarin
Nicola Nucci
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Favarin ha strigliato la squadra alla ripresa degli allenamenti sotto le centinaia di persone che hanno preso parte ai funerali della mamma del ds GiovanniniTrecento panchine tra serie D, C2 e C1. Un traguardo importante quello che Giancarlo Favarin raggiungerà domenica nella sfida contro il Gubbio. Oltre 200 gare tra i professionisti e 72 nella serie A dei Dilettanti alla guida di Castelnuovo e Lucchese
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LUCCA. Trecento panchine tra serie D, C2 e C1. Un traguardo importante quello che Giancarlo Favarin raggiungerà domenica nella sfida contro il Gubbio. Oltre 200 gare tra i professionisti e 72 nella serie A dei Dilettanti alla guida di Castelnuovo e Lucchese. «Mi fa immensamente piacere, lo scopro dal Il Tirreno - confessa Favarin - anche se il mio traguardo è tornare a respirare l'aria dell'ex C1».
Ieri mattina un faccia a faccia con la squadra per capire come mai a Celano non è stata la solita Lucchese arrembante che dalla prima giornata comanda il campionato. Al "Piccone" di Celano è scesa in campo una squadra senza la personalità e la determinazione che hanno consentito alla prima della classe di conquistare 49 punti in 23 partite. Un'analisi serena e puntuale. Il tecnico rossonero, che all'ultimo tuffo ha cambiato sistema di gioco (dal 3-3-1-3 al vecchio e vincente 3-4-3) e formazione, rinunciando a Chadi e Mocarelli, ha riconosciuto che qualcosa non ha funzionato nello sviluppo tattico della manovra.
«Nessuna strigliata, ci poteva stare di perdere una gara, ma ho voluto evidenziare come abbiamo avuto difficoltà ad interpretare la gara dal punto di vista tattico. Sicuramente non ci siamo espressi al nostro livello. Al di là dell'assetto tattico il Celano è stato più reattivo ed aggressivo. Anche se bisogna sottolineare che sullo 0-0 abbiamo avuto due buone occasioni con Bova e Michelotti. Lì la gara avrebbe potuto cambiare. Poi siamo sbandati e potevamo anche subire un'altra rete sul rigore parato da Nicastro».
La tattica. Sarà un caso, ma quando il tecnico in trasferta ha rinunciato al super offensivo 3-3-1-3, adottato da Sacile in poi, la vittoria non arriva. È accaduto a Nocera (1-1, anche se con molte recriminazioni e un gol-fantasma del pareggio dei molossi) e domenica a Celano. Col senno di poi rifarebbe le stesse scelte? Anche lasciare fuori Mocarelli, un giocatore di grande quantità che a metà campo recupera un'infinità di palloni e garantisce centimetri nel gioco aereo? «Avevo avuto il sentore che il Celano sarebbe partito forte, così ho voluto ricalcare la gara di Nocera, schierando una squadra più equilbrata, con Mariotti e Michelotti sugli esterni. Una formazione collaudata che, tranne Mocarelli, era la stessa di Nocera. Ma non siamo riusciti a trovare sbocchi in avanti. Quanto a Chadi e Mocarelli erano reduci da alcuni acciacchi fisici ed ho preferito non farli giocare per recuperarli a pieno. Kras? Si è mosso bene, ma è stato poco assistito».
Il big-match. Adesso arriva il Gubbio del capocannoniere Marotta (16 centri), squadra che in trasferta ha un buon rendimento (cinque vittorie, quattro pareggi e solo due sconfitte). E il tecnico si aspetta una prova da capolista nonostante si tratti di una gara ad alto coefficiente di difficoltà. «Il Gubbio, anche se ha un ampio distacco da noi, è una delle squadre più forti del torneo quanto a valori tecnici. - dice il trainer - Una formazione temibile in avanti, con Marotta da guardare a vista. Un giocatore di grandi doti tecniche e fisiche che un giorno vorrei allenare, magari proprio a Lucca. Per superare l'ostacolo ci vorrà una prova da Lucchese. Mi aspetto un pronto riscatto». Oltretutto la Lucchese vincendo potrebbe allungare, dal momento che nella stessa giornata ci sarà lo scontro diretto Fano-San Marino e il Prato andrà nel catino del San Francesco di Nocera Inferiore.
Ieri mattina un faccia a faccia con la squadra per capire come mai a Celano non è stata la solita Lucchese arrembante che dalla prima giornata comanda il campionato. Al "Piccone" di Celano è scesa in campo una squadra senza la personalità e la determinazione che hanno consentito alla prima della classe di conquistare 49 punti in 23 partite. Un'analisi serena e puntuale. Il tecnico rossonero, che all'ultimo tuffo ha cambiato sistema di gioco (dal 3-3-1-3 al vecchio e vincente 3-4-3) e formazione, rinunciando a Chadi e Mocarelli, ha riconosciuto che qualcosa non ha funzionato nello sviluppo tattico della manovra.
«Nessuna strigliata, ci poteva stare di perdere una gara, ma ho voluto evidenziare come abbiamo avuto difficoltà ad interpretare la gara dal punto di vista tattico. Sicuramente non ci siamo espressi al nostro livello. Al di là dell'assetto tattico il Celano è stato più reattivo ed aggressivo. Anche se bisogna sottolineare che sullo 0-0 abbiamo avuto due buone occasioni con Bova e Michelotti. Lì la gara avrebbe potuto cambiare. Poi siamo sbandati e potevamo anche subire un'altra rete sul rigore parato da Nicastro».
La tattica. Sarà un caso, ma quando il tecnico in trasferta ha rinunciato al super offensivo 3-3-1-3, adottato da Sacile in poi, la vittoria non arriva. È accaduto a Nocera (1-1, anche se con molte recriminazioni e un gol-fantasma del pareggio dei molossi) e domenica a Celano. Col senno di poi rifarebbe le stesse scelte? Anche lasciare fuori Mocarelli, un giocatore di grande quantità che a metà campo recupera un'infinità di palloni e garantisce centimetri nel gioco aereo? «Avevo avuto il sentore che il Celano sarebbe partito forte, così ho voluto ricalcare la gara di Nocera, schierando una squadra più equilbrata, con Mariotti e Michelotti sugli esterni. Una formazione collaudata che, tranne Mocarelli, era la stessa di Nocera. Ma non siamo riusciti a trovare sbocchi in avanti. Quanto a Chadi e Mocarelli erano reduci da alcuni acciacchi fisici ed ho preferito non farli giocare per recuperarli a pieno. Kras? Si è mosso bene, ma è stato poco assistito».
Il big-match. Adesso arriva il Gubbio del capocannoniere Marotta (16 centri), squadra che in trasferta ha un buon rendimento (cinque vittorie, quattro pareggi e solo due sconfitte). E il tecnico si aspetta una prova da capolista nonostante si tratti di una gara ad alto coefficiente di difficoltà. «Il Gubbio, anche se ha un ampio distacco da noi, è una delle squadre più forti del torneo quanto a valori tecnici. - dice il trainer - Una formazione temibile in avanti, con Marotta da guardare a vista. Un giocatore di grandi doti tecniche e fisiche che un giorno vorrei allenare, magari proprio a Lucca. Per superare l'ostacolo ci vorrà una prova da Lucchese. Mi aspetto un pronto riscatto». Oltretutto la Lucchese vincendo potrebbe allungare, dal momento che nella stessa giornata ci sarà lo scontro diretto Fano-San Marino e il Prato andrà nel catino del San Francesco di Nocera Inferiore.
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