La protesta
Lucca, Conad City al Giannotti: la proprietà del fondo fa capo alla Monte Rosa
Vietina: «Serve un confronto con i residenti»
LUCCA. Il fondo che un tempo ha occupato per anni una cesteria e che ora si appresta a ospitare un minimarket modello Conad City, appartiene alla società Monte Rosa, la cui proprietà fa capo a una famiglia di farmacisti lucchesi.
È il tema che scalda la politica e fa mugugnare parte dei commercianti di Borgo Giannotti quello dell’apertura di un punto vendita in una zona che assiste al fisiologico calo delle attività e a parziali segnali di rinascita (il negozio di abbigliamento di Musetti).
«In un borgo che ha resistito per anni grazie a tradizione, qualità e rapporto umano – afferma Ilaria Vietina di Lucca è un grande noi – questa nuova apertura rischia di alterare profondamente l’equilibrio commerciale ed economico. Preoccupa anche l’atteggiamento del presidente del consiglio comunale, che si è detto lieto dell’iniziativa perché aumenterebbe la frequentazione e spingerebbe a migliorare il livello dei “competitor”. Parole che dimostrano scarsa attenzione verso chi da anni mantiene viva questa parte di città».
In un’interrogazione al sindaco Vietina ha chiesto quale era la destinazione d’uso dell’immobile e qual è oggi; quando e come è stato concesso il cambio e con quali pareri e autorizzazioni; se i lavori sono stati svolti nel rispetto delle norme; se l’amministrazione abbia pienamente valutato in quale modo tale cambio di destinazione influisca sulla situazione commerciale ed economica delle imprese che sussistono nella stessa area; se l’amministrazione, attraverso l’assessora alle attività produttive abbia informato le associazioni di categoria cittadine e il Centro commerciale naturale di Borgo Giannotti e abbia avviato con loro un confronto e nel caso quali valutazioni siano state espresse; quale motivazione ha portato all’ok definitivo.
Al momento i documenti esposti alla vetrina del fondo indicano lavori per il rifacimento del tetto.
«I cittadini – sottolinea Ilaria Vietina – hanno diritto a trasparenza e chiarezza. Non si possono accettare decisioni calate dall’alto senza un vero confronto con chi vive e lavora nel quartiere. Fermo restando il principio di libertà di impresa, è dovere di un’amministrazione salvaguardare le piccole attività, soprattutto quelle storiche e di tradizione, valutando con attenzione le conseguenze di nuove aperture di media e grande distribuzione su un quartiere ben specifico e fortemente caratterizzato». Per la lista d’opposizione «in questi tre anni a Lucca sono aumentate tasse e costi del suolo pubblico, misure che penalizzano ulteriormente le piccole realtà, cuore pulsante della comunità e presidio del territorio. La promozione del commercio non può ridursi a foto sui social o a operazioni spot dalla vita breve: servono politiche serie, continuative e condivise con chi ogni giorno tiene viva la città».
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