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Soli pronta a guidareDucato all'assaltonel derby con Siena
Fabrizio Tonelli
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Agnese Soli play del Basket femminile Ducato Le Mura (Vip)E' l'ago della bilancia della squadra. Quando sta bene, quando gioca come sa illumina Ducato e la spinge al successo. Come è successo spesso in questa stagione e nelle precedenti: l'ultimo episodio della serie martedì a Napoli, quando Agnese Soli, 22 anni, da Assisi, ha sfoderato un'altra ottima prestazione coronata da 20 punti. Oggi, contro Siena (ore 18.30, Palatagliate), sarà l'ex di turno
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LUCCA. E' l'ago della bilancia della squadra. Quando sta bene, quando gioca come sa illumina Ducato e la spinge al successo. Come è successo spesso in questa stagione e nelle precedenti: l'ultimo episodio della serie martedì a Napoli, quando Agnese Soli, 22 anni, da Assisi, ha sfoderato un'altra ottima prestazione coronata da 20 punti. Oggi, contro Siena (ore 18.30, Palatagliate), sarà l'ex di turno.
«Gli elogi fanno piacere - dice Soli - ma c'è sempre tanto da lavorare per crescere e migliorare. E' vero che so attraversando un momento in cui mi sento bene fisicamente e quando giochi vene prendi più fiducia, sei più tranquilla e le cose riescono più facilmente».
Rispetto alla scorsa stagione la squadra è cambiata tanto, ma dopo la prima fase di assestamento ha messo insieme otto vittorie consecutive.
«Abbiamo iniziato a capirci - spiega la play - lo scorso anno dipendevamo tanto da Chiara Consolini, se lei giocava bene faceva tanti punti. Quest'anno non c'è una giocatrice che fa la differenza sempre, ma ognuna di noi dà il suo contributo e in ogni partita emerge una ragazza diversa. Anche questo è la nostra forza».
Sotto il profilo atletico dall'inizio della preparazione sono cambiate molte cose: la squadra si allena anche al mattino, perfino il giorno della partita.
«Non è stato facile all'inizio metabolizzare questo nuovo sistema di allenamenti - dice Soli -, è stato pesante. Però lavoriamo con persone molto brave e l'attività specifica che stiamo facendo sta pagando. Fisicamente siamo a posto».
Ducato sta disputando un'altra stagione da protagonista e Agnese Soli, mente di questa squadra, comincia a pensare anche all'A1. D'altronde è proprietaria del suo cartellino e può quindi decidere il suo futuro.
«Ma più che di me - afferma - preferisco parlare della squadra. Spero si continui così, non solo sul piano delle vittorie ma anche per il modo in cui giochiamo e per il clima che c'è nel gruppo, uno spogliatoio senza tensioni. E' chiaro che i risultati aiutano e che mi piacerebbe un'esperienza in A1. Ma ci devono essere i presupposti per un salto del genere».
«Gli elogi fanno piacere - dice Soli - ma c'è sempre tanto da lavorare per crescere e migliorare. E' vero che so attraversando un momento in cui mi sento bene fisicamente e quando giochi vene prendi più fiducia, sei più tranquilla e le cose riescono più facilmente».
Rispetto alla scorsa stagione la squadra è cambiata tanto, ma dopo la prima fase di assestamento ha messo insieme otto vittorie consecutive.
«Abbiamo iniziato a capirci - spiega la play - lo scorso anno dipendevamo tanto da Chiara Consolini, se lei giocava bene faceva tanti punti. Quest'anno non c'è una giocatrice che fa la differenza sempre, ma ognuna di noi dà il suo contributo e in ogni partita emerge una ragazza diversa. Anche questo è la nostra forza».
Sotto il profilo atletico dall'inizio della preparazione sono cambiate molte cose: la squadra si allena anche al mattino, perfino il giorno della partita.
«Non è stato facile all'inizio metabolizzare questo nuovo sistema di allenamenti - dice Soli -, è stato pesante. Però lavoriamo con persone molto brave e l'attività specifica che stiamo facendo sta pagando. Fisicamente siamo a posto».
Ducato sta disputando un'altra stagione da protagonista e Agnese Soli, mente di questa squadra, comincia a pensare anche all'A1. D'altronde è proprietaria del suo cartellino e può quindi decidere il suo futuro.
«Ma più che di me - afferma - preferisco parlare della squadra. Spero si continui così, non solo sul piano delle vittorie ma anche per il modo in cui giochiamo e per il clima che c'è nel gruppo, uno spogliatoio senza tensioni. E' chiaro che i risultati aiutano e che mi piacerebbe un'esperienza in A1. Ma ci devono essere i presupposti per un salto del genere».
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