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Sport Calcio
Pera, i gol pesanti della zanzara
Nicola Nucci
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Manuel Pera in azione e nell’azienda di famigliaMamma mia che...Pera! La zanzara di Lammari ha scelto il derby di Prato, la gara dell'anno, per tornare a fare centro e segnare il suo secondo gol da professionista dopo la rete messa a segno col Celano al Porta Elisa. Dopo il sigillo indelebile del gol della promozione col Gavorrano nella passata stagione, adesso la rete al Lungobisenzio che non vale la vittoria, ma ha mandato letteralmente in delirio gli oltre 800 tifosi rossoneri e mantiene la Lucchese in vetta
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LUCCA. Mamma mia che...Pera! La zanzara di Lammari ha scelto il derby di Prato, la gara dell'anno, per tornare a fare centro e segnare il suo secondo gol da professionista dopo la rete messa a segno col Celano al Porta Elisa. Dopo il sigillo indelebile del gol della promozione col Gavorrano nella passata stagione, adesso la rete al Lungobisenzio che non vale la vittoria, ma ha mandato letteralmente in delirio gli oltre 800 tifosi rossoneri e mantiene la Lucchese in vetta.
Pera segna poco, ma spesso sono gol che fanno storia. Con una mossa a sorpresa, mister Favarin lo ha schierato dal primo minuto in una squadra spiccatamente offensiva insieme a Biggi, Scandurra e Galli. Quattordici presenze e 727 minuti per l'attaccante che a 24 anni gioca per la prima volta nell'ex C2. «Venerdì abbiamo provato il modulo a quattro punte e ho saputo che sarei stato del match. Credo di avere fatto una buona gara svariando su tutto il fronte d'attacco». Una prestazione generosa, tutta qualità ed attaccamento alla maglia, con un gol di testa, sul cross al bacio di Biggi, oltretutto non il pezzo forte del folletto lucchese. E poi la corsa sotto la curva rossonera. «Mi viene d'istinto correre sotto i tifosi. Forse le gare con tanti tifosi le sento sempre di più. Abbiamo disputato un primo tempo spettacolare, ma avrei voluto vincere e ringraziarli uno ad uno. Sono stati fantastici. Il gol lo dedico alla mia ragazza Elisa».
Adesso Manuel Pera è un professionista a tutti gli effetti. Non è più l'operaio che la mattina lavorava nel calzaturificio di famiglia a Lammari e nel pomeriggio si allenava. Ora è un calciatore vero. La favola del brutto anatraccolo diventato cigno è realtà. La rivelazione e il simbolo della passata stagione - scoperto da Paolo Giovannini nel Barga e proiettato dalla Prima Categoria nella blasonata Lucchese dove aveva militato dai 13 ai 15 anni ed era stato scartato per un fisico troppo gracile - si è trovato catapultato in un nuovo mondo. «Da dilettante a professionista ho cambiato abitudini. Al mattino spesso mi riposo per allenarmi bene. Non mi mancano i ritmi della fabbrica, semmai l'ambiente, con la famiglia che lavorava sempre accanto a me. Dico la verità: è meno faticoso fare il calciatore...».
La generosità di quando lavorava le scarpe al torchio la mette in campo. Unita alla sua rapidità micidiale che a volte deve controllare. Quando gioca non vorrebbe uscire mai. «Sulla sostituzione non è stato un gesto di stizza nei confronti dell'allenatore - precisa - ho visto uscire Galli e credevo stavolta di finire la gara».
GOL FATTI E SBAGLIATI Favarin per lui è un po' come un padre-padrone. «L'anno scorso mi diceva che dovevo essere meno solista, giocare al servizio della squadra. Non me l'ha ancora detto, quindi sto crescendo e maturando. Ora mi dice di giocare tranquillo e mi rimprovera di non buttarla dentro al primo colpo. Vorrei essere sempre protagonista. A volte sui giornali prendo voti più bassi, magari perché non segno, ma credo di aver fatto abbastanza bene anche se qualche partita l'ho sbagliata».
Pera ha dovuto fare i conti con più concorrenza in attacco e il salto di categoria che si riflette anche in una differente preparazione atletica. «La prima volta in Seconda Divisione? E' chiaro che ci sono squadre più organizzate. Quanto agli allenamenti anche l'anno scorso erano duri. Piano piano sto trovando il ritmo-gara».
LA CORSA PROMOZIONE La Lucchese da tre gare gioca il più bel calcio del campionato e il pari di Prato ha consentito di mantenere il primato e l'imbattibilità esterna. «Abbiamo sempre fatto la partita, ad eccezione della Nocerina. Nessuno ci ha mai messo sotto. Per tirare le somme, però, si dovrà attendere la sfida col San Marino e la fine del girone di andata. Credo che sarà una corsa a tre con loro e il Prato. Il Bassano è fuori gioco, il Gubbio può rientrare ma è dura, l'Itala San Marco calerà».
IL SOGNO DI PERA La zanzara rossonera ha un grande desiderio: «Voglio vincere il campionato ed arrivare più in alto possibile con la Lucchese. E magari segnare ancora il gol della promozione come il 4 aprile col Gavorrano».
