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L’alunna è ricoverata, l’esame di terza media si fa in pediatria a Pisa. I genitori ai prof: «Gesto straordinario»

di Valentina Landucci
L’alunna è ricoverata, l’esame di terza media si fa in pediatria a Pisa. I genitori ai prof: «Gesto straordinario»

La storia di una studentessa di Lammari e il grazie della famiglia agli insegnanti

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LUCCA. Ci siamo passati tutti, da studenti. E poi molti anche da genitori, nonni, zii, guardando crescere figli e nipoti. Per qualcuno è stato un momento da dimenticare, obiettivo peraltro difficile da raggiungere. Per altri una festa arrivata dopo la fatica, la paura, l’ansia che prende lo stomaco e fa traballare le proprie piccole certezze di fronte a una prova. Del resto si chiama “esame”. E se hai 13 o 14 anni e sei al terzo anno della scuola secondaria di primo grado, è proprio il primo vero esame della carriera scolastica.

Basterebbe questo per capire l’importanza di cosa hanno vissuto e vivono in questi giorni gli studenti e le studentesse della terza media (come si diceva una volta). Per una di loro, però, l’emozione è stata più grande, la paura di non riuscire a darlo, quell’esame lì, infinitamente maggiore. E la gioia, alla fine di tutto, ci immaginiamo, ancora più eccezionale.

Perché l’aula nella quale ha discusso la tesina preparata per l’esame non era quella della sua scuola, ma la biblioteca del reparto di pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, dove da qualche tempo è ricoverata. Un percorso terapeutico che l’ha tenuta lontana da scuola in un momento cruciale e le ha fatto temere di non farcela. E invece lei è stata più forte della paura. Anche grazie a chi le ha dato la possibilità di dimostrarla questa forza: i suoi insegnanti.

L’intera commissione d’esame e il dirigente scolastico ha preso armi e bagagli e da Lammari (dove la studentessa ha frequentato la scuola secondaria di primo grado) si è trasferita a Pisa, in Pediatria.

A raccontarlo, con l’intento di dire grazie a quei professori per un «gesto nel quale abbiamo visto una grandissima unità, spiegano, sono stati i familiari della giovane alunna.

«Ci sono gesti importanti che resteranno impressi nella vita di chi li ha vissuti – scrivono – Nostra figlia avrebbe dovuto sostenere l'esame orale di terza media insieme ai suoi compagni, nella sua scuola, vivendo uno dei momenti più importanti del suo percorso scolastico. Purtroppo il ricovero in ospedale le ha impedito di essere presente in aula. Eppure, grazie alla sensibilità e all'umanità dei suoi insegnanti, quel momento non le è stato negato».

«Tutti i docenti della commissione, al completo, compreso il preside, hanno scelto di raggiungerla in ospedale per permetterle di sostenere il suo esame – raccontano ancora – Non era soltanto un adempimento scolastico: era un messaggio potente. Era il modo di dire a una ragazza che, nonostante le difficoltà, continuava a essere una studentessa, una persona, una parte della sua comunità».

«Come genitori desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine a ciascuno di loro – prosegue il racconto – In giorni difficili, hanno dimostrato che la scuola non è fatta soltanto di programmi, verifiche e voti, ma soprattutto di persone, e di umanità».

«Spesso si parla della scuola per evidenziarne i problemi. Oggi sentiamo invece il dovere di raccontare un esempio di scuola che funziona, una scuola capace di guardare oltre le circostanze, di adattarsi alle difficoltà e di mettere al centro gli studenti e le loro famiglie» aggiungono, elencando una ad uno i nomi dei protagonisti di questa piccola ma grandissima occasione di umanità.

«Un grazie a tutti i docenti: Chiara Squaglia, Ilaria Massei, Silvia Di Grazia, Luca De Santi, Paola Dal Poggetto, Diana Gaci Scaletti, Giacomo Mornelli, Cecilia Del Guerra, Marco Galliani, Anna Tomei e al preside della scuola media Nottolini di Lammari, professor Giacomo de Meo che hanno reso possibile questo momento. Non dimenticheremo la vostra straordinaria umanità». 

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