La manifestazione
Personaggi
Mocarelli, una vita da mediano
Nicola Nucci
◗
Francesco Mocarelli (Vip)A Gubbio dal punto di vista tattico siamo stati perfetti. Abbiamo capitalizzato le occasioni superando l'esame
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LUCCA. «Una vita da mediano a recuperar palloni...». Francesco Mocarelli è tornato il grintoso e infaticabile leader del centrocampo rossonero. Il "Moca", 30 anni, incarna bene lo spirito di una Lucchese bella e operaia, che vola in testa al campionato con i gol di Biggi, ma anche la determinazione e la qualità di un collettivo che non molla mai e che attacca sino all'ultimo. Come nel vittorioso scontro diretto di Gubbio, il quarto colpo in trasferta di una Lucchese corsara. Il padre Dante, presente anche in tribuna al "Barbetti", è diventato un tifosissimo.
«Non si perde mai una gara e mi è stato molto vicino nella ripresa dopo l'infortunio di otto mesi fa a Gavorrano - confessa il centrocampista che abita a San Casciano Val di Pesa - e se c'è da criticare lo fa. Cosa dice? Che devo tirare di più. E poi? Che giocherò in serie B. Sarebbe il mio sogno arrivarci da capitano della Lucchese». A Gubbio è stato un'esame di maturità per la capolista. «È stata la gara più impegnativa contro una squadra forte che rientrerà nell'alta classifica. Un match giocato a ritmi frenetici nel primo tempo. Dal punto di vista tattico siamo stati perfetti, facendo le giuste scalature. Ci siamo difesi bene ed abbiamo capitalizzato le occasioni. Un esame superato a pieni voti».
Dalla gara contro l'Itala San Marco Mocarelli ha riconquistato i gradi di titolare e la fascia bianca al braccio dopo che nelle prime 4 giornate mister Favarin gli ha preferito il più peperino Kras.
D'altronde è tornato in campo solo il 10 maggio scorso con lo Scandicci e, dopo sei mesi di stop per la rottura del crociato del ginocchio sinistro, lo stato di forma non è ancora al massimo.
«Sto ritrovando il ritmo-partita, ma ho ancora margini di miglioramento - dice Mocarelli - le mie caratteristiche sono la corsa e la determinazione. Poi cerco di dare qualcosa in più in termini di esperienza e motivazioni. Se vuoi fare questo mestiere devi averle al massimo».
Il sogno. Dopo l'infortunio è stato il primo calciatore della vecchia guardia ad essere confermato per la stagione successiva. Quest'anno ha iniziato la sua ottava stagione rossonera. «Ho un grande attaccamento per questa maglia. Sono arrivato a Lucca a 14 anni dall'Audace Galluzzo e ci sono ritornato dodici anni dopo. Nel 1997 mister Salvemini mi fece debuttare in B a Cosenza. E chi se la scorsa quella giornata?». Adesso è il capitano della Lucchese che dopo sette giornate comanda la classifica con 18 punti (+12 dalla favorita Bassano) e punta al doppio salto di categoria. «Vincendo a Gubbio abbiamo dato un segnale forte, siamo in testa e vogliamo restarci sino alla fine. Questo momento deve aumentare la consapevolezza della nostra forza, ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Solitamente si parla di fuga a primavera. Certo, stiamo andando davvero forte. Basta dire che c'è solo un'altra squadra in C che ha fatto 18 punti e siamo a +5 in media-inglese. Le rivali? San Marino e Prato possono dare filo da torcere». Ma quale è il segreto? «Il gruppo è forte, c'è una sana competizione e una panchina all'altezza. Siamo partiti a fari spenti e nessuno si aspettava un inizio così dirompente. Senza dimenticare una società che cura ogni particolare. Il pubblico? Arriverà. Ma chi ci segue lo fa con grande passione».
Un giocatore vincente. Mocarelli è abituato a stare ai vertici. «Negli ultimi sei anni ho vinto due campionati e disputato tre playoff - ricorda - spero di continuare la serie positiva. Purtroppo quando avevo 26-27 anni mi è mancato il "salto" per giocare magari in B. Ci proverò con la Lucchese. Credo nel progetto di Giuliani e Giovannini. Favarin? Insieme a Piero Braglia è il migliore allenatore che ho avuto».
La Sangio. Domenica al Porta Elisa contro la Sangiovannese sarà l'ex di turno.
Sulla sponda valdarnese il difensore Chiarini. «Hanno perso in casa col Bellaria e vorranno rifarsi. Sono una buona squadra, ma noi vogliamo continuare a vincere. I ricordi sono ottimi, facemmo un'impresa arrivando ai playoff che soffiammo proprio alla Lucchese all'ultima giornata e siamo stati anche l'anti Napoli. Braglia mi voleva portare a Lucca».
