Il dolore
calcio
Il Celano ha meritato di vincere
dall'inviato Luca Tronchetti
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L’attaccante Damiano Biggi e il difensore Claudio Lollini (Vip)I giocatori rossoneri non accampano scuse e riconoscono la superiorità degli avversari. «Il Celano ha giocato meglio di noi e ha meritato di vincere. Non siamo entrati mai in partita e forse abbiamo disputato la peggior prestazione stagionale.
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CELANO. Volevano dedicare la vittoria al diesse Paolo Giovannini colpito dal grave lutto per la perdita dell'adorata madre e invece sono a commentare una sconfitta esterna del tutto inattesa. La prima della stagione visto che l'ultimo ko risaliva a cinque mesi fa.
Fu il clamoroso 5-0 interno con la Nocerina. Alessandro «Gerovital» Galli com'è suo costume non accampa scuse:
«Il Celano ha giocato meglio di noi e ha meritato di vincere. Non siamo entrati mai in partita e forse abbiamo disputato la peggior prestazione stagionale.
Dispiace per tanti motivi: primo tra tutti perchè volevamo regalare un sorriso al nostro grande direttore sportivo in un momento così triste della sua vita. Fortunatamente questa sconfitta è ammortizzata dai mezzi passi falsi delle squadre che ci seguono da vicino. Fano e Prato hanno pareggiato, Gubbio e San Marino sono state battute in casa. Segno che di questi tempi regna un grande equilibrio a prescindere dalle posizioni di classifica. Credo che in questi frangenti valgono le motivazioni. Formazioni come Celano, Poggibonsi, Carrarese e Giacomense che lottano per la salvezza danno l'anima senza fare calcoli.
Chi sta davanti invece, anche inconsciamente, può avere dei cali di tensione. L'importante per noi è che si tratti di un episodio. Da domani si ricomincia con più motivazioni di prima. Abbiamo toppato una volta, una prestazione di così basso livello con il Gubbio non si ripeterà».
Claudio Lollini è doppiamente amareggiato: per la sconfitta e per l'espulsione che lo costringerà a saltare il big match di domenica: «Una giornata storta. Ma per come è andate alle inseguitrici c'è da essere soddisfatti.
Nessuno ha vinto e adesso manca una partita in meno. Dobbiamo fare tesoro di questo passo falso e rialzarci subito continuando a lavorare come abbiamo sempre fatto senza guardare la classifica. La mia espulsione? L'arbitro ha preso una cantonata. Marasco mi ha spinto, strattonato e gettato a terra e si è buttato con me. Il direttore di gara ci è cascato e mi ha sventolato davanti il cartellino rosso. Con l'attaccante mi ero preso anche durante la gara quando non ci aveva restituito il pallone».
Arriva con il borsone a tracolla e cerca di dare la sua spiegazione. È Francesco Potenza entrato a sorpresa ad inizio ripresa senza partire, come sembrava alla vigilia, titolare: «Queste scelte le fa il mister. - dice - Io sono arrivati nella Lucchese a gennaio e non conosco certe dinamiche. Quando sono entrato in campo ho cercato, attraverso le accelerazioni, di metterli in difficoltà sugli esterni. Non è andata bene perchè loro con la difesa in linea ci mettevano spesso in fuorigioco. Perdere un paio di partite in tutta la stagione è normale, l'importante sarà rifarci».
Il bomber Damiano Biggi stavolta non ha giocato sui suoi standard abituali:
«Bisogna ripartire a testa bassa senza fare drammi. Diciotto partite senza ko sono un bel record, se una volta capita di toppare basterà guardarci negli occhi alla ripresa degli allenamenti per ritornare noi stessi. È il primo black out in trasferta: prima o poi doveva accadere».
Fu il clamoroso 5-0 interno con la Nocerina. Alessandro «Gerovital» Galli com'è suo costume non accampa scuse:
«Il Celano ha giocato meglio di noi e ha meritato di vincere. Non siamo entrati mai in partita e forse abbiamo disputato la peggior prestazione stagionale.
Dispiace per tanti motivi: primo tra tutti perchè volevamo regalare un sorriso al nostro grande direttore sportivo in un momento così triste della sua vita. Fortunatamente questa sconfitta è ammortizzata dai mezzi passi falsi delle squadre che ci seguono da vicino. Fano e Prato hanno pareggiato, Gubbio e San Marino sono state battute in casa. Segno che di questi tempi regna un grande equilibrio a prescindere dalle posizioni di classifica. Credo che in questi frangenti valgono le motivazioni. Formazioni come Celano, Poggibonsi, Carrarese e Giacomense che lottano per la salvezza danno l'anima senza fare calcoli.
Chi sta davanti invece, anche inconsciamente, può avere dei cali di tensione. L'importante per noi è che si tratti di un episodio. Da domani si ricomincia con più motivazioni di prima. Abbiamo toppato una volta, una prestazione di così basso livello con il Gubbio non si ripeterà».
Claudio Lollini è doppiamente amareggiato: per la sconfitta e per l'espulsione che lo costringerà a saltare il big match di domenica: «Una giornata storta. Ma per come è andate alle inseguitrici c'è da essere soddisfatti.
Nessuno ha vinto e adesso manca una partita in meno. Dobbiamo fare tesoro di questo passo falso e rialzarci subito continuando a lavorare come abbiamo sempre fatto senza guardare la classifica. La mia espulsione? L'arbitro ha preso una cantonata. Marasco mi ha spinto, strattonato e gettato a terra e si è buttato con me. Il direttore di gara ci è cascato e mi ha sventolato davanti il cartellino rosso. Con l'attaccante mi ero preso anche durante la gara quando non ci aveva restituito il pallone».
Arriva con il borsone a tracolla e cerca di dare la sua spiegazione. È Francesco Potenza entrato a sorpresa ad inizio ripresa senza partire, come sembrava alla vigilia, titolare: «Queste scelte le fa il mister. - dice - Io sono arrivati nella Lucchese a gennaio e non conosco certe dinamiche. Quando sono entrato in campo ho cercato, attraverso le accelerazioni, di metterli in difficoltà sugli esterni. Non è andata bene perchè loro con la difesa in linea ci mettevano spesso in fuorigioco. Perdere un paio di partite in tutta la stagione è normale, l'importante sarà rifarci».
Il bomber Damiano Biggi stavolta non ha giocato sui suoi standard abituali:
«Bisogna ripartire a testa bassa senza fare drammi. Diciotto partite senza ko sono un bel record, se una volta capita di toppare basterà guardarci negli occhi alla ripresa degli allenamenti per ritornare noi stessi. È il primo black out in trasferta: prima o poi doveva accadere».
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