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LUCCA SPORT
Favarin vuole un clima positivo
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Favarin è alla seconda stagione in rossoneroGiancarlo Favarin vive uno stato d'animo contrastante. È soddisfatto per l'esaltante vittoria in rimonta sul Celano conquistata col cuore e il gioco. E per la vetta della classifica, dopo una partenza sprint forse anche per lui inaspettata.
Ma non ha smaltito l'amarezza nei confronti della parte del pubblico rossonero, davvero un'esigua minoranza, che ha rumoreggiato per qualche errore di troppo sotto porta e in difesa.
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LUCCA. Giancarlo Favarin vive uno stato d'animo contrastante. È soddisfatto per l'esaltante vittoria in rimonta sul Celano conquistata col cuore e il gioco. E per la vetta della classifica, dopo una partenza sprint forse anche per lui inaspettata.
Ma non ha smaltito l'amarezza nei confronti della parte del pubblico rossonero, davvero un'esigua minoranza, che ha rumoreggiato per qualche errore di troppo sotto porta e in difesa.
Nonostante una Lucchese-spettacolo. Che vince, diverte e segna a raffica. Dopo sei giornate i rossoneri, tranne la domenica storta con la Nocerina, hanno sempre vinto e comandano il girone B di Seconda divisione con 5 punti su San Marino e Carrarese.
Nessuna squadra nel calcio pro italiano ha un margine di vantaggio così cospicuo sulle inseguitrici. Eppure domenica scorsa non c'erano nemmeno tutti i 1500 fedelissimi.
«Non mi sembra che intorno alla squadra ci sia l'entusiasmo giusto - dice il tecnico con toni duri - eppure da un anno siamo in testa alla classifica, quando in altre piazze vicine ci sarebbe il pienone. Sia chiaro - precisa - non ce l'ho con quei tifosi straordinari che ci seguono ovunque. Ma con chi non viene mai oppure solo ogni tanto per cercare il pelo nell'uovo. Mi sembra che giochiamo un bel calcio, sempre all'attacco e con grande carattere, come si è visto con il Celano. Vorrei vedere un clima più positivo. Per vincere dobbiamo essere tutti uniti».
Le polemiche non scalfiscono le sue convinzioni.
«Io vado avanti per la mia strada e sono convinto che possiamo arrivare tra le prime cinque per puntare alla promozione».
Favarin, amarezza a parte, si gode l'aria della vetta, ma invita la sua squadra a restare umile perché da qui al 9 maggio il cammino è lungo.
Alle porte c'è la prima prova del fuoco in casa del Gubbio che è tornato in corsa per le prime posizioni vincendo a Bassano, la grande favorita del campionato scivolata addirittura -10 dalla vetta.
«Diciamo che è il primo vero esame, con risvolti importanti per la classifica. Adesso il Gubbio insegue ad 8 punti di distanza, ma i numeri non li guardo. È una squadra di grande caratura tecnica e di esperienza, con individualità di spicco, come Rivaldo, Boisfer, Marotta, Corallo. Dovremo cercare di sbagliare meno».
Al "San Biagio" mister Favarin potrebbe cambiare assetto, soprattutto in difesa.
«Qualcosa potrei cambiare, vedremo. Venturelli? Domenica potrebbe fare una sosta per recuperare dal punto di vista emotivo e riprendere in Coppa Italia ad Arezzo. Il mio obiettivo è, gradualmente, di farlo tornare un leader della difesa. È chiaro che da una parte per recuperare fisicamente deve giocare, dall'altra, essendo ancora fuori forma, non possiamo rischiare scompensi difensivi. Ma Venturelli non si discute mai».
La palpitante vittoria col Celano (3-2) ha confermato pregi (tanti) e difetti (pochi) della Lucchese. Una squadra agli antipodi: segna tanto, ma subisce troppo. Un fatto decisamente insolito per una capolista.
«È evidente che c'è qualcosa da registrare negli equilibri tattici. Contro il Celano abbiamo concesso troppo. Siamo una squadra dagli eccessi. Ma non rinnego il mio calcio propositivo, offensivo. L'importante è segnare più degli altri. E poi con questo atteggiamento abbiamo vinto un campionato e siamo ancora in testa».
Ma non ha smaltito l'amarezza nei confronti della parte del pubblico rossonero, davvero un'esigua minoranza, che ha rumoreggiato per qualche errore di troppo sotto porta e in difesa.
Nonostante una Lucchese-spettacolo. Che vince, diverte e segna a raffica. Dopo sei giornate i rossoneri, tranne la domenica storta con la Nocerina, hanno sempre vinto e comandano il girone B di Seconda divisione con 5 punti su San Marino e Carrarese.
Nessuna squadra nel calcio pro italiano ha un margine di vantaggio così cospicuo sulle inseguitrici. Eppure domenica scorsa non c'erano nemmeno tutti i 1500 fedelissimi.
«Non mi sembra che intorno alla squadra ci sia l'entusiasmo giusto - dice il tecnico con toni duri - eppure da un anno siamo in testa alla classifica, quando in altre piazze vicine ci sarebbe il pienone. Sia chiaro - precisa - non ce l'ho con quei tifosi straordinari che ci seguono ovunque. Ma con chi non viene mai oppure solo ogni tanto per cercare il pelo nell'uovo. Mi sembra che giochiamo un bel calcio, sempre all'attacco e con grande carattere, come si è visto con il Celano. Vorrei vedere un clima più positivo. Per vincere dobbiamo essere tutti uniti».
Le polemiche non scalfiscono le sue convinzioni.
«Io vado avanti per la mia strada e sono convinto che possiamo arrivare tra le prime cinque per puntare alla promozione».
Favarin, amarezza a parte, si gode l'aria della vetta, ma invita la sua squadra a restare umile perché da qui al 9 maggio il cammino è lungo.
Alle porte c'è la prima prova del fuoco in casa del Gubbio che è tornato in corsa per le prime posizioni vincendo a Bassano, la grande favorita del campionato scivolata addirittura -10 dalla vetta.
«Diciamo che è il primo vero esame, con risvolti importanti per la classifica. Adesso il Gubbio insegue ad 8 punti di distanza, ma i numeri non li guardo. È una squadra di grande caratura tecnica e di esperienza, con individualità di spicco, come Rivaldo, Boisfer, Marotta, Corallo. Dovremo cercare di sbagliare meno».
Al "San Biagio" mister Favarin potrebbe cambiare assetto, soprattutto in difesa.
«Qualcosa potrei cambiare, vedremo. Venturelli? Domenica potrebbe fare una sosta per recuperare dal punto di vista emotivo e riprendere in Coppa Italia ad Arezzo. Il mio obiettivo è, gradualmente, di farlo tornare un leader della difesa. È chiaro che da una parte per recuperare fisicamente deve giocare, dall'altra, essendo ancora fuori forma, non possiamo rischiare scompensi difensivi. Ma Venturelli non si discute mai».
La palpitante vittoria col Celano (3-2) ha confermato pregi (tanti) e difetti (pochi) della Lucchese. Una squadra agli antipodi: segna tanto, ma subisce troppo. Un fatto decisamente insolito per una capolista.
«È evidente che c'è qualcosa da registrare negli equilibri tattici. Contro il Celano abbiamo concesso troppo. Siamo una squadra dagli eccessi. Ma non rinnego il mio calcio propositivo, offensivo. L'importante è segnare più degli altri. E poi con questo atteggiamento abbiamo vinto un campionato e siamo ancora in testa».
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