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Biggi, l'ultrà che diventa il bomber
Nicola Nucci /
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Damiano Biggi bomber rossonero con 4 golDopo il terzo gol con il Celano un bacio al tatuaggio che porta al braccio sinistro con scritto il nome di sua figlia
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LUCCA. Bacia il tatuaggio che porta sull'avambraccio sinistro con la scritta Rachele, il nome della sua bambina di due anni, appena la palla del 3-2 rotola in fondo alla rete. Il gol della vittoria sul Celano, quello che lo consacra bomber rossonero d'inizio stagione con quattro centri in campionato. È arrivato tardi al professionismo Damiano Biggi. A 25 anni. Come Manuel Pera e Marino Taddeucci. Sarà un caso, ma da quando la «Locomotiva» ha messo su famiglia - vive a Castelnuovo con la fidanzata che gli ha regalato una splendida bambina - il suo rendimento è diventato costante e il numero dei gol è salito. La sua è una favola a lieto fine. Venturelli lavorava in cartiera, Pera in un calzaturificio, Taddeucci nella pasticceria paterna. Biggi faceva il muratore. Dopo le giovanili nella Lucchese e la Juniores nel Montecatini a 21 anni, nella stagione 1997-98, era la punta di diamante di una squadra di paese: il Castelvecchio di Compito, Terza Categoria, l'ultimo gradino del calcio dilettantistico. Nessuno aveva creduto in lui. Niente da dire sulle sue qualità tecniche, ma a livello caratteriale era lontano anni luce dal prototipo del calciatore. Immaturo, impulsivo, poco incline alla vita d'atleta. A Castelvecchio segna in tutti i modi. Di piede, di testa, su punizione, su rigore. Il suo trasferimento al Vorno in Seconda Categoria fece scalpore: 15 milioni. E nel 1999 arriva anche una chiamata in C2: dal Cosenza. Il provino in Calabria va bene, ma lui non regge la lontananza. E torna in Lucchesia.
Dal Vorno passa al Montecatini in Eccellenza. Ma il tempo scorre e gli anni sono già 24. Il treno del calcio che conta sembra lontano, irraggiungibile. E invece ecco spuntare all'orizzonte i fratelli Paolo e Fabrizio Giovannini. Già, l'attuale direttore sportivo della Lucchese e quello della Folgor Marlia. «Mi hanno preso dal Forte dei Marmi in Eccellenza alla fine della stagione 2001-2002 per portarmi al Castelnuovo in C2. Senza il loro intuito sarei rimasto per sempre nei dilettanti. Invece a 32 anni sono arrivato nella Lucchese, la squadra della mia città. Siamo in testa alla classifica, sono il bomber e ho conquistato la fiducia dei tifosi. Cosa voglio di più dalla vita?».
LUCCHESE D'ADOZIONE «Vivo a Lucca da 25 anni. - racconta Biggi - Ne avevo cinque quando mio padre che fa il camionista per lavoro si è trasferito da Sarzana dove io sono nato. Ho iniziato ad appassionarmi alle vicende della Lucchese da quando andavo alle medie. La curva Ovest era la mia seconda casa. Oggi abito a Castelnuovo, sono fidanzato con una stupenda ragazza del posto ed abbiamo una splendida bambina di due anni. A lei ho dedicato il gol della vittoria con il Celano». Un Biggi tirato a lucido, anche più maturo ed equilibrato. «Una volta ero una testa calda, troppo impulsivo e forse è stato un limite che mi ha tarpato le ali. Potevo giocare in categorie superiori? Mi accontento di dove sono arrivato. La gavetta tra i dilettanti è stata formativa e mi ha insegnato ad essere umile, a tenere i piedi per terra per conquistare sempre nuovi traguardi. I gol? Mi vedo di più nei panni del suggeritore. Ma in questa Lucchese mi muovo come un pesce nell'acqua. Vorrei andare almeno in doppia cifra. In occasione dell'assist per Pera che ha sancito il primo gol sono stato altruista perchè con l'esperienza ho imparato ad essere meno solista e a giocare per la squadra»
A Lucca è arrivato con un anno di ritardo. «È vero, già la scorsa estate Giovannini mi aveva cercato, ero nei piani della Lucchese, ma ormai avevo dato la parola al Gavorrano».
