Il dolore
LUCCA SPORT
Andreucci, il campione del volante
Luca Dini
◗
IL TRIPUDIO. La festa per la conquista del quarto titolo italiano rally da parte del pilota garfagnino Paolo AndreucciIl pilota di Castelnuovo, 44 anni, ha dominato la stagione alla guida di una Peugeot 207. L'epilogo a Como
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CASTELNUOVO. Sventola il tricolore all'albergo ristorante "Da Carlino". Paolo Andreucci è di nuovo sul tetto d'Italia. Sabato a Como si è laureato campione italiano rally, assieme alla copilota Anna Andreussi, a bordo della Peugeot 207.
Un successo tutto da celebrare per il 44enne pilota di Castelnuovo che si conferma essere uno dei più forti "volanti" di sempre.
L'ultimo titolo era stato nel 2006, poi Paolo era passato alla Mitsubishi e aveva "sofferto" due stagioni in cui, pur lottando per il titolo, aveva un auto di categoria inferiore alle altre. Il ritorno alla classe 2000 lo ha fatto tornare competitivo e, ad armi pari, Andreucci è ancora una volta il migliore.
«E' stato un bel campionato ed è stata una grande soddisfazione tornare a vincere - dice Andreucci - certo, negli ultimi due campionati, io, Anna e il mio staff, avevamo comunque conquistato i titoli di gruppo N. Ma tornare a vincere il tricolore, e per la quarta volta, è davvero tutt'altra cosa».
Andreucci ha dovuto battere Rossetti, campione dello scorso anno proprio con la Peugeot e passato quest'anno alla Fiat. La dedica del pilota garfagnino è per i suoi numerosi fan che lo hanno accompagnato in questa cavalcata: «Mi hanno seguito in tutte le gare, quindi il mio successo è per loro».
E se c'è uno zoccolo garfagnino che collabora, tifa ed è amico di Paolo, ecco che i fan club fioccano da ogni parte d'Italia.
«I ragazzi di Corfino - racconta - sono sempre in prima fila, ma dopo i club nati a Borgo a Mozzano, in Versilia e nelle Valli di Lanzo, vicino Torino, eccone altri in Sicilia, a Massa, ad Asti».
Una crescita contagiosa per questo ragazzo di 44 anni che da 22, ovvero da quando ha iniziato a correre, sa solo (o quasi) vincere.
«Nei rally - racconta Andreucci - si può andare avanti a lungo, basta pensare che in Francia il titolo è stato vinto da un pilota di 62 anni. Quindi, se uno riesce a mantenersi fisicamente, può avere una carriera lunghissima. Io andrò avanti finché sarò competitivo. Non mi fisso date, per ora c'è ancora tanta passione e ci sono le motivazioni. Queste contano tantissimo perché se calano, allora non vai più forte. L'esperienza è un fattore importante e sicuramente ha giocato dalla mia parte nel duello con Rossetti».
In attesa di vedere quanto Paolo correrà ancora, di certo c'è un ex bambino che ha coronato il sogno.
«Sono sempre stato molto sportivo - afferma -. La mia passione per i rally è nata grazie al ristorante di nonno e poi di papà dove venivano a dormire i piloti che partecipavano al Sanremo. Sì, il sogno di quel bambino era vincere un campionato italiano e ne sono arrivati quattro. Quindi? Sotto col quinto».
Il futuro sarà riposo e poi mettersi ad un tavolo con la Peugeot per capire come programmare il prossimo anno.
«Mi piace viaggiare e più viaggio più apprezzo l'Italia - continua - ma la stagione di rally è stancante quindi ora voglio fermarmi un po'. Con la Peugeot e la Pirelli vedremo il dà farsi a breve, ma credo che andremo avanti con questa formazione».
Nella vittoria di Paolo gioca un ruolo importante Anna Andreussi. Anzi, un duplice ruolo visto che la friulana non è solo copilota, ma è soprattutto compagna di vita: «Lei è fondamentale - spiega Andreucci -. È la donna più vincente del campionato italiano e ha acquisito tanta sicurezza come navigatrice. Abbiamo sempre vinto da quando siamo insieme».
Insomma dietro ad un grande uomo, c'è sempre una grande donna. Ma non solo.
«Sono tanti gli amici di Castelnuovo che collaborano come me - dice Paolo -. Sono contento di avere uno staff abbastanza garfagnino. Quest'anno non ho partecipato alla prova del Ciocco per una decisione delle case automobilistiche. Non vedo l'ora di tornare a correre sulle mie strade anche se non è certo che il rally del Ciocco sia inserito nel calendario 2010».
Di certo c'è quel tricolore che sventola sopra il ristorante di famiglia dove papà Leonardo, mamma Lorendana e il fratello Carlo, assieme agli altri parenti, lo hanno atteso per festeggiare: "A casa ho avuto una gran bella accoglienza, ma già a Como ho potuto fare grande festa perché i ragazzi dei vari fans club erano presenti al gran completo».
E pensare che la storia poteva essere diversa, magari Andreucci oggi poteva essere stato un asso dello sci: «Mi sono fermato per un infortunio al ginocchio e anche per un fisico mingherlino, mentre mio fratello è stato nella nazionale azzurra. Ma sì, prima che esplodesse in tutto il suo talento, mi sono tolto la soddisfazione di battere due volte in slalom un certo Alberto Tomba».
Gli slalom, invece, Andreucci ha preso poi ad eseguirli tra strade tortuose e le vittorie fanno pensare che sia stato meglio così.
