Sicurezza
LUCCA SPORT
Partite al Porta Elisa anche con lo stadio diventato cantiere
Nicola Nucci
Il nostro progetto da 40 milioni porterà lavoro e ci farà tornare a grandi livelli
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LUCCA. Il patron rossonero Giuliano Giuliani non si entusiasma facilmente, ma non nasconde di essere gratificato dalla Lucchese capolista, nonché dai passi avanti nel progetto del nuovo stadio Porta Elisa. Il futuro rossonero passa dal restyling in chiave moderna dell'attuale impianto, argomento che suscita interesse tra i tifosi e in città.
Giuliani è soddisfatto dell'accordo con il Comune. «È un primo passo, importante, a cui dovranno far seguito atti concreti dell'amministrazione che rendano realizzabile questa grande opera. Diciamo che è l'inizio di un percorso politico che avrà il suo passaggio chiave nell'approvazione della variante urbanistica. Dopodiché si parlerà di progettazione vera e propria».
Avete definito il modello dello stadio: si parla di un albergo, un ristorante panoramico, un centro congressi, un palco per gli spettacoli, un parcheggio sotteraneo ed altro ancora.
«C'è un masterplan, ovvero un'idea di massima che prevede l'acquisizione della proprietà dell'impianto e lo sfruttamento economico di spazi polifunzionali. Un cinema multisala? Mai dire mai».
Quanto potranno aprirsi i cantieri?
«Voglio essere ottimista: la prossima estate potrebbero già iniziare i lavori. Ora tutti vogliono lo stadio di proprietà per superare la crisi del calcio. Noi già nel 2005 avanzammo l'idea al presidente Aldo Grassi».
Durante i lavori la Lucchese dovrà giocare fuori Lucca?
«Non ci sarà nessuno esilio. Le gare casalinghe saranno disputate al Porta Elisa, che ha una capienza più che sufficiente. Pensiamo di buttare giù prima la curva Ovest mantenendo agibili gradinata e tribuna. In pratica come ora. La stessa cosa che fecero a Marassi per Italia '90».
Il contenzioso Comune-Green Soccer sul centro sportivo Sandro Vignini può allungare i tempi?
«Restiamo alla finestra auspicando che il Comune risolva la questione affinché non rappresenti un ostacolo. Dopo avere ingollato il no per San Donato, non vorremmo che l'area edificabile venisse ridotta. I distributori di benzina lato ovest? È chiaro che fanno parte del progetto di ristrutturazione. Vedremo».
L'investimento sarà di 40 milioni?
«La cifra è questa, a patto che non ci siamo limitazioni. Abbiamo ripianato una perdita di bilancio prevista di 1 milione, sapendo che nei primi anni sarà una rimessa. Stiamo investendo in funzione dello stadio che porterà nuovi posti di lavoro e permeterà alla Lucchese di tornare ad alti livelli».
La risposta dei tifosi però continua ad essere deludente.
«Questo dibattito è diventato sterile oltre che stucchevole. Non voglio più parlarne. Quei 1500 tifosi sempre presenti sono straordinari».
Da oltre un anno è un presidente da primato.
«Un riconoscimento che mi rende orgoglioso. Stiamo facendo molto bene. Complimenti a tutti».
L'architetto Giovanni Valentini entrerà anche nella struttura dirigenziale?
«Valentini, vorrei ricordarlo, è il maggiore azionista nella Lucchese. Ma è riservato, preferisce stare in disparte, pur seguendo le sorti rossonere».
Dalla D alla C1: il doppio salto è possibile?
«Con Bassano e Sacilese ho visto una bella Lucchese. Meritavamo 6 punti anziché 2. Questo è il calcio. Alla lunga però col gioco si va lontano. Adesso dobbiamo tornare a vincere col Fano, un osso duro. Poi avremo gli scontri diretti con Prato e San Marino. Due gare-verità».
Capitolo mercato: l'organico sarà rinforzato a gennaio?
«Sicuramente siamo il miglior gruppo tra le pretendenti alla C1. Abbiamo ritrovato Scandurra e Carloto. La nostra forza è nella serenità dello spogliatoio. Guai a rompere il giocattolo. Giovannini comunque ha carta bianca se riterrà opportuno migliorare la rosa».
