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LUCCA SPORT
La Lucchese orapuò fare il vuoto
Nicola Nucci
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Giancarlo Favarin allenatore della Lucchese (Vip)«Dobbiamo stare con i piedi per terra e mettere nel conto infortuni e cali di rendimento»
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LUCCA. Missione compiuta. La Lucchese campione d'inverno ha chiuso il girone d'andata saldamente in testa a quota 36. Mocarelli e compagni viaggiano a tutto gas a +5 sul Prato, mentre hanno rallentato San Marino e Gubbio, scivolati a -7 e -10 dalla capolista. Il primato rossonero sembra inattaccabile. Giancarlo Favarin alla ripresa traccia un bilancio ampiamente positivo.
«Abbiamo concluso un girone d'andata ad una quota considerevole, cioè in una posizione di rilievo - dice il tecnico - la netta vittoria sulla Sangiustese ha consentito di allungare il distacco su San Marino e Gubbio che, insieme al Prato, considero le principali antagoniste. Ma non dobbiamo pensare che il girone di ritorno sarà tutto in discesa. Ci attendono trasferte scorbutiche a Fano, Nocera e Celano».
Ma la sensazione è che anche nella retour season, che riparte domenica con la prima giornata da Poggibonsi, la musica sarà la stessa. Perché i rossoneri hanno raggiunto la piena consapevolezza di avere una cifra tecnica e una personalità da categoria superiore. In altre parole di essere i più forti.
«In questo momento è giusto evidenziare un titolo d'inverno che, sia pure platonico, significa molto - continua il tecnico - oltretutto San Marino, Prato e Gubbio dovranno venire al Porta Elisa. Ma guai a staccare i piedi da terra. Dobbiamo mettere in conto anche cali di rendimento neo quali possiamo incappare per infortuni e squalifiche, oltre al fatto che il mercato di gennaio rinforzerà alcune squadre».
La Lucchese, sia pure contro una rabberciata Sangiustese, ha confermato di essere una squadra che gioca a memoria, una manovra fluida e travolgente con finalizzatori del calibro di Scandurra e Biggi (7 gol a testa). E una difesa super (Nicastro imbattuto da oltre 320 minuti).
Adesso è il momento di spingere sul gas. Perché domenica, mentre la Lucchese sarà di scena a Poggibonsi, contro l'ultima della classe, San Marino e Prato saranno a confronto diretto, e il vantaggio sulle più immediate inseguitrici potrebbe aumentare se i rossoneri faranno risultato pieno in terra senese.
«A Poggibonsi sarà una gara vera - spiega Favarin -. Da quando c'è Firicano in panchina, persa la prima, hanno vinto contro Itala San Marco, pareggiato con Nocerina e Gubbio. Una squadra che darà il massimo contro la capolista».
La copertina, e non solo della settimana, è tutta per Gabriele Scandurra e un gesto cavalleresco d'altri tempi sull'1-0, quando la gara non era affatto chiusa. Il Tirreno ha proposto una candidatura per il premio fair play "Giacinto Facchetti".
«Non è da tutti calciare un pallone fuori quando si può segnare - dice l'allenatore -. Gabriele è un ragazzo sensibile, un grande uomo prima che un grande calciatore. Bova? Era rientrato stanco da Napoli dove ha passato l'esame di diritto del lavoro ed ho preferito Lollini che doveva ritrovare il ritmo-gara».
Scandurra, Lollini e Venturelli a riposo precazionale, con il bomber sotto osservazione nei prossimi giorni, Pera si è tolto il dente del giudizio. E' ancora presto ipotizzare la formazione, ma Favarin valuterà anche un ritorno al 3-4-3 (con Michelotti) in alternativa allo spregiudicato 3-3-1-3 che comincia ad essere studiato. Intanto si è aggregato il giovane centrocampista Mattia Baldini, 18 anni, proveniente dallo Spezia (6 gare in D) e prima ancora Catania Primavera. E' figlio dell'allenatore Silvio (ex Empoli).
«Abbiamo concluso un girone d'andata ad una quota considerevole, cioè in una posizione di rilievo - dice il tecnico - la netta vittoria sulla Sangiustese ha consentito di allungare il distacco su San Marino e Gubbio che, insieme al Prato, considero le principali antagoniste. Ma non dobbiamo pensare che il girone di ritorno sarà tutto in discesa. Ci attendono trasferte scorbutiche a Fano, Nocera e Celano».
Ma la sensazione è che anche nella retour season, che riparte domenica con la prima giornata da Poggibonsi, la musica sarà la stessa. Perché i rossoneri hanno raggiunto la piena consapevolezza di avere una cifra tecnica e una personalità da categoria superiore. In altre parole di essere i più forti.
«In questo momento è giusto evidenziare un titolo d'inverno che, sia pure platonico, significa molto - continua il tecnico - oltretutto San Marino, Prato e Gubbio dovranno venire al Porta Elisa. Ma guai a staccare i piedi da terra. Dobbiamo mettere in conto anche cali di rendimento neo quali possiamo incappare per infortuni e squalifiche, oltre al fatto che il mercato di gennaio rinforzerà alcune squadre».
La Lucchese, sia pure contro una rabberciata Sangiustese, ha confermato di essere una squadra che gioca a memoria, una manovra fluida e travolgente con finalizzatori del calibro di Scandurra e Biggi (7 gol a testa). E una difesa super (Nicastro imbattuto da oltre 320 minuti).
Adesso è il momento di spingere sul gas. Perché domenica, mentre la Lucchese sarà di scena a Poggibonsi, contro l'ultima della classe, San Marino e Prato saranno a confronto diretto, e il vantaggio sulle più immediate inseguitrici potrebbe aumentare se i rossoneri faranno risultato pieno in terra senese.
«A Poggibonsi sarà una gara vera - spiega Favarin -. Da quando c'è Firicano in panchina, persa la prima, hanno vinto contro Itala San Marco, pareggiato con Nocerina e Gubbio. Una squadra che darà il massimo contro la capolista».
La copertina, e non solo della settimana, è tutta per Gabriele Scandurra e un gesto cavalleresco d'altri tempi sull'1-0, quando la gara non era affatto chiusa. Il Tirreno ha proposto una candidatura per il premio fair play "Giacinto Facchetti".
«Non è da tutti calciare un pallone fuori quando si può segnare - dice l'allenatore -. Gabriele è un ragazzo sensibile, un grande uomo prima che un grande calciatore. Bova? Era rientrato stanco da Napoli dove ha passato l'esame di diritto del lavoro ed ho preferito Lollini che doveva ritrovare il ritmo-gara».
Scandurra, Lollini e Venturelli a riposo precazionale, con il bomber sotto osservazione nei prossimi giorni, Pera si è tolto il dente del giudizio. E' ancora presto ipotizzare la formazione, ma Favarin valuterà anche un ritorno al 3-4-3 (con Michelotti) in alternativa allo spregiudicato 3-3-1-3 che comincia ad essere studiato. Intanto si è aggregato il giovane centrocampista Mattia Baldini, 18 anni, proveniente dallo Spezia (6 gare in D) e prima ancora Catania Primavera. E' figlio dell'allenatore Silvio (ex Empoli).
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