Il Tirreno

Lucca

lucca sport

Nikolas Kras, felice di stupire

Nicola Nucci
Nikolas Kras (Vip)
◗
Nikolas Kras (Vip)

Tra i volti nuovi della Lucchese è sicuramente il biondo mancino Nikolas Kras la sorpresa di questo pre-campionato. Per corsa, dinamismo e visione di gioco. Il centrocampista abruzzese, ragazzo solare e vivace, si è imposto alla ribalta per la sua aggressività e il buon senso tattico e ha ricevuto numerosi elogi da tecnici e dirigenti rossoneri.

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Tra i volti nuovi della Lucchese è sicuramente il biondo mancino Nikolas Kras la sorpresa di questo pre-campionato. Per corsa, dinamismo e visione di gioco. Il centrocampista abruzzese, ragazzo solare e vivace, si è imposto alla ribalta per la sua aggressività e il buon senso tattico e ha ricevuto numerosi elogi da tecnici e dirigenti rossoneri.

Il direttore sportivo Paolo Giovannini ci ha visto giusto nel puntare su questo ragazzo di vent'anni prelevato durante le fasi del calciomercato in comproprietà dalla Reggina. Un approccio deciso e sfrontato, dopo una stagione in cui ha giocato poco.
Kras - che punta quindi a riscattarsi e a dimostrare il suo valore con la maglia rossonera - si racconta in questa intervista al nostro giornale.

Se l'aspettava di imporsi già all'attenzione generale così presto, già nella fase di preparazione al campionato di Seconda divisione?
«Ho tanta voglia di mettere alle spalle un anno turbolento e mettere in difficoltà mister Giancarlo Favarin nelle sue scelte. Spero di esserci già riuscito e voglio continuare su questa strada».

A questo punto può candidarsi per un posto da titolare nella Lucchese che vuole disputare una stagione da protagonista.
«Ci proverò, ma nella rosa ci sono centrocampisti di grande spessore ed esperienza».

Rispetto a Chadi, Carloto e Mocarelli però lei può dare un cambio di marcia alla manovra e scompigliare l'assetto tattico degli avversari.
«Sono portato per fare il centrocampista centrale, sia la fase offensiva che difensiva. Mi piace anche prendere l'iniziativa. Anche se da piccolo il mio idolo era Paolo Maldini».

Simonelli però la faceva giocare esterno "alto" di sinistra nel 4-4-2. Snaturando le sue caratteristiche. E per questo motivo che in Riviera non si è ambientato?
«Oltre ad incomprensioni tattiche con l'allenatore, c'è stato da fare i conti con un'infezione virale che mi ha tenuto fermo un mese. A gennaio sono rientrato alla Reggina. L'anno prima avevo disputato un buon torneo nelle file del Manfredonia».

Con la Primavera della Reggina ha disputato la fase finale in Trentino. Pensa di tornare a vestire la maglia amaranto?
«In questa stagione nella Lucchese vorrei ritagliarmi più spazio ed essere confermato per la prossima stagione. In C1? Meglio non fare proclami. Credo, però, che abbiamo le carte in regola per stazionare nelle prime posizioni. Vedremo partita dopo partita quello che succederà».

È nato il 17 marzo 1989 ad Avezzano, vicino l'Aquila. Ma il suo cognome è straniero.
«Mio padre è canadese e si è trasferito per lavoro in Abruzzo. Una terra che è stata colpita duramente dal terremoto. Vorrei dedicare loro il mio primo gol nella stagione che sta per cominciare».

Quali sono le sue passioni?
«Viaggiare. Vorrei fare un "coast to coast" negli Stati Uniti. Gli studi? Ho in tasca un diploma da ragioniere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa