Italia
LUCCA SPORT
L'operaio-alpinista lanciauna nuova sfida all'Himalaya
◗
Bergamini durante una precedente spedizioneParte stamani per raggiungere la catena dell'Himalaya l'alpinista-operaio Riccardo Bergamini, 32 anni, di Mutigliano, sposato e padre di 5 figli tra 1 e 9 anni, dipendente della cartiera Sofidel conosciuta con il marchio Regina.
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Parte stamani per raggiungere la catena dell'Himalaya l'alpinista-operaio Riccardo Bergamini, 32 anni, di Mutigliano, sposato e padre di 5 figli tra 1 e 9 anni, dipendente della cartiera Sofidel conosciuta con il marchio Regina.
Obiettivo: scalare due montagne di oltre 6mila metri: l'Island Peack e il Lobuche Peack.
Il campo base sarà montato a 5.500 e 5.800 metri per acclimatarsi meglio prima di iniziare la scalata che si preannuncia estremamente impegnativa. Oltre tutto dovranno essere valutate con molta attenzione le condizioni atmosferiche, che a quelle altitudini possono variare repentinamente.
Con Bergamini ci sarà l'esperta guida Giorgio Passino, tra gli alpinisti-fotografi d'alta montagna, più noti e apprezzati in Italia.
«Saremo nella valle dell'Everest per circa un mese - dice Bergamini che ringrazia sentitamente la Sofidel-Regina che gli consente di poter coltivare questa passione e che sponsorizza la spedizione - e affronteremo le due asperità quando le condizioni atmosferiche ce lo permetteranno. L'obiettivo è riuscire a scalare le due asperità per poi, l'anno prossimo, mettere in piedi una spedizione che affronti le vette degli ottomila metri».
E' grande la passione per la montagna che sorregge l'operaio lucchese.
A giugno Bergamini aveva raggiunto l'Alpamayo, vetta a 5947 metri, una delle maggiori della Cordillera Blanca delle Ande peruviane.
Con lui altri quattro italiani: due guide di Courmayer, un alpinista genovese e un Giorgio Passino che, ieri come oggi, filmerà la spedizione.
Con la spedizione sull'Himalaya Bergamini intende celebrare i 130 anni di presenza del Club Alpino italiano a Lucca.
Obiettivo: scalare due montagne di oltre 6mila metri: l'Island Peack e il Lobuche Peack.
Il campo base sarà montato a 5.500 e 5.800 metri per acclimatarsi meglio prima di iniziare la scalata che si preannuncia estremamente impegnativa. Oltre tutto dovranno essere valutate con molta attenzione le condizioni atmosferiche, che a quelle altitudini possono variare repentinamente.
Con Bergamini ci sarà l'esperta guida Giorgio Passino, tra gli alpinisti-fotografi d'alta montagna, più noti e apprezzati in Italia.
«Saremo nella valle dell'Everest per circa un mese - dice Bergamini che ringrazia sentitamente la Sofidel-Regina che gli consente di poter coltivare questa passione e che sponsorizza la spedizione - e affronteremo le due asperità quando le condizioni atmosferiche ce lo permetteranno. L'obiettivo è riuscire a scalare le due asperità per poi, l'anno prossimo, mettere in piedi una spedizione che affronti le vette degli ottomila metri».
E' grande la passione per la montagna che sorregge l'operaio lucchese.
A giugno Bergamini aveva raggiunto l'Alpamayo, vetta a 5947 metri, una delle maggiori della Cordillera Blanca delle Ande peruviane.
Con lui altri quattro italiani: due guide di Courmayer, un alpinista genovese e un Giorgio Passino che, ieri come oggi, filmerà la spedizione.
Con la spedizione sull'Himalaya Bergamini intende celebrare i 130 anni di presenza del Club Alpino italiano a Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
