Il dolore
Basket
Arca Impresa,un ko che pesasulla stagione
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Coach Romani con il suo assistente Petrini: il destino del trainer è nelle mani della societàDoveva essere la partita chiave, quella che fa girare la stagione e invece l'Arca Impresa non è riuscita ad invertire la spirale negativa dell'ultimo periodo. Sul parquet del PalaDonati, ormai crocevia tradizionale dei destini dei biancorossi, la Tiber Roma ha approfittato del momento di difficoltà dei lucchesi, volgendo a suo vantaggio una partita che invece avrebbe potuto vederla soccombere
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LUCCA. Doveva essere la partita chiave, quella che fa girare la stagione e invece l'Arca Impresa non è riuscita ad invertire la spirale negativa dell'ultimo periodo. Sul parquet del PalaDonati, ormai crocevia tradizionale dei destini dei biancorossi, la Tiber Roma ha approfittato del momento di difficoltà dei lucchesi, volgendo a suo vantaggio una partita che invece avrebbe potuto vederla soccombere.
La supremazia ospite sotto i tabelloni infatti pareva un fatto evidente; invece i ragazzi di Polidori sono stati molto più incisivi a rimbalzo, sfruttando il cattivo stato di forma di Passaglia e innescando il loro micidiale contropiede. Proprio per questa occasione persa il morale di coach Maurizio Romani è sotto i tacchi: «Provo amarezza e delusione, mi sarei aspettato un altro tipo di ritmo e di incisività e invece siamo partiti male e, come al solito una volta rientrati, abbiamo subito un parziale spropositato. Abbiamo subito tantissimo contropiede per le nostre forzature e per i ritmi troppo bassi. Nei momenti di difficoltà non riusciamo a contenere i parziali subiti entro una misura accettabile».
La Pallacanestro Lucca, in entrata nell'ultimo quarto, è infatti scivolata a -24 facendosi prendere anche da episodi di nervosismo che non hanno giovato alla causa. L'impressione è che i giocatori siano un po' in crisi di fiducia e autostima. Sono molti i problemi all'origine di questo trend negativo, Romani lo sa bene e non si nasconde, mettendosi in discussione, ma evidenziando come le cause siano prevedibili fin dall'inizio. «So di essere sotto esame, come è logico in questi casi, ma vorrei che ci fosse una presa di responsabilità collettiva: abbiamo giocatori nettamente fuori forma, un asse play-pivot non ancora determinante e troppo poco equilibrio a livello emotivo. Penso che sarebbe limitativo e sbagliato puntare il dito solo contro l'allenatore; io comunque ho la coscienza a posto».
In più la squadra sta pagando molto la scarsa vena di tiro del capitano Drocker: «Mi spiace molto per Giampaolo - evidenzia il coach - perché si sta allenando bene».
Ora la parola tocca alla società, che analizzerà la situazione e deciderà se e quali provvedimenti prendere. E tra questi potrebbe esserci anche il cambio di allenatore.
La supremazia ospite sotto i tabelloni infatti pareva un fatto evidente; invece i ragazzi di Polidori sono stati molto più incisivi a rimbalzo, sfruttando il cattivo stato di forma di Passaglia e innescando il loro micidiale contropiede. Proprio per questa occasione persa il morale di coach Maurizio Romani è sotto i tacchi: «Provo amarezza e delusione, mi sarei aspettato un altro tipo di ritmo e di incisività e invece siamo partiti male e, come al solito una volta rientrati, abbiamo subito un parziale spropositato. Abbiamo subito tantissimo contropiede per le nostre forzature e per i ritmi troppo bassi. Nei momenti di difficoltà non riusciamo a contenere i parziali subiti entro una misura accettabile».
La Pallacanestro Lucca, in entrata nell'ultimo quarto, è infatti scivolata a -24 facendosi prendere anche da episodi di nervosismo che non hanno giovato alla causa. L'impressione è che i giocatori siano un po' in crisi di fiducia e autostima. Sono molti i problemi all'origine di questo trend negativo, Romani lo sa bene e non si nasconde, mettendosi in discussione, ma evidenziando come le cause siano prevedibili fin dall'inizio. «So di essere sotto esame, come è logico in questi casi, ma vorrei che ci fosse una presa di responsabilità collettiva: abbiamo giocatori nettamente fuori forma, un asse play-pivot non ancora determinante e troppo poco equilibrio a livello emotivo. Penso che sarebbe limitativo e sbagliato puntare il dito solo contro l'allenatore; io comunque ho la coscienza a posto».
In più la squadra sta pagando molto la scarsa vena di tiro del capitano Drocker: «Mi spiace molto per Giampaolo - evidenzia il coach - perché si sta allenando bene».
Ora la parola tocca alla società, che analizzerà la situazione e deciderà se e quali provvedimenti prendere. E tra questi potrebbe esserci anche il cambio di allenatore.
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