Il dolore
CALCIO
Pera, il debuttante più prolifico
Nicola Nucci
Nessuno o quasi come lui. Manuel Pera, il grande protagonista della vittoria di Poggibonsi, è il debuttante più prolifico della Lega Pro Due. Al primo anno da professionista la «zanzara» di Lammari ha stupito tutti segnando 6 reti
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LUCCA. Nessuno o quasi come lui. Manuel Pera, il grande protagonista della vittoria di Poggibonsi, è il debuttante più prolifico della Lega Pro Due. Al primo anno da professionista la «zanzara» di Lammari ha stupito tutti segnando 6 reti in 19 partite (8 da titolare). Allo stadio Lotti tra il 37' e il 48' della ripresa lo sgusciante attaccante lucchese è salito in cattedra con una doppietta d'autore (la prima nei panni del calciatore "pro"), da contropiedista nato, che ha permesso di uscire dall'ostico campo di Poggibonsi con i tre punti fondamentali nella corsa verso la promozione in Prima divisione.
Adesso è il terzo marcatore della squadra dietro Scandurra e Biggi (a quota 8, Cesca ancora al comando con 14 centri) ed è balzato nel mazzetto dei migliori goleador del girone, in compagnia di bomber navigati come Palumbo, Bartolini, Zubin, Marotta. Nonostante un impiego a scartamento ridotto (1061 minuti), partendo otto volte dalla panchina e risultando tra i giocatori rossoneri più sostituiti da mister Favarin. Pera, subentrato ad un evanescente Potenza, ha messo a segno l'uno-due che ha mandato in visibilio i cento supporters rossoneri presenti al Lotti. Una rivincita per l'idolo di casa su quei tifo-scettici che lo avevano considerato ancora acerbo e immaturo per affacciarsi nella categoria. Guardando la classifica generale meglio di lui ha fatto solo l'attaccante Cavallaro della Nocerina, classe 1982. Ma con una differenza non da poco: Pera ha 25 anni, due in meno del molosso, e soprattutto prima di essere la rivelazione dello scorso campionato di serie D, trionfalmente vinto con la Lucchese, aveva accumulato solo esperienze nelle serie minori dilettantistiche. Contrariamente a Cavallaro con 4-5 stagioni in D sulle spalle.
Il bomber lucchese ha confermato il meglio del suo repertorio (imprevedibilità e contropiede) dimostrando forza e adattabilità nonostante un carattere talvolta indolente e refrattario alla scelte del tecnico.
«Stare in panchina mi pesa e quando sono entrato ho scaricato tutta la rabbia, ma va bene così» ha detto senza peli sulla lingua il prediletto del super tifoso Sereni dopo la quasi tripletta (palo sul gol di Galli) dedicata al padre Luciano che non si perde per niente al mondo una gara del figlio. Per la verità il diesse Paolo Giovannini, che lo ha scoperto e portato dal Barga alla Lucchese, ha sempre creduto che potesse calarsi nel mondo professionistico malgrado le pressioni siano sicuramente più alte rispetto ai dilettanti dove ha militato fino a due stagioni fa. Le prestazioi alterne e i gol sbagliati, secondo il diesse, sono dovute alla forma personale e non dipendano dal salto di categoria. Adesso il posto da titolare di Potenza vacilla e si profila un dualismo con l'ex ascolano. Contro il Bellaria la zanzara rossonera meriterebbe di partire dall'inizio.
Intanto la Lucchese targata Favarin-Giovannini non conosce ostacoli e comanda saldamente la classifica con un largo vantaggio sulle dirette inseguitrici sempre più lontane (8 punti di vantaggio sul Prato e 9 sul San Marino). E domenica al Porta Elisa col Bellaria, c'è la possibilità di chiudere la settimana con la terza vittoria consecutiva dopo Giacomense e Poggibonsi. E allungare ulteriormente visto il calendario terribile di Prato e San Marino, impegnate a Vasto e Gubbio. La squadra emiliana sembra un avversario alla portata. L'occasione per dare la spallata decisiva al campionato.
Adesso è il terzo marcatore della squadra dietro Scandurra e Biggi (a quota 8, Cesca ancora al comando con 14 centri) ed è balzato nel mazzetto dei migliori goleador del girone, in compagnia di bomber navigati come Palumbo, Bartolini, Zubin, Marotta. Nonostante un impiego a scartamento ridotto (1061 minuti), partendo otto volte dalla panchina e risultando tra i giocatori rossoneri più sostituiti da mister Favarin. Pera, subentrato ad un evanescente Potenza, ha messo a segno l'uno-due che ha mandato in visibilio i cento supporters rossoneri presenti al Lotti. Una rivincita per l'idolo di casa su quei tifo-scettici che lo avevano considerato ancora acerbo e immaturo per affacciarsi nella categoria. Guardando la classifica generale meglio di lui ha fatto solo l'attaccante Cavallaro della Nocerina, classe 1982. Ma con una differenza non da poco: Pera ha 25 anni, due in meno del molosso, e soprattutto prima di essere la rivelazione dello scorso campionato di serie D, trionfalmente vinto con la Lucchese, aveva accumulato solo esperienze nelle serie minori dilettantistiche. Contrariamente a Cavallaro con 4-5 stagioni in D sulle spalle.
Il bomber lucchese ha confermato il meglio del suo repertorio (imprevedibilità e contropiede) dimostrando forza e adattabilità nonostante un carattere talvolta indolente e refrattario alla scelte del tecnico.
«Stare in panchina mi pesa e quando sono entrato ho scaricato tutta la rabbia, ma va bene così» ha detto senza peli sulla lingua il prediletto del super tifoso Sereni dopo la quasi tripletta (palo sul gol di Galli) dedicata al padre Luciano che non si perde per niente al mondo una gara del figlio. Per la verità il diesse Paolo Giovannini, che lo ha scoperto e portato dal Barga alla Lucchese, ha sempre creduto che potesse calarsi nel mondo professionistico malgrado le pressioni siano sicuramente più alte rispetto ai dilettanti dove ha militato fino a due stagioni fa. Le prestazioi alterne e i gol sbagliati, secondo il diesse, sono dovute alla forma personale e non dipendano dal salto di categoria. Adesso il posto da titolare di Potenza vacilla e si profila un dualismo con l'ex ascolano. Contro il Bellaria la zanzara rossonera meriterebbe di partire dall'inizio.
Intanto la Lucchese targata Favarin-Giovannini non conosce ostacoli e comanda saldamente la classifica con un largo vantaggio sulle dirette inseguitrici sempre più lontane (8 punti di vantaggio sul Prato e 9 sul San Marino). E domenica al Porta Elisa col Bellaria, c'è la possibilità di chiudere la settimana con la terza vittoria consecutiva dopo Giacomense e Poggibonsi. E allungare ulteriormente visto il calendario terribile di Prato e San Marino, impegnate a Vasto e Gubbio. La squadra emiliana sembra un avversario alla portata. L'occasione per dare la spallata decisiva al campionato.
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