Sicurezza
Sport Lucca
Favarin a Vastovuole una Lucchesecinica e aggressiva
Nicola Nucci
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Sopra Venturelli in alto Favarin a destra Viani e GiulianiIl pari contro la Sangiovannese alla lunga potrebbe rivelarsi molto importante nell'economia della classifica. Intanto ha consentito alla Lucchese di mantenere la leadership e 4 punti di vantaggio sul Prato
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LUCCA. Il pari contro la Sangiovannese alla lunga potrebbe rivelarsi molto importante nell'economia della classifica. Intanto ha consentito alla Lucchese di mantenere la leadership e 4 punti di vantaggio sul Prato. Poi ha evitato la seconda sconfitta interna al Porta Elisa. Giancarlo Favarin alla ripresa analizza le cause della metamorfosi della capolista. Irresistibile in trasferta, timorosa in casa.
Il tecnico è in cerca di una cura in vista del doppio impegno casalingo contro Bassano e Colligiana, ma con la testa è già alla "calda" sfida in casa della Pro Vasto che lo scorso 24 maggio sul neutro di Pescina rifilò una sconfitta (2-1) ai rossoneri nella poule scudetto, poi vinta dagli abruzzesi.
La prova del fuoco. Il testa-coda tra la capolista e l'ultima della classe si profila più difficile di quanto dica la classifica (13 punti di differenza). La panchina di mister Di Meo scricchiola dopo la scoppola (3-0) rimediata a Fano.
Intanto il tecnico di Coltano torna a ribadire l'importanza del punto guadagnato e rivede il film della gara. In casa la Lucchese ha faticato contro Poggibonsi, Celano, Nocerina e Sangiovannese. C'è una sindrome da Porta Elisa?
«Sicuramente dovremo invertire la rotta anche perché dopo Vasto avremo un doppio appuntamento casalingo. - sostiene Favarin - Se avessimo vinto sarebbe stato un bel segnale di forza. Ma il pari è un buon risultato per allungare la striscia positiva. La Sangiovannese ha giocato una gara tatticamente ordinata e noi non siamo stati in grado di aggredirli. Certo, nel primo tempo potevamo sbloccare la gara con due nitide occasioni, poi nella ripresa abbiamo limitato i danni e pensato a non prendere gol condizionati dall'espulsione di Bova. Credo che le nostre difficoltà tra le mura amiche dipendano dal fatto che siamo predisposti per avere il pallino del gioco e se ci tolgono l'iniziativa spesso i centrocampisti e le mezze punte vengono bloccati e a quel punto l'unica soluzione è lanciare le punte. Questa squadra ha alcuni giocatori cardine che quando sono in giornata trascinano gli altri, ma se sono sottotono, come accaduto domenica, gli altri non riescono a cambiare marcia».
La bolgia dell'Aragona. Intanto alle porte c'è una gara-trabocchetto. «Ai giocatori farò vedere i filmati della gara Pro Vasto-Sacilese. Era una bolgia. Se pensiamo di giocare con il fioretto commetteremo un grave errore. Non hanno ancora vinto sul loro terreno e saranno più agguerriti».
Il tecnico è in cerca di una cura in vista del doppio impegno casalingo contro Bassano e Colligiana, ma con la testa è già alla "calda" sfida in casa della Pro Vasto che lo scorso 24 maggio sul neutro di Pescina rifilò una sconfitta (2-1) ai rossoneri nella poule scudetto, poi vinta dagli abruzzesi.
La prova del fuoco. Il testa-coda tra la capolista e l'ultima della classe si profila più difficile di quanto dica la classifica (13 punti di differenza). La panchina di mister Di Meo scricchiola dopo la scoppola (3-0) rimediata a Fano.
Intanto il tecnico di Coltano torna a ribadire l'importanza del punto guadagnato e rivede il film della gara. In casa la Lucchese ha faticato contro Poggibonsi, Celano, Nocerina e Sangiovannese. C'è una sindrome da Porta Elisa?
«Sicuramente dovremo invertire la rotta anche perché dopo Vasto avremo un doppio appuntamento casalingo. - sostiene Favarin - Se avessimo vinto sarebbe stato un bel segnale di forza. Ma il pari è un buon risultato per allungare la striscia positiva. La Sangiovannese ha giocato una gara tatticamente ordinata e noi non siamo stati in grado di aggredirli. Certo, nel primo tempo potevamo sbloccare la gara con due nitide occasioni, poi nella ripresa abbiamo limitato i danni e pensato a non prendere gol condizionati dall'espulsione di Bova. Credo che le nostre difficoltà tra le mura amiche dipendano dal fatto che siamo predisposti per avere il pallino del gioco e se ci tolgono l'iniziativa spesso i centrocampisti e le mezze punte vengono bloccati e a quel punto l'unica soluzione è lanciare le punte. Questa squadra ha alcuni giocatori cardine che quando sono in giornata trascinano gli altri, ma se sono sottotono, come accaduto domenica, gli altri non riescono a cambiare marcia».
La bolgia dell'Aragona. Intanto alle porte c'è una gara-trabocchetto. «Ai giocatori farò vedere i filmati della gara Pro Vasto-Sacilese. Era una bolgia. Se pensiamo di giocare con il fioretto commetteremo un grave errore. Non hanno ancora vinto sul loro terreno e saranno più agguerriti».
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