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La Lucchese tornerà sul mercato

Nicola Nucci
Il direttore sportivo Paolo Giovannini, re del mercato dell’ex C2
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Il direttore sportivo Paolo Giovannini, re del mercato dell’ex C2

A un terzo del campionato il bilancio è superiore ad ogni aspettativa con le favorite a inseguire e 8 punti dalla quinta

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LUCCA. Dopo 11 giornate la Lucchese viaggia ad una media-promozione, +2 sul San Marino e soprattutto +8 sulla quinta. Come dire che la neopromossa squadra rossonera finora ha fatto il massimo. L'obiettivo dichiarato da Giuliani e soci è arrivare nei playoff. Adesso c'è la possibilità di puntare molto più in alto. Il pari contro il Bassano, la superfavorita della vigilia, ha legittimato le ambizioni di primato.
Ma se la Lucchese vuole salire direttamente di categoria dovrà fare un salto di qualità. Acquisti mirati per rinforzare l'organico, con un occhio attento al bilancio. Secondo il diktat di Giuliani e Valentini che nell'assemblea dei soci dello scorso 27 ottobre hanno ripianato una perdita di gestione preventivata (un milione di euro). Paolo Giovannini, da dirigente esperto e lungimirante, è già alla finestra. Il diesse rossonero, sottotraccia, ha iniziato a guardarsi in giro per piazzare un paio di colpi al mercato di gennaio. Con qualche ritocco giusto (un difensore e un attaccante da 10 gol) si può puntare al doppio salto. Altrimenti sarà un logorante braccio di ferro per la C1 con il San Marino di Evani che si avvicina a grandi falcate (a 2 punti). Ma anche con i possibili rientri di Prato e perchè no di Bassano e Gubbio.
Ad un terzo dal campionato si può tracciare un primo bilancio.
«È largamente positivo. Siamo partiti per stare nelle prime cinque posizioni e dopo un terzo delle gare abbiamo già spostato l'asticella: siamo convinti di poterci giocare fino in fondo la possibilità di salire direttamente in C1. La Lucchese, insieme a San Marino e Prato, era destinata ad un torneo di vertice, ma non credevo di accumulare un distacco così ampio da Gubbio e Bassano, le favorite della vigilia, che hanno tutto per rientrare in corsa. Le sorprese? Itala San Marco e Sangiovannese».
La Lucchese mantiene 10 punti sul Bassano, ma la squadra del Titano è a -2 dalla vetta.
«C'è il rammarico di non avere vinto con il Bassano dopo una grandissima prestazione contro la più forte formazione del campionato. La nostra migliore gara dopo quella di Gubbio. Ma il pari consente di dare continuità di risultati e mantenere invariata la distanza: se il Bassano tornerà in alto toglierà punti alle altre rivali dirette e abbasserò la quota playoff. Il San Marino è in grande spolvero, vince a suon di gol con il suo bomber Cesca e un mio ex giocatore al Castelnuovo, Gigetto Grassi. Però non avere pressioni ambientali e giocare sempre davanti a pochi intimi alla lunga può fare venire meno gli stimoli giusti».
Una squadra più concreta e quadrata che ha imboccato la strada della continutità.
«Siamo in serie positiva da sette turni e nelle ultime quattro gare abbiamo preso solo tre gol. Ma l'aspetto più rivelante è che siamo più squadra. È vero che nelle ultime gare siamo stati meno brillanti, ma tutti interpretano la partita con grande spirito e determinazione».
Per arrivare in fondo da capolista c'è bisogno di rafforzare l'organico.
«Pur avendo fatto benissimo ritengo che questa squadra sia migliorabile nell'ottica di affrontare un campionato lungo, dove ci saranno cali di rendimento, infortuni e squalifiche. È tuttavia prematuro fare valutazioni sulle possibili operazioni per ritoccare una squadra già assortita e competitiva. Petri e Carloto, per dire, hanno giocato la prima gara da titolare, disputando una buona gara. Ci siamo dati la scadenza del 20 dicembre, dopo la gara di Poggibonsi. Dopo la sosta natalizia tireremo una riga. Qualche mossa ci sarà. Magari giocatori che hanno giocato poco potrebberò cambiare aria alla ricerca di motivazioni. Ma la strategia è mantenere un gruppo di 23 elementi, quindi per ogni giocatore che arriva ce ne sarà uno che esce, anche attraverso scambi. Ma senza mai fare il passo più lungo della gamba».
Anche ridurre la rosa per integrarla con elementi del vivaio rossonero?
«C'è anche questa ipotesi: snellire l'organico per fare spazio a giovani di prospettiva delle giovanili rossonere e non solo. Soprattutto nell'ottica del nuovo stadio e della necessità di potenziare il settore giovanile per fare uscire ogni anno qualche bravo ragazzo».
I nuovi arrivati si sono messi in evidenza: Biggi cannoniere con 6 gol, Nicastro, Baldanzeddu e Michelotti una garanzia per la categoria, fino ai giovani Lollini, Petri e Kras.
«Questa è la cosa che mi ha stupito e ripagato. I nuovi si sono inseriti molto bene nell'ossatura della squadra salita dalla D, i vari Chadi, Mocarelli, Scandurra, Venturelli, ma anche il debuttante Pera. Petri, al primo campionato da professionista, sta facendo bene. Dobbiamo sbrigarci a fargli un biennale, ci sono club importanti sulle sue tracce. Mariotti e Vannucci sottotono? Mariotti non ha avuto vistosi cali di rendimento, Vannucci non sta rendendo al meglio, ma ha 21 anni ed noi crediamo in lui».
Entro Natale si aspetta una telefonata dala proprietà per discutere il rinnovo del suo contratto in scadenza nel giugno 2010? Giovannini-Favarin come Corvino-Prandelli?
«Al di là delle carte avverto una grande fiducia da parte di Giuliani, Valentini e del consiglio d'amministrazione (Ugo Giurlani e Marco Scaltritti). È chiaro che mi farebbe piacere per tanti motivi. E continuare a lavorare con Giancarlo Favarin».

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