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Il punto? Un passo avanti

Alessia Lombardi /
L’attaccante Biggi (Vip)
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L’attaccante Biggi (Vip)

I giocatori rossoneri accettano di buon grado il pareggio con la Sangiovannese

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LUCCA. Paolo Giovannini va controcorrente. È l'unico ad essere soddisfatto dei rossoneri. «La Sangiovannese è stata brava a non far arrivare palloni ai nostri attaccanti. Alla fine abbiamo conquistato un buon punto che, nelle difficoltà, vale oro. Proprio per questo a me la Lucchese è piaciuta».

«La seconda divisione è questa: partite vissute sul filo dell'equilibrio, con squadre che sanno chiudersi bene e in cui le occasioni si contano sulle dita di una mano. Non si riflette certo nelle prime gare della stagione terminate con 4 o 5 reti. In inferiorità numerica siamo riusciti ad ottenere un pareggio pesante dimostrando una grande capacità di gestire momenti difficili». Anche per il direttore sportivo rossonero la svolta è stata l'espulsione di Bova: «Quell'episodio ha condizionato tutta la partita, ma sarebbe stato difficile vincere anche in undici contro undici».

Adesso il primo inseguitore della Lucchese è il Prato, a quattro punti di distanza. «I lanieri stanno facendo bene, ma il nostro ruolino di marcia, dopo otto giornate, è di quelli che fanno stravincere il campionato. I migliori del girone, oltre al Prato e alla Lucchese, sono Gubbio, Nocerina, Bassano e San Marino. Ora dobbiamo pensare alla prossima sfida: a Vasto troveremo un ambiente caldissimo».

Ecco l'analisi dell'accompagnatore Gabriele Giuliani: «Abbiamo sofferto, eravamo lenti, il nostro gioco era prevedibile. La Sangiovannese ha avuto il tempo di piazzarsi e ha chiuso tutti gli spazi. La squadra non mi ha mai dato l'impressione di poter cambiare il passo. Con l'espulsione di Bova e la giornata-no di tutti, alla fine il pareggio va accettato con il sorriso. C'è andata pure bene perché le occasioni migliori le hanno avute gli ospiti. Hanno colpito un palo, forse l'arbitro poteva fischiare un rigore per loro. Se avessero vinto non avrebbero rubato niente».

Infine i protagonisti del derby. «E' la prima gara - spiega il difensore Claudio Lollini - che non prendiamo gol, segno che il reparto arretrato ha funzionato bene. Siamo riusciti a conquistare un punto importante soprattutto alla luce dell'espulsione di Bova. Nel primo tempo abbiamo avuto sfortuna perché abbiamo creato diverse occasioni da gol, ma non abbiamo avuto la capacità di concretizzarle. Il rigore? Non credo ci fosse. L'arbitro aveva già richiamato diverse volte Garufo, perché si buttava troppo spesso in area».

Arriva poi il centrocampista Chadi: «Se nel primo tempo fossimo andati a riposo con due gol di scarto non avremmo rubato nulla. Poi nel secondo, complice anche un po' di stanchezza, siamo calati e loro hanno iniziato a venire fuori. Un punto d'oro che ci deve far riflettere, ma al tempo stesso ci permette di guardare avanti con tranquillità. In fondo non possiamo vincerle tutte».

Per gran parte del secondo tempo Emanuel Michelotti è stato costretto ad appiccicarsi addosso a Dianda, spina nel fianco della difesa rossonera.
«La Sangiovannese è una buona squadra - commenta - che ha saputo metterci in difficoltà soprattutto dopo l'espulsione di Bova. Nel primo tempo potevamo tranquillamente vincere con due di scarto. Se i tiri di Biggi e Pera fossero entrati allora la gara avrebbe preso una piega diversa».

Francesco Mocarelli era uno degli ex di turno assieme a Galli e concorda con il pensiero dei suoi compagni di squadra: «Si tratta di un punto guadagnato - dice -. Quando siamo rimasti in dieci ci siamo abbassati e abbiamo iniziato a preoccuparci di non prendere gol. Purtroppo in casa non riusciamo ad esprimere il nostro calcio perché le avversarie vengono tutte motivate, giocando le partite come se fossero finali di Coppa dei Campioni».

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