Lutto
Calcio Derby
Una giornata da ricordare per tutti i tifosi
Francesca Gori /
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In alto il supertifoso Sereni al bar Tessieri durante la padellata di cinghialeUna tifoseria compatta. Tutti insieme, oltre 700, nel settore ospiti del Lungobisenzio. Sciarpe, bandiere e cori. Con il dirigente Gabriele Giuliani e i giocatori infortunati e squalificati accanto ai supporters per scandire all'unisono «Lucca, Lucca»
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LUCCA. Una tifoseria compatta. Tutti insieme, oltre 700, nel settore ospiti del Lungobisenzio. Sciarpe, bandiere e cori. Con il dirigente Gabriele Giuliani e i giocatori infortunati e squalificati accanto ai supporters per scandire all'unisono «Lucca, Lucca».
Una mattinata che era iniziata con la padellata di cinghiale offerta dalla macelleria Tuccori e consumata al bar Tessieri con il supertifoso Umberto Sereni gran cerimoniere e l'assessore allo sport, Lido Moschini, a presenziare ed invitare quei tifosi - un centinaio - che hanno gradito lo spuntino mattiniero prima di partire per Prato. E al Lungobisenzio un magnifico colpo d'occhio con il settore riservato ai tifosi rossoneri avvolto dalle bandiere sventolanti. Un botta e risposta con il settore Ferrovia - quello dove c'erano 600 ultras biancazzurri - che già dai primi minuti di gioco ha scaldato il pomeriggio pratese. Cori tanti, offese poche. Qualche immancabile sfottò indirizzato alla presenza dei cinesi nella città laniera («la mamma dei pratesi è una cinese»). Nel derby più sentito del girone B di Lega Pro gli avversari sembravano essere altri. Il poliziotto Spaccarotella, al quale sono andati i cori dei lucchesi applauditi e rilanciati dalla tifoseria laniera. E il più classico chi non salta, sul gol di Lamma, non è stato indirizzato ai lucchesi. Ma ai pistoiesi contro i quali si combatte la guerra di campanile. A scaldare il settore ospiti è stata sufficiente la tattica di Favarin che ha lanciato la squadra in attacco.
Ad ogni azione, soprattutto nel primo tempo, un applauso e un coro da intonare. Ed è bastato il gol di Pera per far scendere i tifosi dalle gradinate e appiccicarsi alla rete. Con il suo primo tifoso, Umberto Sereni, che si è alzato in piedi gongolante di felicità. All'ingresso nella ripresa dell'altro suo pupillo - l'attaccante Marino Taddeucci - ha sentenziato: «Adesso segna lui». E il gol il bomber del Buccellato l'ha fatto per davvero. Peccato che fosse in offside e l'arbitro abbia annullato.
Una mattinata che era iniziata con la padellata di cinghiale offerta dalla macelleria Tuccori e consumata al bar Tessieri con il supertifoso Umberto Sereni gran cerimoniere e l'assessore allo sport, Lido Moschini, a presenziare ed invitare quei tifosi - un centinaio - che hanno gradito lo spuntino mattiniero prima di partire per Prato. E al Lungobisenzio un magnifico colpo d'occhio con il settore riservato ai tifosi rossoneri avvolto dalle bandiere sventolanti. Un botta e risposta con il settore Ferrovia - quello dove c'erano 600 ultras biancazzurri - che già dai primi minuti di gioco ha scaldato il pomeriggio pratese. Cori tanti, offese poche. Qualche immancabile sfottò indirizzato alla presenza dei cinesi nella città laniera («la mamma dei pratesi è una cinese»). Nel derby più sentito del girone B di Lega Pro gli avversari sembravano essere altri. Il poliziotto Spaccarotella, al quale sono andati i cori dei lucchesi applauditi e rilanciati dalla tifoseria laniera. E il più classico chi non salta, sul gol di Lamma, non è stato indirizzato ai lucchesi. Ma ai pistoiesi contro i quali si combatte la guerra di campanile. A scaldare il settore ospiti è stata sufficiente la tattica di Favarin che ha lanciato la squadra in attacco.
Ad ogni azione, soprattutto nel primo tempo, un applauso e un coro da intonare. Ed è bastato il gol di Pera per far scendere i tifosi dalle gradinate e appiccicarsi alla rete. Con il suo primo tifoso, Umberto Sereni, che si è alzato in piedi gongolante di felicità. All'ingresso nella ripresa dell'altro suo pupillo - l'attaccante Marino Taddeucci - ha sentenziato: «Adesso segna lui». E il gol il bomber del Buccellato l'ha fatto per davvero. Peccato che fosse in offside e l'arbitro abbia annullato.
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