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LUCCA SPORT
Lucchese, otto partite senza ko
Nicola Nucci
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Mister Favarin e il trio Biggi-Chadi-ScandurraGiancarlo Favarin ha ritrovato la Lucchese brillante ed autoritaria di inizio campionato meritatamente al comando con 25 punti. A Sacile una gara maiuscola quanto ad autorevolezza, gioco, occasioni a ripetizione e voglia di vincere. Ma alla fine un solo punto e un vantaggio su Prato e San Marino che poteva essere maggiore e arrivare a cinque lunghezze.
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LUCCA. Giancarlo Favarin ha ritrovato la Lucchese brillante ed autoritaria di inizio campionato meritatamente al comando con 25 punti. A Sacile una gara maiuscola quanto ad autorevolezza, gioco, occasioni a ripetizione e voglia di vincere. Ma alla fine un solo punto e un vantaggio su Prato e San Marino che poteva essere maggiore e arrivare a cinque lunghezze.
«C'è molto rimpianto, il pari va molto stretto, ma sarà difficile fare punti con noi se giochiamo così - ha ribadito il tecnico rossonero - sono d'accordo con Giovannini: da un po' di tempo la Lucchese non giocava con questa continuità e qualità. Direi la migliore Lucchese dell'intera gestione. Purtroppo, nonostante un dominio assoluto e una caterva di palle-gol, non siamo riusciti a portare via i tre punti. Resta il fatto di avere giocato un grande calcio. Ma dobbiamo imparare a chiudere le gare. Per usare una metafora: mettiamo alle corde l'avversario senza dare il colpo del ko».
Critiche costruttive quelle del trainer rossonero, al quale non è sfuggito che in cinque occasioni, sette se si considerano le gare di coppa Italia con Spezia e Arezzo, la Lucchese si è fatta rimontare. Nelle ultime tre partite (Vasto, Bassano, Sacile) non ha saputo gestire il vantaggio una volta raggiunto. Viceversa contro Giacomense e Gubbio ha saputo rimediare e vincere. «È successo troppe volte, tre nelle ultime quattro gare. Il punto è che si deve essere più cinici e cattivi sotto porta. La prestazione di Sacile non farà che aumentare l'autostima di questa squadra».
Mente libera. Favarin sottolinea un altro aspetto: la squadra vista in Friuli è stata più tonica, brillante, libera da pressioni da classifica. «In questi ultimi tempi abbiamo lavorato con tutto il mio staff per cercare di ridurre la pressione da primato che forse in alcune gare ha finito per condizionarci. E mi sembra sia scattata la molla giusta. Poi la qualità dei giocatori, la compattezza del gruppo, la continuità di rendimento fanno la differenza».
Regolarità. I campionati, come una corsa a tappe, si vincono con una marcia regolare, con pochi alti e bassi. La serie-sì dei rossoneri è salita ad 8 risultati utili consecutivi al termine della migliore prestazione esterna della stagione. «Quattro pari nelle ultime cinque giornate? È chiaro che a volte preferirei vincere una gara in più e perderne un'altra. Ma i campionati si vincono con una grande regolarità: il Figline è stato promosso con un sacco di pareggi».
Il Fano-bunker. Adesso la Lucchese vuole riacciuffare la vittoria contro il Fano che attraversa un buon momento (4 vittorie nelle ultime 5 gare). Da una parte l'attacco rossonero (il terzo del girone), dall'altra la quasi impenetrabile difesa granata, la meno battuta con 8 gol subiti. «Non possiamo fallire, si deve vincere. Ma non sarà facile superare la difesa granitica del Fano».
«C'è molto rimpianto, il pari va molto stretto, ma sarà difficile fare punti con noi se giochiamo così - ha ribadito il tecnico rossonero - sono d'accordo con Giovannini: da un po' di tempo la Lucchese non giocava con questa continuità e qualità. Direi la migliore Lucchese dell'intera gestione. Purtroppo, nonostante un dominio assoluto e una caterva di palle-gol, non siamo riusciti a portare via i tre punti. Resta il fatto di avere giocato un grande calcio. Ma dobbiamo imparare a chiudere le gare. Per usare una metafora: mettiamo alle corde l'avversario senza dare il colpo del ko».
Critiche costruttive quelle del trainer rossonero, al quale non è sfuggito che in cinque occasioni, sette se si considerano le gare di coppa Italia con Spezia e Arezzo, la Lucchese si è fatta rimontare. Nelle ultime tre partite (Vasto, Bassano, Sacile) non ha saputo gestire il vantaggio una volta raggiunto. Viceversa contro Giacomense e Gubbio ha saputo rimediare e vincere. «È successo troppe volte, tre nelle ultime quattro gare. Il punto è che si deve essere più cinici e cattivi sotto porta. La prestazione di Sacile non farà che aumentare l'autostima di questa squadra».
Mente libera. Favarin sottolinea un altro aspetto: la squadra vista in Friuli è stata più tonica, brillante, libera da pressioni da classifica. «In questi ultimi tempi abbiamo lavorato con tutto il mio staff per cercare di ridurre la pressione da primato che forse in alcune gare ha finito per condizionarci. E mi sembra sia scattata la molla giusta. Poi la qualità dei giocatori, la compattezza del gruppo, la continuità di rendimento fanno la differenza».
Regolarità. I campionati, come una corsa a tappe, si vincono con una marcia regolare, con pochi alti e bassi. La serie-sì dei rossoneri è salita ad 8 risultati utili consecutivi al termine della migliore prestazione esterna della stagione. «Quattro pari nelle ultime cinque giornate? È chiaro che a volte preferirei vincere una gara in più e perderne un'altra. Ma i campionati si vincono con una grande regolarità: il Figline è stato promosso con un sacco di pareggi».
Il Fano-bunker. Adesso la Lucchese vuole riacciuffare la vittoria contro il Fano che attraversa un buon momento (4 vittorie nelle ultime 5 gare). Da una parte l'attacco rossonero (il terzo del girone), dall'altra la quasi impenetrabile difesa granata, la meno battuta con 8 gol subiti. «Non possiamo fallire, si deve vincere. Ma non sarà facile superare la difesa granitica del Fano».
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