La manifestazione
Calcio Lucchese
Giurlani tira le orecchie ai tifosi
Nicola Nucci
La Lucchese ha riguadagnato credibilità e prestigio grazie alla strepitosa promozione in C2, ad un gruppo dirigente che punta in alto senza mai fare il passo più lungo della gamba, con una gestione seria ed oculata.
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LUCCA. I conti tornano. Sotto l'aspetto sportivo, con il primato in classifica della squadra di Favarin, sotto quello finanziario con i bilanci perfettamente in regola esibiti dal club di viale San Concordio. La Lucchese ha riguadagnato credibilità e prestigio grazie alla strepitosa promozione in C2, ad un gruppo dirigente che punta in alto senza mai fare il passo più lungo della gamba, con una gestione seria ed oculata. L'uomo dei bilanci è Ugo Giurlani, presidente di Polis ed amministratore delegato della società.
Partiamo dai costi. In un anno il gruppo Cipriano-Valore ha versato molto nelle casse del club.
«Con il passaggio al professionismo i costi sono quasi raddoppiati, non tanto negli stipendi, non molto più alti dell'anno scorso, quanto nei contributi previdenziali e nell'avere una rosa ampia per essere competitivi».
Quali sono gli aspetti positivi e negativi della gestione finanziaria?
«C'è stata una buona risposta degli sponsor che sono tornati ad aiutare la Lucchese: contributi non elevati ma importanti. Dal punto di vista sportivo siamo in testa da un anno e a questo punto perché non sognare un fantastico bis? Il tasto dolente riguarda le presenze allo stadio. Francamente trovo ingiustificata questa scarsa affluenza».
Le nuove modalità di acquisto dei biglietti hanno scoraggiato una parte dei tifosi.
«Questo è vero, ma è un problema generale. Noi crediamo allo stadio come luogo di socializzazione. Vivere la partita come un'occasione per fare acquisti o mangiare, oltre la passione calcistica che non deve mancare mai. Questo è il nostro progetto per il Porta Elisa».
Intanto la legge sui nuovi stadi è passata al Senato. Siamo ad una svolta?
«Mi auguro venga approvata anche dalla Camera. La nostra idea è trasformare il Porta Elisa in uno stadio "produttivo" che generi redditi anziché costi. Così da riversare parte di questi introiti nella Lucchese».
Lei è il referente con le istituzioni per il progetto Porta Elisa. A che punto siamo?
«Entro la fine del mese sarà pronta la scheda urbanistica da parte della commissione comunale e poi attenderemo la variante per definire il progetto e le date dei lavori. Tutto sta avvenendo nella massima trasparenza. Cosa ospiterà la nuova struttura? Al momento non ci sono accordi commerciali. L'unico vincolo reale è sulla tribuna coperta e la torretta. Gradinata e curva ovest sono soggette solo a modifiche per demolire e costruire».
Per il settore giovanile ci sono progetti oltre a quello di ampliare i campi dell'Acquedotto?
«Posso dire che stiamo tessendo collaborazioni con le società calcistiche della provincia. Un serbatoio della Lucchese. Da qui deve partire la selezione delle giovani promesse».
Partiamo dai costi. In un anno il gruppo Cipriano-Valore ha versato molto nelle casse del club.
«Con il passaggio al professionismo i costi sono quasi raddoppiati, non tanto negli stipendi, non molto più alti dell'anno scorso, quanto nei contributi previdenziali e nell'avere una rosa ampia per essere competitivi».
Quali sono gli aspetti positivi e negativi della gestione finanziaria?
«C'è stata una buona risposta degli sponsor che sono tornati ad aiutare la Lucchese: contributi non elevati ma importanti. Dal punto di vista sportivo siamo in testa da un anno e a questo punto perché non sognare un fantastico bis? Il tasto dolente riguarda le presenze allo stadio. Francamente trovo ingiustificata questa scarsa affluenza».
Le nuove modalità di acquisto dei biglietti hanno scoraggiato una parte dei tifosi.
«Questo è vero, ma è un problema generale. Noi crediamo allo stadio come luogo di socializzazione. Vivere la partita come un'occasione per fare acquisti o mangiare, oltre la passione calcistica che non deve mancare mai. Questo è il nostro progetto per il Porta Elisa».
Intanto la legge sui nuovi stadi è passata al Senato. Siamo ad una svolta?
«Mi auguro venga approvata anche dalla Camera. La nostra idea è trasformare il Porta Elisa in uno stadio "produttivo" che generi redditi anziché costi. Così da riversare parte di questi introiti nella Lucchese».
Lei è il referente con le istituzioni per il progetto Porta Elisa. A che punto siamo?
«Entro la fine del mese sarà pronta la scheda urbanistica da parte della commissione comunale e poi attenderemo la variante per definire il progetto e le date dei lavori. Tutto sta avvenendo nella massima trasparenza. Cosa ospiterà la nuova struttura? Al momento non ci sono accordi commerciali. L'unico vincolo reale è sulla tribuna coperta e la torretta. Gradinata e curva ovest sono soggette solo a modifiche per demolire e costruire».
Per il settore giovanile ci sono progetti oltre a quello di ampliare i campi dell'Acquedotto?
«Posso dire che stiamo tessendo collaborazioni con le società calcistiche della provincia. Un serbatoio della Lucchese. Da qui deve partire la selezione delle giovani promesse».
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