Sicurezza
lucca
A Prato la partita della verità
Nicola Nucci
Giovannini per una volta si sbilancia: per la Lucchese il derby rappresenta un crocevia decisivo
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il derby di Prato, comunque vada a finire, non sarà decisivo visto che mancano ancora sei mesi alla conclusione del campionato, alla fatidica data del 9 maggio. Ma il direttore sportivo Paolo Giovannini, abituato a stare con i piedi per terra, sulla sfida in riva all'Arno tra la capolista e la squadra biancazzurra seconda in classifica si sbilancia e di molto.
«Ogni gara vale tre punti, ma non si può negare che la sfida col Prato, che insegue a tre punti, rappresenti un crocevia importante. Se riusciamo a fare bottino pieno al Lungobisenzio possiamo avere quasi la certezza di chiudere il girone d'andata con in tasca l'obiettivo minimo di un posto nei playoff e a quel punto dare fiato alle ambizioni di stare nelle prime tre posizioni sino al rush finale. Detto questo non è decisiva, perché è ancora lontana dalla fase cruciale del campionato, che è una corsa a tappe e alla fine ne mancano ancora venti. So bene, però, che è un derby di assoluto richiamo per i tifosi, in città si respira un certo entusiasmo e da tifoso lucchese non vorrei proprio steccare questa partita che può aprire scenari di classifica molto interessanti». La Lucchese, oltre ai punti, ha ritrovato padronanza del gioco, personalità, convinzione dei propri mezzi. «La squadra ha riconquistato autorevolezza, grande autostima ed ora gioca un calcio di qualità superiore». Capitan Galli e compagni, in serie positiva rossonera da 9 turni, hanno impressionato nell'ultima gara col Fano. I lanieri sono reduci da tre vittorie di fila e nell'ultimo turno hanno superato di misura la Giacomense, ma è stato un dominio.
Il termometro. Al delicato derby col Prato, che manca dal 2005, la squadra di Favarin arriva però con qualche problema di formazione. Oltre allo squalificato Baldanzeddu, si è fermato il laterale Michelotti. Chi sta meglio tra le due squadre? «E' una settimana particolare per una serie di contrattempi che hanno scombussolato i nostri piani. Alcuni giocatori con la febbre, l'infortunio di Michelotti ed altre vicende personali. Perciò fino a sabato faremo una doppia seduta di allenamenti intensivi e a porte chiuse. C'è la necessità di lavorare bene e ritrovare la giusta concentrazione».
Allo specchio. Il Prato è finora invincibile tra le mura di casa e la Lucchese non ha mai perso in trasferta. C'è aria di pareggio? «Siamo due squadre simili, divise da tre punti, in pratica una partita persa in meno dai noi. Quella laniera è una formazione molto equilibrata ed l'unica che ha avuto un passo regolare come la Lucchese. Al di là dei differenti moduli, anche il Prato punta sul collettivo ed è una squadra fisica e affiatata. Forse, però, non ha giocato un calcio spettacolare come la Lucchese delle ultime due gare. Abbiamo qualche assenza, ma la condizione psico-fisica è ottima ed con un Carloto rigenerato che può dare geometrie e qualità».
«Ogni gara vale tre punti, ma non si può negare che la sfida col Prato, che insegue a tre punti, rappresenti un crocevia importante. Se riusciamo a fare bottino pieno al Lungobisenzio possiamo avere quasi la certezza di chiudere il girone d'andata con in tasca l'obiettivo minimo di un posto nei playoff e a quel punto dare fiato alle ambizioni di stare nelle prime tre posizioni sino al rush finale. Detto questo non è decisiva, perché è ancora lontana dalla fase cruciale del campionato, che è una corsa a tappe e alla fine ne mancano ancora venti. So bene, però, che è un derby di assoluto richiamo per i tifosi, in città si respira un certo entusiasmo e da tifoso lucchese non vorrei proprio steccare questa partita che può aprire scenari di classifica molto interessanti». La Lucchese, oltre ai punti, ha ritrovato padronanza del gioco, personalità, convinzione dei propri mezzi. «La squadra ha riconquistato autorevolezza, grande autostima ed ora gioca un calcio di qualità superiore». Capitan Galli e compagni, in serie positiva rossonera da 9 turni, hanno impressionato nell'ultima gara col Fano. I lanieri sono reduci da tre vittorie di fila e nell'ultimo turno hanno superato di misura la Giacomense, ma è stato un dominio.
Il termometro. Al delicato derby col Prato, che manca dal 2005, la squadra di Favarin arriva però con qualche problema di formazione. Oltre allo squalificato Baldanzeddu, si è fermato il laterale Michelotti. Chi sta meglio tra le due squadre? «E' una settimana particolare per una serie di contrattempi che hanno scombussolato i nostri piani. Alcuni giocatori con la febbre, l'infortunio di Michelotti ed altre vicende personali. Perciò fino a sabato faremo una doppia seduta di allenamenti intensivi e a porte chiuse. C'è la necessità di lavorare bene e ritrovare la giusta concentrazione».
Allo specchio. Il Prato è finora invincibile tra le mura di casa e la Lucchese non ha mai perso in trasferta. C'è aria di pareggio? «Siamo due squadre simili, divise da tre punti, in pratica una partita persa in meno dai noi. Quella laniera è una formazione molto equilibrata ed l'unica che ha avuto un passo regolare come la Lucchese. Al di là dei differenti moduli, anche il Prato punta sul collettivo ed è una squadra fisica e affiatata. Forse, però, non ha giocato un calcio spettacolare come la Lucchese delle ultime due gare. Abbiamo qualche assenza, ma la condizione psico-fisica è ottima ed con un Carloto rigenerato che può dare geometrie e qualità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