La popolare enciclopedia Wikipedia, consultabile tramite internet, elenca Paolo Andreucci tra i personaggi illustri di Castelnuovo. Il pilota ha un proprio sito internet, centro di riferimento per tutti i tifosi che spaziano in tutta Italia, che è visitabile all'indirizzo www.paoloandreucci.com. Suo padre Leonardo gestisce il ristorante "Da Carlino" a Castelnuovo e lì è nata la passione di Paolo visto che da sempre vi hanno alloggiato i protagonisti del rally del Ciocco e non solo.
Un successo tutto da celebrare per il 44enne pilota di Castelnuovo che si conferma essere uno dei più forti "volanti" di sempre.
L'ultimo titolo era stato nel 2006, poi Paolo era passato alla Mitsubishi e aveva "sofferto" due stagioni in cui, pur lottando per il titolo, aveva un auto di categoria inferiore alle altre. Il ritorno alla classe 2000 lo ha fatto tornare competitivo e, ad armi pari, Andreucci è ancora una volta il migliore.
«E' stato un bel campionato ed è stata una grande soddisfazione tornare a vincere - dice Andreucci - certo, negli ultimi due campionati, io, Anna e il mio staff, avevamo comunque conquistato i titoli di gruppo N. Ma tornare a vincere il tricolore, e per la quarta volta, è davvero tutt'altra cosa».
Andreucci ha dovuto battere Rossetti, campione dello scorso anno proprio con la Peugeot e passato quest'anno alla Fiat. La dedica del pilota garfagnino è per i suoi numerosi fan che lo hanno accompagnato in questa cavalcata: «Mi hanno seguito in tutte le gare, quindi il mio successo è per loro».
E se c'è uno zoccolo garfagnino che collabora, tifa ed è amico di Paolo, ecco che i fan club fioccano da ogni parte d'Italia.
«I ragazzi di Corfino - racconta - sono sempre in prima fila, ma dopo i club nati a Borgo a Mozzano, in Versilia e nelle Valli di Lanzo, vicino Torino, eccone altri in Sicilia, a Massa, ad Asti».
Una crescita contagiosa per questo ragazzo di 44 anni che da 22, ovvero da quando ha iniziato a correre, sa solo (o quasi) vincere.
«Nei rally - racconta Andreucci - si può andare avanti a lungo, basta pensare che in Francia il titolo è stato vinto da un pilota di 62 anni. Quindi, se uno riesce a mantenersi fisicamente, può avere una carriera lunghissima. Io andrò avanti finché sarò competitivo. Non mi fisso date, per ora c'è ancora tanta passione e ci sono le motivazioni. Queste contano tantissimo perché se calano, allora non vai più forte. L'esperienza è un fattore importante e sicuramente ha giocato dalla mia parte nel duello con Rossetti».
In attesa di vedere quanto Paolo correrà ancora, di certo c'è un ex bambino che ha coronato il sogno.
«Sono sempre stato molto sportivo - afferma -. La mia passione per i rally è nata grazie al ristorante di nonno e poi di papà dove venivano a dormire i piloti che partecipavano al Sanremo. Sì, il sogno di quel bambino era vincere un campionato italiano e ne sono arrivati quattro. Quindi? Sotto col quinto».
Il futuro sarà riposo e poi mettersi ad un tavolo con la Peugeot per capire come programmare il prossimo anno.
«Mi piace viaggiare e più viaggio più apprezzo l'Italia - continua - ma la stagione di rally è stancante quindi ora voglio fermarmi un po'. Con la Peugeot e la Pirelli vedremo il dà farsi a breve, ma credo che andremo avanti con questa formazione».
Nella vittoria di Paolo gioca un ruolo importante Anna Andreussi. Anzi, un duplice ruolo visto che la friulana non è solo copilota, ma è soprattutto compagna di vita: «Lei è fondamentale - spiega Andreucci -. È la donna più vincente del campionato italiano e ha acquisito tanta sicurezza come navigatrice. Abbiamo sempre vinto da quando siamo insieme».
Insomma dietro ad un grande uomo, c'è sempre una grande donna. Ma non solo.
«Sono tanti gli amici di Castelnuovo che collaborano come me - dice Paolo -. Sono contento di avere uno staff abbastanza garfagnino. Quest'anno non ho partecipato alla prova del Ciocco per una decisione delle case automobilistiche. Non vedo l'ora di tornare a correre sulle mie strade anche se non è certo che il rally del Ciocco sia inserito nel calendario 2010».
Di certo c'è quel tricolore che sventola sopra il ristorante di famiglia dove papà Leonardo, mamma Lorendana e il fratello Carlo, assieme agli altri parenti, lo hanno atteso per festeggiare: "A casa ho avuto una gran bella accoglienza, ma già a Como ho potuto fare grande festa perché i ragazzi dei vari fans club erano presenti al gran completo».
E pensare che la storia poteva essere diversa, magari Andreucci oggi poteva essere stato un asso dello sci: «Mi sono fermato per un infortunio al ginocchio e anche per un fisico mingherlino, mentre mio fratello è stato nella nazionale azzurra. Ma sì, prima che esplodesse in tutto il suo talento, mi sono tolto la soddisfazione di battere due volte in slalom un certo Alberto Tomba».
Gli slalom, invece, Andreucci ha preso poi ad eseguirli tra strade tortuose e le vittorie fanno pensare che sia stato meglio così.
La popolare enciclopedia Wikipedia, consultabile tramite internet, elenca Paolo Andreucci tra i personaggi illustri di Castelnuovo. Il pilota ha un proprio sito internet, centro di riferimento per tutti i tifosi che spaziano in tutta Italia, che è visitabile all'indirizzo www.paoloandreucci.com. Suo padre Leonardo gestisce il ristorante "Da Carlino" a Castelnuovo e lì è nata la passione di Paolo visto che da sempre vi hanno alloggiato i protagonisti del rally del Ciocco e non solo.
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