Il 13 dicembre allo stadio potrebbe esserci il famoso fotografo Fabrizio Corona, neo-presidente della Sangiustese. Le stringerà la mano?
«Sì, se viene con Belen...».
Giuliani è soddisfatto dell'accordo con il Comune. «È un primo passo, importante, a cui dovranno far seguito atti concreti dell'amministrazione che rendano realizzabile questa grande opera. Diciamo che è l'inizio di un percorso politico che avrà il suo passaggio chiave nell'approvazione della variante urbanistica. Dopodiché si parlerà di progettazione vera e propria».
Avete definito il modello dello stadio: si parla di un albergo, un ristorante panoramico, un centro congressi, un palco per gli spettacoli, un parcheggio sotteraneo ed altro ancora.
«C'è un masterplan, ovvero un'idea di massima che prevede l'acquisizione della proprietà dell'impianto e lo sfruttamento economico di spazi polifunzionali. Un cinema multisala? Mai dire mai».
Quanto potranno aprirsi i cantieri?
«Voglio essere ottimista: la prossima estate potrebbero già iniziare i lavori. Ora tutti vogliono lo stadio di proprietà per superare la crisi del calcio. Noi già nel 2005 avanzammo l'idea al presidente Aldo Grassi».
Durante i lavori la Lucchese dovrà giocare fuori Lucca?
«Non ci sarà nessuno esilio. Le gare casalinghe saranno disputate al Porta Elisa, che ha una capienza più che sufficiente. Pensiamo di buttare giù prima la curva Ovest mantenendo agibili gradinata e tribuna. In pratica come ora. La stessa cosa che fecero a Marassi per Italia '90».
Il contenzioso Comune-Green Soccer sul centro sportivo Sandro Vignini può allungare i tempi?
«Restiamo alla finestra auspicando che il Comune risolva la questione affinché non rappresenti un ostacolo. Dopo avere ingollato il no per San Donato, non vorremmo che l'area edificabile venisse ridotta. I distributori di benzina lato ovest? È chiaro che fanno parte del progetto di ristrutturazione. Vedremo».
L'investimento sarà di 40 milioni?
«La cifra è questa, a patto che non ci siamo limitazioni. Abbiamo ripianato una perdita di bilancio prevista di 1 milione, sapendo che nei primi anni sarà una rimessa. Stiamo investendo in funzione dello stadio che porterà nuovi posti di lavoro e permeterà alla Lucchese di tornare ad alti livelli».
La risposta dei tifosi però continua ad essere deludente.
«Questo dibattito è diventato sterile oltre che stucchevole. Non voglio più parlarne. Quei 1500 tifosi sempre presenti sono straordinari».
Da oltre un anno è un presidente da primato.
«Un riconoscimento che mi rende orgoglioso. Stiamo facendo molto bene. Complimenti a tutti».
L'architetto Giovanni Valentini entrerà anche nella struttura dirigenziale?
«Valentini, vorrei ricordarlo, è il maggiore azionista nella Lucchese. Ma è riservato, preferisce stare in disparte, pur seguendo le sorti rossonere».
Dalla D alla C1: il doppio salto è possibile?
«Con Bassano e Sacilese ho visto una bella Lucchese. Meritavamo 6 punti anziché 2. Questo è il calcio. Alla lunga però col gioco si va lontano. Adesso dobbiamo tornare a vincere col Fano, un osso duro. Poi avremo gli scontri diretti con Prato e San Marino. Due gare-verità».
Capitolo mercato: l'organico sarà rinforzato a gennaio?
«Sicuramente siamo il miglior gruppo tra le pretendenti alla C1. Abbiamo ritrovato Scandurra e Carloto. La nostra forza è nella serenità dello spogliatoio. Guai a rompere il giocattolo. Giovannini comunque ha carta bianca se riterrà opportuno migliorare la rosa».
Il 13 dicembre allo stadio potrebbe esserci il famoso fotografo Fabrizio Corona, neo-presidente della Sangiustese. Le stringerà la mano?
«Sì, se viene con Belen...».
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