IL SOPRANNOME Il presidente Giuliani in occasione della sfida a Gubbio l'ha ribattezzato "spizzico" perché a volte cerca il gol spettacolare. «Più che il numero a tutti i costi cerco la giocata veloce per disorientare gli avversari. Se trovo la mira giusto posso segnare altri 4-5 gol».
IL BLOG Pera ha un blog che aggiorna personalmente. La storia, le sue squadre, gli amici, le passioni e le foto più curiose come l'ultima vacanza a Formentera, gli striscioni dei tifosi (da Rum & Pera a Mamma Mia che Pera) e il suo più grande tifoso, l'ex sindaco di Barga, Umberto Sereni, alias «Forza Peraaa».
Pera segna poco, ma spesso sono gol che fanno storia. Con una mossa a sorpresa, mister Favarin lo ha schierato dal primo minuto in una squadra spiccatamente offensiva insieme a Biggi, Scandurra e Galli. Quattordici presenze e 727 minuti per l'attaccante che a 24 anni gioca per la prima volta nell'ex C2. «Venerdì abbiamo provato il modulo a quattro punte e ho saputo che sarei stato del match. Credo di avere fatto una buona gara svariando su tutto il fronte d'attacco». Una prestazione generosa, tutta qualità ed attaccamento alla maglia, con un gol di testa, sul cross al bacio di Biggi, oltretutto non il pezzo forte del folletto lucchese. E poi la corsa sotto la curva rossonera. «Mi viene d'istinto correre sotto i tifosi. Forse le gare con tanti tifosi le sento sempre di più. Abbiamo disputato un primo tempo spettacolare, ma avrei voluto vincere e ringraziarli uno ad uno. Sono stati fantastici. Il gol lo dedico alla mia ragazza Elisa».
Adesso Manuel Pera è un professionista a tutti gli effetti. Non è più l'operaio che la mattina lavorava nel calzaturificio di famiglia a Lammari e nel pomeriggio si allenava. Ora è un calciatore vero. La favola del brutto anatraccolo diventato cigno è realtà. La rivelazione e il simbolo della passata stagione - scoperto da Paolo Giovannini nel Barga e proiettato dalla Prima Categoria nella blasonata Lucchese dove aveva militato dai 13 ai 15 anni ed era stato scartato per un fisico troppo gracile - si è trovato catapultato in un nuovo mondo. «Da dilettante a professionista ho cambiato abitudini. Al mattino spesso mi riposo per allenarmi bene. Non mi mancano i ritmi della fabbrica, semmai l'ambiente, con la famiglia che lavorava sempre accanto a me. Dico la verità: è meno faticoso fare il calciatore...».
La generosità di quando lavorava le scarpe al torchio la mette in campo. Unita alla sua rapidità micidiale che a volte deve controllare. Quando gioca non vorrebbe uscire mai. «Sulla sostituzione non è stato un gesto di stizza nei confronti dell'allenatore - precisa - ho visto uscire Galli e credevo stavolta di finire la gara».
GOL FATTI E SBAGLIATI Favarin per lui è un po' come un padre-padrone. «L'anno scorso mi diceva che dovevo essere meno solista, giocare al servizio della squadra. Non me l'ha ancora detto, quindi sto crescendo e maturando. Ora mi dice di giocare tranquillo e mi rimprovera di non buttarla dentro al primo colpo. Vorrei essere sempre protagonista. A volte sui giornali prendo voti più bassi, magari perché non segno, ma credo di aver fatto abbastanza bene anche se qualche partita l'ho sbagliata».
Pera ha dovuto fare i conti con più concorrenza in attacco e il salto di categoria che si riflette anche in una differente preparazione atletica. «La prima volta in Seconda Divisione? E' chiaro che ci sono squadre più organizzate. Quanto agli allenamenti anche l'anno scorso erano duri. Piano piano sto trovando il ritmo-gara».
LA CORSA PROMOZIONE La Lucchese da tre gare gioca il più bel calcio del campionato e il pari di Prato ha consentito di mantenere il primato e l'imbattibilità esterna. «Abbiamo sempre fatto la partita, ad eccezione della Nocerina. Nessuno ci ha mai messo sotto. Per tirare le somme, però, si dovrà attendere la sfida col San Marino e la fine del girone di andata. Credo che sarà una corsa a tre con loro e il Prato. Il Bassano è fuori gioco, il Gubbio può rientrare ma è dura, l'Itala San Marco calerà».
IL SOGNO DI PERA La zanzara rossonera ha un grande desiderio: «Voglio vincere il campionato ed arrivare più in alto possibile con la Lucchese. E magari segnare ancora il gol della promozione come il 4 aprile col Gavorrano».
IL SOPRANNOME Il presidente Giuliani in occasione della sfida a Gubbio l'ha ribattezzato "spizzico" perché a volte cerca il gol spettacolare. «Più che il numero a tutti i costi cerco la giocata veloce per disorientare gli avversari. Se trovo la mira giusto posso segnare altri 4-5 gol».
IL BLOG Pera ha un blog che aggiorna personalmente. La storia, le sue squadre, gli amici, le passioni e le foto più curiose come l'ultima vacanza a Formentera, gli striscioni dei tifosi (da Rum & Pera a Mamma Mia che Pera) e il suo più grande tifoso, l'ex sindaco di Barga, Umberto Sereni, alias «Forza Peraaa».
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