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Terme, ecco il privato pronto a gestire Varraud e Casa Boccella

di Pietro Barghigiani
Terme, ecco il privato pronto a gestire Varraud e Casa Boccella

La Bagni di Lucca Srl si fa avanti dopo il rilancio dello stabilimento Bernabò

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BAGNI DI LUCCA. Un passo avanti deciso per far rinascere lo stabilimento termale Jean Varraud e Casa Boccella. Siamo ancora a livello di proposte su carta, ma poco alla volta si chiarisce un percorso che vede il privato protagonista di un’operazione che sta a cuore al Comune e che rianimerebbe una delle vocazioni turistiche per cui è conosciuto il territorio.

La società Bagni di Lucca Srl, che da anni ha rilanciato lo stabilimento Bernabò, ha formalizzato un progetto sul quale c’è stato un primo gradimento della giunta Michelini. Il modello economico è quello del project financing dove il privato mette i soldi per gestire un bene, che resta pubblico, come quello termale.

«La giunta intende garantire la fruibilità delle acque termali e valorizzare le risorse esistenti, riconoscendo l’importanza delle attività termali per il Comune di Bagni di Lucca dal punto di vista identitario, ambientale, culturale e terapeutico» è la premessa dell’amministrazione che il 14 aprile scorso ha ricevuto una proposta di finanza di progetto da parte della “Bagni di Lucca Srl”, capitale sociale di 20mila euro e amministratrice unica, Francesca Vezzosi, 40 anni, di Reggio Emilia.

Numeri, sostenibilità finanziari e cosa vogliono fare per far ripartire lo stabilimento termale sono stati valutati dagli uffici comunali, anche avvalendosi del supporto della società Smart Procurament e altri esperti, «facenti parte di un gruppo di lavoro, che ha svolto un esame complessivo della proposta di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione e gestione dello Stabilimento Termale di Bagni di Lucca – si legge nella delibera di giunta – considerato che tale proposta include la riqualificazione della Casa Boccella, di una porzione del complesso Jean Varraud e di un’area esterna adiacente, da adibire a servizi termali, cure, trattamenti, massaggi e zona relax».

Per l’amministrazione Michelini «l’intervento proposto può essere valutato conveniente anche in rapporto alla verifica positiva del trasferimento in capo al partner privato proponente del rischio operativo». Il piano Economico-Finanziario (Pef) della proposta, della durata di 12 anni (fino al 2037) , che è stato asseverato dalla società Audita Srl.

Il valore complessivo della concessione è di 9. 659. 075 euro, mentre l’investimento totale per le opere è di circa 785. 000 euro, comprensivo di Iva e la copertura finanziaria dell’investimento è garantita da un mutuo bancario di 150mila euro con Mps, un equity della società proponente di 50mila euro e il cash flow generato dalla gestione. Il piano non prevede oneri finanziari diretti per l’amministrazione comunale.

Per la giunta «la proposta è coerente con gli obiettivi di valorizzazione del patrimonio comunale e può rappresentare un’opportunità di sviluppo per il territorio e, sebbene il progetto non sia attualmente incluso nel Piano Triennale delle esigenze pubbliche, dovrà essere integrato negli atti successivi». Primi passi per una ripartenza attesa da annil


 

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