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Favarin si coccola la nuova Lucchese

Luca Tronchetti
Nella foto grande mister Favarin indica il cammino da compiere in Seconda Divisione, sotto un presa del portiere Federico Nicastro che è atteso in sede per la firma
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Nella foto grande mister Favarin indica il cammino da compiere in Seconda Divisione, sotto un presa del portiere Federico Nicastro che è atteso in sede per la firma

Legge, studia, s'informa. Giancarlo Favarin, 51 anni, fresco vincitore del campionato di serie D, non si ferma un minuto. Conta i giorni che lo separano dalla ripresa dell'attività agonistica: dal ritiro all'hotel Country di Fontananuova. Da lì è iniziata la splendida avventura della passata stagione, da lì ricomincia il futuro nel calcio professionistico.

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LUCCA Legge, studia, s'informa. Giancarlo Favarin, 51 anni, fresco vincitore del campionato di serie D, non si ferma un minuto. Conta i giorni che lo separano dalla ripresa dell'attività agonistica: dal ritiro all'hotel Country di Fontananuova. Da lì è iniziata la splendida avventura della passata stagione, da lì ricomincia il futuro nel calcio professionistico.

Mister, le piace la nuova Lucchese?
«Molto. Sono soddisfatto dell'organico che Paolo Giovannini mi ha messo a disposizione. Non vedo l'ora di ricominciare. Abbiamo mantenuto inalterata l'ossatura della squadra che ci ha portato in Seconda Divisione migliorandola con l'innesto di elementi di categoria e di giovani interessanti. Credo che anche quest'anno ci divertiremo».

Lucchese favorita dunque..
«Alt. Sappiamo di avere un buon telaio, ma non siamo i soli. Ci sono 4-5 squadre di livello con le quali confrontarci. Bassano, Cisco Roma, Sangiovannese, Viareggio, Prato se non ripescano, Spezia e Cassino se vengono inserite nel nostro girone sono le formazioni da battere. Noi siamo una neo promossa e non dobbiamo scordarcelo. Facendo due conti dico che occorrono 44 punti per salvarci e 54-55 per conquistare i playoff. Questi sono i nostri punti fermi, gli obiettivi da raggiungere in fretta. Ai tifosi dico di non agitarsi alle prime difficoltà che sicuramente ci saranno. E ricordo che l'anno passato la Fidelis Andria conquistò gli spareggi promozione con 11 sconfitte e 7 pari. Sarei contento di arrivare all'ultima giornata di campionato con un punto di vantaggio sulla sesta in classifica. Avremmo centrato l'obiettivo».

Che peso avrà la Coppa Italia?
«Le amichevoli con le formazioni di serie A e B (Reggina, Empoli e Livorno) serviranno per capire il grado di personalità dei ragazzi e la compatezza del gruppo. Quelle di Coppa saranno utili per il rodaggio. Non fraintendetemi. Non vogliamo snobbare la manifestazione. Ma il nostro obiettivo è il campionato e quindi se ci sarà da sperimentare lo faremo in Coppa. Lì capiremo cosa manca per migliorare l'organico».

Quali novità ha in mente per la prossima stagione?
«Ho in testa due moduli: il classico 3-4-3 e il più coperto 4-4-2. Tutto dipenderà dal recupero di Venturelli. È il leader della difesa ed è reduce da un grave infortunio. Un elemento di grande personalità, insostituibile nel modo di guidare il reparto. Sin dall'inizio lo coinvolgerò nelle sedute di lavoro anche perchè lui deve svolgere il suo programma differenziato. Per questo proverò anche uno schieramento più coperto che prevede due difensori centrali e due difensori esterni. Voglio poi vedere all'opera il vero Carloto e lavoreremo per la consacrazione definitiva di Pera. Nelle sedute con il preparatore Ducci collaborerà un analista che attraverso test specifici capirà chi sta meglio e chi sta peggio durante la settimana in modo da poter fare le scelte migliori la domenica».

Cosa chiede alla tifoseria.
«Ora non ci sono più scuse. Mi aspetto dai duemila ai tremila spettatori a domenica. Con oscillazioni verso l'alto in caso di vittoria, gol e bel gioco. Le linee guida della nostra filosofia di calcio».

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