Il calciatore con l'alloro. Fidanzato con Donatella, Mocarelli passa dagli esami sui campi verdi a quelli universitari a Firenze.
«Mi mancano quattro esami - dice -. Dovrei laurearmi nel 2011 in Economia. Le mie letture? Mi piace Ken Follett e i suoi romanzi storici».
«Non si perde mai una gara e mi è stato molto vicino nella ripresa dopo l'infortunio di otto mesi fa a Gavorrano - confessa il centrocampista che abita a San Casciano Val di Pesa - e se c'è da criticare lo fa. Cosa dice? Che devo tirare di più. E poi? Che giocherò in serie B. Sarebbe il mio sogno arrivarci da capitano della Lucchese». A Gubbio è stato un'esame di maturità per la capolista. «È stata la gara più impegnativa contro una squadra forte che rientrerà nell'alta classifica. Un match giocato a ritmi frenetici nel primo tempo. Dal punto di vista tattico siamo stati perfetti, facendo le giuste scalature. Ci siamo difesi bene ed abbiamo capitalizzato le occasioni. Un esame superato a pieni voti».
Dalla gara contro l'Itala San Marco Mocarelli ha riconquistato i gradi di titolare e la fascia bianca al braccio dopo che nelle prime 4 giornate mister Favarin gli ha preferito il più peperino Kras.
D'altronde è tornato in campo solo il 10 maggio scorso con lo Scandicci e, dopo sei mesi di stop per la rottura del crociato del ginocchio sinistro, lo stato di forma non è ancora al massimo.
«Sto ritrovando il ritmo-partita, ma ho ancora margini di miglioramento - dice Mocarelli - le mie caratteristiche sono la corsa e la determinazione. Poi cerco di dare qualcosa in più in termini di esperienza e motivazioni. Se vuoi fare questo mestiere devi averle al massimo».
Il sogno. Dopo l'infortunio è stato il primo calciatore della vecchia guardia ad essere confermato per la stagione successiva. Quest'anno ha iniziato la sua ottava stagione rossonera. «Ho un grande attaccamento per questa maglia. Sono arrivato a Lucca a 14 anni dall'Audace Galluzzo e ci sono ritornato dodici anni dopo. Nel 1997 mister Salvemini mi fece debuttare in B a Cosenza. E chi se la scorsa quella giornata?». Adesso è il capitano della Lucchese che dopo sette giornate comanda la classifica con 18 punti (+12 dalla favorita Bassano) e punta al doppio salto di categoria. «Vincendo a Gubbio abbiamo dato un segnale forte, siamo in testa e vogliamo restarci sino alla fine. Questo momento deve aumentare la consapevolezza della nostra forza, ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Solitamente si parla di fuga a primavera. Certo, stiamo andando davvero forte. Basta dire che c'è solo un'altra squadra in C che ha fatto 18 punti e siamo a +5 in media-inglese. Le rivali? San Marino e Prato possono dare filo da torcere». Ma quale è il segreto? «Il gruppo è forte, c'è una sana competizione e una panchina all'altezza. Siamo partiti a fari spenti e nessuno si aspettava un inizio così dirompente. Senza dimenticare una società che cura ogni particolare. Il pubblico? Arriverà. Ma chi ci segue lo fa con grande passione».
Un giocatore vincente. Mocarelli è abituato a stare ai vertici. «Negli ultimi sei anni ho vinto due campionati e disputato tre playoff - ricorda - spero di continuare la serie positiva. Purtroppo quando avevo 26-27 anni mi è mancato il "salto" per giocare magari in B. Ci proverò con la Lucchese. Credo nel progetto di Giuliani e Giovannini. Favarin? Insieme a Piero Braglia è il migliore allenatore che ho avuto».
La Sangio. Domenica al Porta Elisa contro la Sangiovannese sarà l'ex di turno.
Sulla sponda valdarnese il difensore Chiarini. «Hanno perso in casa col Bellaria e vorranno rifarsi. Sono una buona squadra, ma noi vogliamo continuare a vincere. I ricordi sono ottimi, facemmo un'impresa arrivando ai playoff che soffiammo proprio alla Lucchese all'ultima giornata e siamo stati anche l'anti Napoli. Braglia mi voleva portare a Lucca».
Il calciatore con l'alloro. Fidanzato con Donatella, Mocarelli passa dagli esami sui campi verdi a quelli universitari a Firenze.
«Mi mancano quattro esami - dice -. Dovrei laurearmi nel 2011 in Economia. Le mie letture? Mi piace Ken Follett e i suoi romanzi storici».
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