Attenzione
LUCCA SPORT
Ducato, il mio nuovo laboratorio
Fabrizio Tonelli
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Il coach Mirco Diamanti e a sinistra Fabianova in azione difensiva e Arianna Zampieri (Vip)Il mio segreto? Credere nel lavoro che porto avanti col mio staff e avere ragazze che ci seguono
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LUCCA. Quattro anni da vertigini. L'arrivo di Mirco Diamanti ha rappresentato la svolta tecnica per il Basket femminile Le Mura che da club sconosciuto è approdato in A2 diventato un punto di riferimento per la pallacanestro rosa. Così come l'avvento di Rodolfo Cavallo alla presidenza, nella scorsa estate, ha costituito il salto di qualità della società, che si sta strutturando per affrontare nuove e più impegnative sfide.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: finale (persa) con Firenze il primo anno di gestione del tecnico di Avenza; campionato di B d'Eccellenza dominato l'anno successivo; nella scorsa stagione esordio in A2 con il raggiungimento della finale per il salto in A1 persa in garatre con Cavezzo e traguardo della final four di Coppa Italia. E in questo campionato primato in classifica alla fine del girone d'andata, dopo 10 vittorie consecutive, e final four di Coppa in tasca. Chi ha fatto meglio nel panorama dello sport cittadino alzi una mano.
Coach Diamanti, come si fa a stare sempre al vertice, a ottenere un risultato dopo l'altro?
«Anzitutto credendo nel proprio lavoro e nel proprio staff. Un progetto che è atletico, tecnico, tattico e mentale. Queste ragazze, quelle delle stagioni passate e spero quelle future, hanno sempre creduto in questo lavoro e hanno seguito ciò che è stato loro detto. I risultati esaltano la nostra credibilità. Quest'anno l'inizio non era stato buono, abbiamo perso 2 delle prime 3 gare. Poteva essere facile perdersi, avere momenti di sbandamento. Invece non ho mai avuto dubbi sul tipo di percorso da portare avanti».
Quando allenava a Spezia, si parlò di un laboratorio-Diamanti per valorizzare giovani talenti. E a Lucca?
«Fino alla scorsa stagione non era possibile per una serie di motivi affrontare questo percorso. Dall'estate però le cose sono cambiate: abbiamo ragazze che individuano nella pallacanestro la loro attività principale, la società ha cercato di acquisire cartellini di giocatrici giovani. In più ho potuto portare a Lucca tutto lo staff che avevo a Spezia. Ci sono quindi i presupposti per crescere e far crescere le ragazze. Vedremo quello che riusciremo a fare».
All'inizio della stagione dichiarò che la straniera avrebbe potuto far fare il salto di qualità alla squadra. Ma gara dopo gara Ducato sta dimostrando di essere soprattutto un collettivo. Come ci si è arrivati?
«Quando feci quell'affermazione mi riferivo al fatto che in organico fra le italiane non abbiamo una giocatrice in grado di prendere tanti tiri come successo in passato con Consolini e Calcagnini. Poi invece, vista la situazione, ci siamo indirizzati sull'aspetto collettivo. E' importante costruire una squadra che sappia interpretare le caratteristiche delle singole e trovare il mix che garantisca un elevato livello di prestazioni».
L'obiettivo sembra raggiunto. Un esempio per tutti: nel secondo quarto a Viterbo Ducato ha piazzato un break di 18-0 mandando a canestro Soli, Favilla, Fabianova, Sandri ed Ermito, ben cinque giocatrici.
«E' vero e voglio aggiungere che lo abbiamo fatto nel momento in cui non era sul parquet Arianna Zampieri, che sabato sera è stata molto concreta. In quel momento abbiamo fatto zona e Viterbo non riusciva nemmeno a tirare. Poi non l'ho più fatta, e può sembrare un controsenso. In realtà ho voluto insistere sulla difesa individuale, voglio che ciascuna ragazza si senta forte nei confronti dell'avversaria. Siamo partiti con Favilla in quintetto proprio per avere più intensità difensiva. E anche Fabianova sta crescendo, non è più quella di due mesi fa».
Qual è adesso il suo obiettivo? Nel girone di ritorno Ducato dovrà giocare in trasferta gli scontri diretti con Porto San Giorgio, Orvieto e Spezia.
«Ho sempre detto che quando alleno il mio compito è di creare difficoltà alle società, puntando a vincere i campionati e a salire nelle categorie superiori. La scorsa stagione alla fine del girone d'andata avevamo perso 3 partite. Quest'anno, in un campionato ritenuto più difficile, 2. Quindi abbiamo migliorato. Gli scontri diretti saranno importanti, ma se vuoi arrivare primo devi comunque vincere, sia nella regular season che nei playoff. Quello che mi auguro è di arrivare nella condizione migliore, senza problemi fisici, nella fase cruciale della stagione, ad aprile-maggio».
