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Turismo a Lucca, giugno in flessione. E un negozio espone il cartello: «Chiuso per mancanza di turisti»
La città sembra meno affollata, ma è presto per fare bilanci. L’assessore Santini: «Mancano i visitatori del Nord Europa». Bonino (Federalberghi): «Cancellazioni dagli Usa»
LUCCA. Appeso a una vetrina del centro storico, qualche giorno fa, è comparso un foglio con su scritto: “Chiuso per mancanza di turisti”. Qualcosa di insolito, dato che in questo periodo dell’anno siamo abituati a vedere la città pullulante di visitatori e comitive, sia italiani che stranieri. Negli anni post pandemia, a Lucca il turismo ha vissuto il suo apice, con numeri persino superiori al periodo pre-Covid. E se da una parte sembrava un trend in continua crescita, dall’altra stanno emergendo alcuni fattori che rischiano di anticipare una piccola flessione. In cima alla lista c’è l’ondata di calore registrata nel mese di giugno: camminare sotto il sole è diventato estenuante, e l’unica salvezza è rifugiarsi nei negozi muniti di aria condizionata o sulle spiagge della Versilia. «Il target principale del turismo a Lucca è quello del Nord Europa: il clima così caldo li ha fatti spostare verso il mare», afferma l’assessore al Turismo del Comune di Lucca, Remo Santini.
Ma il caldo record, per quanto pesante, non è l’unica causa. Già lo scorso anno le temperature erano elevate, forse non con la stessa intensità, ma comunque il problema si era già posto. Eppure, se giugno 2024 aveva registrato moltissimi visitatori, quest’anno la percezione è cambiata: la città sembra più vuota e commercianti e ristoratori iniziano a preoccuparsi. Secondo Santini, ci sono almeno altri due fattori a incidere. Da una parte le tensioni internazionali: «Molti americani hanno disdetto a causa della situazione geopolitica. Il conflitto in Iran, seppur lampo, ha spaventato», spiega l’assessore. E questo non è certo un fatto da sottovalutare: il turismo americano nei mesi di fine estate rappresenta il 30/40% del totale e, soprattutto, a destare preoccupazione sono le prenotazioni dei gruppi, che spesso usufruiscono della cancellazione gratuita fino a 90 giorni prima.
A spiegarlo più nel dettaglio è Pietro Bonino, presidente provinciale di Federalberghi: «Il caldo ha un po’ bloccato tutto, ma quello che preoccupa davvero sono i gruppi di americani che stanno cancellando le prenotazioni anche per settembre e ottobre. Al momento abbiamo più cancellazioni che richieste, e non era mai accaduto. Se fino a poco tempo fa chiedevano camere, ora le stanno togliendo, e i numeri sono significativi».
C’è poi un terzo elemento che pesa molto nel confronto tra il mese di giugno appena concluso e quello dello scorso anno: il concerto di Ed Sheeran. Un evento che, in due giorni, aveva portato a Lucca circa 80 mila persone. «I conti si dovranno fare alla fine; il Summer Festival è appena iniziato ed è fondamentale per il turismo estivo», ha aggiunto Santini.
A tutto questo si somma anche un quarto aspetto, che rischia di incidere sempre di più: l’aumento dei prezzi delle strutture ricettive e dei servizi. «È importante prestare attenzione alla politica dei prezzi adottata», avverte Santini. Il rischio è che tariffe troppo elevate diventino un ostacolo concreto per chi desidera visitare la città, soprattutto in un contesto internazionale già segnato da incertezze. «È paradossale che nel giro di un mese e mezzo si sia passati dal gridare all’overtourism al dire che la città è vuota. Prima di fare un bilancio bisognerà aspettare la fine dell’estate: la situazione deve stabilizzarsi».
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