Il Tirreno

Lucca

Territorio fragile

Franano muro e marciapiede, strada sospesa sulla Lima. La cronaca di un crollo annunciato: il progetto c’è (da anni) ma costa troppo

di Emanuela Ambrogi e Gianni Parrini
La zona della frana
La zona della frana

E c’è un dato che fa riflettere: il 10 per cento della popolazione provinciale vive in zone a elevato rischio di smottamenti

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BAGNI DI LUCCA. A vedere quel muro scavato, svuotato fino all’osso, con la strada rimasta sospesa sopra il vuoto e i blocchi precipitati nel letto della Lima, viene da pensare che la Mediavalle del Serchio non è poi così lontana dalla Sicilia di Niscemi. Certo, qui non è crollata una collina, non ci sono case evacuate né sfollati.

Il crollo

Ma l’immagine è quella di una ferita netta, che mostra cosa c’è sotto la superficie di asfalto e cemento: terra friabile, murature indebolite, infrastrutture che reggono finché possono e poi mollano di colpo. È l’istantanea di un rischio noto, verrebbe da dire annunciato, che alla fine presenta il conto.

Come è accaduto ieri mattina presto, 16 febbraio, quando un tonfo sordo ha svegliato gli abitanti di Ponte a Serraglio. A provocarlo il cedimento del muro di sostegno lungo la strada provinciale 18 che collega Ponte a Serraglio a Fornoli. Il crollo del muro del Nottolini ha reso quasi pensile la strada, sospesa sopra la Lima, proprio nel punto – dopo il Casinò e nei pressi della deviazione per Granaiola, in località La Cova – in cui mesi fa la Provincia aveva posto la fila di paletti, per circa 60-70 metri, al fine di impedire la sosta delle auto sul marciapiede, che – per l’appunto – era considerato a rischio smottamento. Non ci sono state vittime, ma il crollo ha reso la strada inagibile (chissà per quanto) e reso un rompicapo la già risicata viabilità della valle del Serchio.

La viabilità e l’intervento

Chi deve andare a Fornoli deve immettersi sulla statale del Brennero dal ponte a Ponte a Serraglio. Nel pomeriggio è stata chiusa anche la passerella pedonale che consentiva a residenti e commercianti di raggiungere i parcheggi sull’altra sponda della Lima. Stando alle prime ricostruzioni lo smottamento è stato causato dalle infiltrazioni d’acqua e dagli effetti erosivi delle precipitazioni, più che dal normale deflusso del Lima.

Ora si procederà con un intervento di somma urgenza da circa 150mila euro per mettere in sicurezza l’area e tentare di riaprire la strada a senso unico alternato. Una toppa necessaria, ma che non risolve il problema strutturale. Il punto non è la tecnica, è che non ci sono i soldi. Le disponibilità della Provincia sono poche. E senza un’emergenza regionale o nazionale, questi interventi non si fanno.

Il progetto...nel cassetto

Del resto, la soluzione c’è ma da anni è chiusa in un cassetto. Nell’agosto 2024, al Casinò, la Provincia e il Comune presentarono un progetto definitivo da circa 5 milioni per la messa in sicurezza di 600 metri di marciapiede a sbalzo lungo la strada provinciale, ovvero quella interessata dal cedimento di ieri. Un intervento complesso, legato anche ai vincoli della Soprintendenza, che prevedeva il consolidamento del paramento murario dell’architetto Nottolini e la riqualificazione della passerella. Un progetto vero, nero su bianco. Ma senza copertura finanziaria. Da allora, nulla si è mosso, se non l’installazione di 18 paletti per impedire la sosta delle auto sul marciapiede. Un surrogato di sicurezza che i residenti non gradirono, tanto che una parte di quei paletti finì nel fiume.

Il caso di Ponte a Serraglio, però, è solo un tassello di un mosaico molto più ampio. I numeri parlano chiaro: in provincia di Lucca il 10,4% della popolazione, pari a 39.882 persone, e il 15,1% degli edifici si trovano in aree a rischio elevato o molto elevato di frana, secondo i dati Ispra. Una percentuale che non resta sulla carta. Si traduce in frane e smottamenti che, tra Mediavalle, Garfagnana e zone collinari della Piana, diventano quasi ordinari nella brutta stagione.

Il tema

Basta guardarsi indietro. Nel marzo 2025 un altro smottamento lungo la Lima, a breve distanza dal punto del crollo di ieri. Oppure qualche giorno fa, la frana a Loppia, nel Comune di Barga. Per non parlare dei cantieri infiniti sulla statale del Brennero: a marzo scorso il maltempo isolò per ore Bagni di Lucca e Chifenti: statale chiusa per lavori Anas, la 445 interrotta tra Fornoli e Calavorno, la provinciale 55 verso Tereglio-Vitiana inutilizzabile, la via di Corsagna messa in ginocchio da un traffico insostenibile.

Questa fragilità non coinvolge solo la Valle. Anche Lucca città non è immune: nei giorni scorsi una frana ha interessato via della Chiesa XXII, la strada comunale che porta a San Macario in Monte, invasa da un movimento franoso partito da un terreno privato. Segnali diversi, stessa fragilità.

Il quadro che emerge è quello di un territorio esposto, in cui eventi come quello di ieri sono, di fatto, annunciati. La manutenzione ordinaria non basta più, quella straordinaria costa milioni che gli enti locali non hanno.

Il ponte di Sant’Ansano, ancora chiuso perché mancano le risorse per renderlo di nuovo transitabile. Mentre di quello ipotizzato tra Fornoli e Pian della Rocca, un’opera ritenuta strategica, oggi non si sente più parlare. E così si procede per emergenze, tamponando, sperando che tenga. Fino alla prossima pioggia insistente. Fino al prossimo muro che cede.

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