Diamanti, lei arrivò a Lucca deluso dalla precedente esperienza a Spezia. Qui però, in questo ambiente e con questo gruppo di ragazze, ha ritrovato il gusto di allenare.
«E' vero, mi sto divertendo. Molto».
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: finale (persa) con Firenze il primo anno di gestione del tecnico di Avenza; campionato di B d'Eccellenza dominato l'anno successivo; nella scorsa stagione esordio in A2 con il raggiungimento della finale per il salto in A1 persa in garatre con Cavezzo e traguardo della final four di Coppa Italia. E in questo campionato primato in classifica alla fine del girone d'andata, dopo 10 vittorie consecutive, e final four di Coppa in tasca. Chi ha fatto meglio nel panorama dello sport cittadino alzi una mano.
Coach Diamanti, come si fa a stare sempre al vertice, a ottenere un risultato dopo l'altro?
«Anzitutto credendo nel proprio lavoro e nel proprio staff. Un progetto che è atletico, tecnico, tattico e mentale. Queste ragazze, quelle delle stagioni passate e spero quelle future, hanno sempre creduto in questo lavoro e hanno seguito ciò che è stato loro detto. I risultati esaltano la nostra credibilità. Quest'anno l'inizio non era stato buono, abbiamo perso 2 delle prime 3 gare. Poteva essere facile perdersi, avere momenti di sbandamento. Invece non ho mai avuto dubbi sul tipo di percorso da portare avanti».
Quando allenava a Spezia, si parlò di un laboratorio-Diamanti per valorizzare giovani talenti. E a Lucca?
«Fino alla scorsa stagione non era possibile per una serie di motivi affrontare questo percorso. Dall'estate però le cose sono cambiate: abbiamo ragazze che individuano nella pallacanestro la loro attività principale, la società ha cercato di acquisire cartellini di giocatrici giovani. In più ho potuto portare a Lucca tutto lo staff che avevo a Spezia. Ci sono quindi i presupposti per crescere e far crescere le ragazze. Vedremo quello che riusciremo a fare».
All'inizio della stagione dichiarò che la straniera avrebbe potuto far fare il salto di qualità alla squadra. Ma gara dopo gara Ducato sta dimostrando di essere soprattutto un collettivo. Come ci si è arrivati?
«Quando feci quell'affermazione mi riferivo al fatto che in organico fra le italiane non abbiamo una giocatrice in grado di prendere tanti tiri come successo in passato con Consolini e Calcagnini. Poi invece, vista la situazione, ci siamo indirizzati sull'aspetto collettivo. E' importante costruire una squadra che sappia interpretare le caratteristiche delle singole e trovare il mix che garantisca un elevato livello di prestazioni».
L'obiettivo sembra raggiunto. Un esempio per tutti: nel secondo quarto a Viterbo Ducato ha piazzato un break di 18-0 mandando a canestro Soli, Favilla, Fabianova, Sandri ed Ermito, ben cinque giocatrici.
«E' vero e voglio aggiungere che lo abbiamo fatto nel momento in cui non era sul parquet Arianna Zampieri, che sabato sera è stata molto concreta. In quel momento abbiamo fatto zona e Viterbo non riusciva nemmeno a tirare. Poi non l'ho più fatta, e può sembrare un controsenso. In realtà ho voluto insistere sulla difesa individuale, voglio che ciascuna ragazza si senta forte nei confronti dell'avversaria. Siamo partiti con Favilla in quintetto proprio per avere più intensità difensiva. E anche Fabianova sta crescendo, non è più quella di due mesi fa».
Qual è adesso il suo obiettivo? Nel girone di ritorno Ducato dovrà giocare in trasferta gli scontri diretti con Porto San Giorgio, Orvieto e Spezia.
«Ho sempre detto che quando alleno il mio compito è di creare difficoltà alle società, puntando a vincere i campionati e a salire nelle categorie superiori. La scorsa stagione alla fine del girone d'andata avevamo perso 3 partite. Quest'anno, in un campionato ritenuto più difficile, 2. Quindi abbiamo migliorato. Gli scontri diretti saranno importanti, ma se vuoi arrivare primo devi comunque vincere, sia nella regular season che nei playoff. Quello che mi auguro è di arrivare nella condizione migliore, senza problemi fisici, nella fase cruciale della stagione, ad aprile-maggio».
Diamanti, lei arrivò a Lucca deluso dalla precedente esperienza a Spezia. Qui però, in questo ambiente e con questo gruppo di ragazze, ha ritrovato il gusto di allenare.
«E' vero, mi sto divertendo. Molto».
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