BIGGI GOLEADOR Con 4 gol in 6 gare Biggi è il nuovo capocannoniere della Lucchese che ha il secondo migliore attacco del torneo (11 gol contro i 12 del San Marino), ma anche la peggior difesa del campionato (11 al passivo) a pari merito con la Pro Vasto. Una partenza sprint per la punta che lo scorso anno in D nel Gavorrano ha segnato 20 reti. Eppure, nella sua carriera professionistica, non è mai andato oltre quota 10 reti (nel Castelnuovo in C2). «Non avevo mai iniziato così bene - racconta la punta ex Castelnuovo, Massese e Carrarese - merito dei movimenti tattici giusti, delle motivazioni e dell'intesa con gli altri compagni di reparto, sia con attaccanti di movimento come Pera, sia con centravanti-boa come Scandurra e Taddeucci».
Con mister Favarin c'è un grande feeling. «Ha carisma da vendere ed è coerente nel suo credo tattico. Con i suoi moduli facciamo tanti gol, ma dobbiamo essere più concreti e cinici davanti al portiere. La sfida con il Gubbio? Sono loro a doversi preoccupare. Noi in trasferta abbiamo fatto tre su tre».
Dal Vorno passa al Montecatini in Eccellenza. Ma il tempo scorre e gli anni sono già 24. Il treno del calcio che conta sembra lontano, irraggiungibile. E invece ecco spuntare all'orizzonte i fratelli Paolo e Fabrizio Giovannini. Già, l'attuale direttore sportivo della Lucchese e quello della Folgor Marlia. «Mi hanno preso dal Forte dei Marmi in Eccellenza alla fine della stagione 2001-2002 per portarmi al Castelnuovo in C2. Senza il loro intuito sarei rimasto per sempre nei dilettanti. Invece a 32 anni sono arrivato nella Lucchese, la squadra della mia città. Siamo in testa alla classifica, sono il bomber e ho conquistato la fiducia dei tifosi. Cosa voglio di più dalla vita?».
LUCCHESE D'ADOZIONE «Vivo a Lucca da 25 anni. - racconta Biggi - Ne avevo cinque quando mio padre che fa il camionista per lavoro si è trasferito da Sarzana dove io sono nato. Ho iniziato ad appassionarmi alle vicende della Lucchese da quando andavo alle medie. La curva Ovest era la mia seconda casa. Oggi abito a Castelnuovo, sono fidanzato con una stupenda ragazza del posto ed abbiamo una splendida bambina di due anni. A lei ho dedicato il gol della vittoria con il Celano». Un Biggi tirato a lucido, anche più maturo ed equilibrato. «Una volta ero una testa calda, troppo impulsivo e forse è stato un limite che mi ha tarpato le ali. Potevo giocare in categorie superiori? Mi accontento di dove sono arrivato. La gavetta tra i dilettanti è stata formativa e mi ha insegnato ad essere umile, a tenere i piedi per terra per conquistare sempre nuovi traguardi. I gol? Mi vedo di più nei panni del suggeritore. Ma in questa Lucchese mi muovo come un pesce nell'acqua. Vorrei andare almeno in doppia cifra. In occasione dell'assist per Pera che ha sancito il primo gol sono stato altruista perchè con l'esperienza ho imparato ad essere meno solista e a giocare per la squadra»
A Lucca è arrivato con un anno di ritardo. «È vero, già la scorsa estate Giovannini mi aveva cercato, ero nei piani della Lucchese, ma ormai avevo dato la parola al Gavorrano».
BIGGI GOLEADOR Con 4 gol in 6 gare Biggi è il nuovo capocannoniere della Lucchese che ha il secondo migliore attacco del torneo (11 gol contro i 12 del San Marino), ma anche la peggior difesa del campionato (11 al passivo) a pari merito con la Pro Vasto. Una partenza sprint per la punta che lo scorso anno in D nel Gavorrano ha segnato 20 reti. Eppure, nella sua carriera professionistica, non è mai andato oltre quota 10 reti (nel Castelnuovo in C2). «Non avevo mai iniziato così bene - racconta la punta ex Castelnuovo, Massese e Carrarese - merito dei movimenti tattici giusti, delle motivazioni e dell'intesa con gli altri compagni di reparto, sia con attaccanti di movimento come Pera, sia con centravanti-boa come Scandurra e Taddeucci».
Con mister Favarin c'è un grande feeling. «Ha carisma da vendere ed è coerente nel suo credo tattico. Con i suoi moduli facciamo tanti gol, ma dobbiamo essere più concreti e cinici davanti al portiere. La sfida con il Gubbio? Sono loro a doversi preoccupare. Noi in trasferta abbiamo fatto tre su tre».
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