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Cara Lucchese, devo batterti

Luca Tronchetti
Cara Lucchese, devo batterti

Sono contento che adesso la società sia in mano a persone serie Il mio esonero servì a coprire le magagne

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LUCCA. Sui manifesti della campagna abbonamenti per i 100 anni del Gubbio campeggia la sua foto con la scritta: «La passione non ha età».

Il testimonial è Gigi Simoni, 70 anni, tra i dieci tecnici più vincenti del calcio italiano come testimoniano le otto promozioni, un torneo anglo-italiano con la Cremonese e la Coppa Uefa con l'Inter di Ronaldo.
In panchina ormai non va più. A guidare i rossoblù c'è Vincenzo Torrente, 43 anni, cuore genoano con oltre 250 presenze con la maglia del grifone.

L'allenatore gentleman è dalla primavera del 2009 il direttore dell'area tecnica del Gubbio candidato a conquistare un posto nei playoff e avversario di rango della Lucchese capolista.

STIMA FAVARIN Il nome Simoni è legato a una parentesi poco felice del calcio a Lucca. Quella dell'era Fouzi Hadj. E il suo nome è stato usato, da chi aveva interesse a falsificare la realtà, come capro espiatorio della situazione negativa che si era venuta a creare all'interno della società e della squadra.
Ma Simoni è un vecchio signore d'altri tempi e, pur restando l'amarezza, guarda avanti e plaude alla Lucchese di Giancarlo Favarin: «Sono contento che adesso la società sia sana e guidata da persone serie. - attacca l'ex allenatore rossonero nella stagione 2005-2006 - E mi fa particolarmente piacere per Giancarlo Favarin. Un bravo tecnico e una brava persona. Uno di quelli che ti guarda negli occhi quando parla e che dice sempre ciò che pensa. Un allenatore che non ha avuto la fortuna di tanti altri, magari meno preparati di lui, e ha dovuto guadagnarsi la pagnotta anno per anno con il sudore della fronte».

L'ERA HADJ Il rammarico più grande resta quello di non aver potuto concludere il lavoro a Lucca nella stagione 2006-2007: «Eravamo terzi in classifica a tre punti dalla prima - ricorda Simoni -. La squadra praticava un buon calcio e il calo era legato più a motivi societari (i calciatori non riscuotevano lo stipendio) che a problemi di natura tecnica. Io, Fulvio Pea e Spartaco Landini eravamo certi che alla fine saremo riusciti a conquistare perlomeno i playoff. Invece ci hanno fatto fuori dalla sera alla mattina. Non mi era mai capitato prima. E pensare che per sposare il progetto Lucchese ho litigato con mezza Pisa (lì il tecnico vive con la famiglia e lì ha ottenuto due promozioni in serie A) e sono tornato a fare l'allenatore quando avevo deciso di chiudere la parentesi della panchina. Mi dispiace soprattuto per quei tifosi che non hanno capito la situazione che si era venuta a creare. Ripensandoci a mente fredda il mio defenestramento e quello dei miei collaboratori era diventato indispensabile per coprire certe magagne finanziarie. Con i ragazzi parlavamo e nonostante le rassicurazioni del presidente avrei atteso ancora un po' e poi sarei intervenuto pubblicamente per denunciare il problema. Non me ne hanno dato il tempo facendomi trovare nel mio ufficio un altro dirigente (De Poli) con pieni poteri».

LA SFIDA DI DOMENICA  Gubbio-Lucchese, sfida d'alta quota. «La Lucchese è una formazione esperta. Ha cambiato poco e davanti dispone di ottimi attaccanti - afferma Simoni -. Tra l'altro Biggi è un elemento che stimo molto. Nella mia permanenza a Lucca ne avevo parlato con Landini. Lui giocava a Carrara e c'era stata una mezza idea di prenderlo. Il Gubbio? Siamo una buona formazione con tanti giovani in gamba. Uno su tutti? Rivaldo, uno che inventa e cambia volto alle partite. Purtroppo non abbiamo una panchina lunga e quando ci mancano due-tre titolari andiamo in affanno. Chi consiglierei alla Lucchese? Sandreani (il figlio dell'ex allenatore). È un centrocampista avanzato in grado di fare la differenza».

LE SQUADRE FAVORITE  Quali sono a suo giudizio le formazioni più forti del girone?
«Tra quelle affrontate l'unica che potrebbe arrivare in alto è la Sangiovannese. Una formazione equilibrata in tutti i reparti con un mix tra esperienza e gioventù ideale per fare bene in questi campionati. Il Bassano? L'abbiamo battuto meritatamente domenica scorsa al Mercante. Squadra esperta, ma con giocatori demotivati. E senza entusiasmo non si va da nessuna parte».

A Gubbio cresce l'attesa per la sfida con la capolista. Per domenica sono previsti oltre mille spettatori.
«Quando la squadra va bene allo stadio vanno quasi duemila persone. È gente appassionata che incita i giocatori dal primo al novantesimo. La società è solida (come sponsor ci sono due cementifici) e la speranza è di giocarsi la promozione ai playoff. La Prima Divisione sarebbe un sogno per questa gente».

Contro la Lucchese mancherà il centrale difensivo Briganti sostituito dal giovane Marconi.
«L'abbiamo preso dalla Sampdoria su consiglio di Pea - rivela Luigi Simoni -. Ha grandi margini di miglioramento. Facciamo un 4-3-3 a trazione anteriore. Davanti non so se il mister farà giocare il giovane Perez o l'esperto Corallo assieme a Casoli e Marotta. Io in panchina? No, non ci vado più. Ci pensa mister Torrente, lui sa cosa fare».

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