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Calcioscommesse in C, Antoni: «Nessuna combine, squalificato per una sola e piccola giocata»

di Alessandro Lazzerini

	Edoardo Antoni, qui ai tempi della Lucchese
Edoardo Antoni, qui ai tempi della Lucchese

Il terzino classe 1999, ora al Monopoli, è stato squalificato per otto mesi (ridotti a quattro) e ha ricevuto un’ammenda di 5.000 euro

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LUCCA. Otto mesi di squalifica (ridotti a quattro) e 5.000 euro di ammenda. E’ questa la sanzione che è toccata ad Edoardo Antoni, lucchese classe 1999, ex giocatore di Lucchese e Livorno e oggi tesserato per il Monopoli nel girone C di Serie C, reo di aver scommesso con un conto a suo nome su gare di calcio nazionale. I fatti contestati risalgono ai tempi in cui il terzino sinistro giocava nel Tau Altopascio, in Serie D. Insieme a lui squalificati e multati anche Alessandro Selvini e Gabriele Giacchino, entrambi ex Lucchese.

La risposta

Il giocatore ha affidato la propria risposta a un post pubblicato sui propri profili social. «Mi trovo ancora una volta ad affrontare una situazione spiacevole, lontana da ciò che per me questo sport ha sempre rappresentato e che, inoltre, rischia di restituire un’immagine di me distante dalla realtà. A seguito delle notizie diffuse da diverse testate giornalistiche, ritengo doveroso fare chiarezza. Mi sono state attribuite numerose giocate non consentite risalenti al periodo in cui militavo in una società dilettantistica, quando in realtà la contestazione riguarda un’unica giocata. Ho dovuto concordare una squalifica di 4 mesi per un episodio risalente a tre anni fa, quando militavo ancora nel calcio dilettantistico. Quando alzarsi alle 5 del mattino per andare a lavorare era la normalità e il pomeriggio era dedicato ad allenarmi e coltivare quella passione che questo sport mi ha sempre trasmesso. Il fatto contestato riguarda un unico errore: ignoravo l'esistenza di una regola che mi vietava una giocata da me effettuata con la superficialità di un ragazzo di 22 anni, senza alcun fine o vantaggio». 

L’importo della giocata

«Inoltre, sono stato accostato al tema del calcio scommesse, quando la giocata che mi è stata contestata, peraltro perdente, effettuata tre anni fa riguarda una partita di un girone dilettantistico diverso da quello in cui militavo, per un importo di 10€, senza alcun legame con dinamiche di combine o manipolazione. Dal momento in cui ho avuto l'opportunità di affacciarmi al mondo professionistico, ero pienamente consapevole del divieto di effettuare qualsiasi tipo di giocata e, infatti, non ho commesso alcuna violazione». 

«Un errore in buona fede»

Il post del giocato lucchese prosegue. «Si è trattato di un errore commesso in buona fede e del quale mi sono assunto pienamente la responsabilità, ritenendo giusto pagarne le conseguenze. Desidero, tuttavia, precisare con assoluta chiarezza che quanto si sta dicendo e leggendo in merito a presunti coinvolgimenti in dinamiche di alterazione dei risultati o favoreggiamenti legati alle scommesse non corrisponde in alcun modo alla realtà dei fatti. Nel corso della mia carriera ho sempre onorato i colori con impegno, correttezza e professionalità, dando costantemente tutto me stesso dentro e fuori dal campo. Allo stesso tempo, questo episodio non può e non deve definire la persona che sono. Nonostante tutto, non ho alcuna intenzione di fermarmi. Affronterò anche questo momento con responsabilità, sfruttando questo periodo per recuperare energie fisiche e mentali e tornare ancora più determinato. Continuerò a lavorare in silenzio, con rispetto per il mio percorso e per chi mi conosce davvero». 

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