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«Se giriamo a quota 38il campionato è vinto»

Nicola Nucci
Il diesse Paolo Giovannini fa le carte al campionato
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Il diesse Paolo Giovannini fa le carte al campionato

Se non sarà un altro esodo poco ci manca. Saranno 4-500 i tifosi al seguito della capolista a San Marino. Dopo aver esaurito il primo pullman è quasi completo anche il secondo del club Marlia rossonera. La testimonianza di un entusiasmo ritrovato che non può che esaltare il diesse rossonero Paolo Giovannini

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LUCCA. Se non sarà un altro esodo poco ci manca. Saranno 4-500 i tifosi al seguito della capolista a San Marino. Dopo aver esaurito il primo pullman è quasi completo anche il secondo del club Marlia rossonera. La testimonianza di un entusiasmo ritrovato che non può che esaltare il diesse rossonero Paolo Giovannini. Il re del mercato fa le carte al campionato e presenta la super sfida di domenica.
Quali sono le difficoltà insiste nel match nel Titano?
«E' una gara-fotocopia di Prato, ancora una volta di fronte la prima e la seconda della classe. Il San Marino ha più da perdere. Solo vincendo riaprirebbe i giochi, mentre con una sconfitta finirebbe a -8. Per noi è una gara molto importante se vinciamo, altrimenti non cambia nulla».
La Lucchese arriva al big-match in condizioni psico-fisiche straordinarie.
«La squadra è smagliante sotto l'aspetto mentale, tecnico ed atletico. Contro la Carrarese ha mostrato una maturità e una carica per tutti i 90 minuti grazie anche ad un ottimo lavoro dei preparatori Ducci e Guidi. Dopo Carloto si è rigenerato anche Vannucci. Il gol gli ha dato fiducia».
Nel San Marino ci sono due ex pupilli del suo Castelnuovo: i centrocampisti Pennucci e Grassi.
«Due nomi che mi rievocano uno splendido passato di successi con la società garfagnina. A Grassi mi lega il suo primo contratto da professionista. Cesca? La difesa avrà un bel lavoro. Ma in campo si gioca in undici».
Sotto il cielo rossonero c'è un clima sereno e positivo. Quale è l'errore da non commettere?
«Innanzitutto non avere la presunzione di essere più bravi. Dobbiamo dimostrare sempre di essere i più forti. L'unico rischio è sbagliare l'approccio agonistico, non entrare in campo con la massima concentrazione come nelle ultime gare. Cali di tensione? Non credo, questa squadra ha molti giocatori esperti abituati a gestire situazioni di alta classifica. Non soffriamo di vertigini».
All'orizzonte c'è la possibilità di doppiare la boa ad una quota vertiginosa.
«Dico questo: se tra San Marino e Sangiustese facciamo bottino pieno gireremo a 38 punti. Vorrebbe dire all'80 per cento vincere il campionato. Nel ritorno sarebbero sufficienti 26-27 punti. Ad ogni modo anche a 35-36 punti sarebbe un grande risultato. Dobbiamo fare solo la corsa su noi stessi».
Scandurra al 95% sarà out. Quali mosse prevede a San Marino?
«E' un'assenza importante ma abbiamo altri cinque attaccanti importanti. E poi altri giocatori sanno segnare, come domenica scorsa con Bova».
Lo spauracchio per la Lucchese si chiama Alessandro Cesca. Ma chi è il capocannoniere del girone B della Seconda Divisione? Ventinove anni, 14 gol in altrettante partite senza battere un penalty, Cesca è alto un metro e novanta centimetri ed è reduce da diversi campionati di serie D con Tamai e Sanvitese due formazioni friulane.
Lui è calciatore professionista da due stagioni trascorse a Bassano e Portogruaro. A 17 anni venne acquistato dal Milan proveniente dalla Civitanovese. Ma dopo pochi mesi fu ceduto in D al San Colombano. A Milanello non credevano nelle sue qualità. E anche a Bassano devono mordersi le mani per averlo lasciato andare senza rinnovargli il contratto. Bova e compagni dovranno stare molto attenti perchè i suoi piedi sono capaci di grandi prodezze.

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