La manifestazione
Lucca, prezzi delle case: su il centro, giù le zone di periferia
I dati dell’Osservatorio immobiliare relativi alla fine del 2024. Gli agenti: «Tanti investitori stranieri, ma mancano gli alloggi»
LUCCA. Presentato come il possibile anno di svolta, il 2024 è stato per il mercato immobiliare cittadino, a conti fatti, la prosecuzione di quanto emerse nel 2023 anche su scala nazionale. E tutto ciò nonostante il giogo del tasso dei mutui si stia lentamente allentando su tante giovani coppie. Anche il secondo semestre ha confermato come a Lucca le valutazioni dei prezzi abbiano subito delle oscillazioni minime, quasi tutte al ribasso eccezion fatta per le abitazioni civili del centro storico e della prima periferia comprendente Borgo Giannotti, Sant’Anna, San Filippo e San Concordio secondo i dati raccolti da Omi (l’osservatorio del mercato immobiliare che fa capo all’Agenzia delle Entrate). Nella città dell’arborato cerchio si sta ripetendo quel canovaccio ormai consolidato: elevate richieste in centro per le dimore da parte di facoltosi acquirenti italiani e stranieri mentre il mercato interno stenta a decollare. Due situazioni opposte legate da un problema annoso: a fronte di una crescente domanda, l'offerta abitativa continua a essere numericamente modesta.
Piccoli cali
Rispetto a quanto espresso nel II semestre 2023, i valori del centro storico, compresa anche la zona ribattezzata "meno pregiata" dalla mappatura, sono stati gli unici che hanno registrato un rialzo. Nell'area tra via Fillungo, piazza San Michele, piazza Napoleone e le altre vie più rinomate, le abitazioni civili possono variare da 2.150 euro a 3.200 al metro quadrato. I lievi ribassi appaiono più evidenti al di fuori delle mura, come nel caso del comprensorio di Antraccoli, Sant'Alessio, Tempagnano e San Vito (Omi ha operato da questo semestre delle modifiche alla mappatura ndr), valori da 1.650 a 2.000 euro mentre per le ville si parla di 1.600-2.300 euro al metro quadrato. Discorso simile nel Morianese dove le case economiche sono scese, rispetto a 12 mesi fa, fino ad arrivare a un minimo di 950 euro a un massimo di 1.400 a metro quadro. Uno scenario applicabile sia alla zona dell’Oltreserchio che a quella confinante con la provincia di Pisa.
Normalizzazione
Una tendenza che non stupisce più di tanto il titolare di Essegi Immobiliare Giuliano Satti. «Si tratta di un andamento ormai standardizzato per la nostra città – dice Satti – Questi lievi cali fanno parte di uno processo di normalizzazione. Il tasso dei mutui presenta ancora dei paletti al suo interno: è uno dei motivi per cui il mercato interno soffre ancora. È alta, invece, la percentuale di investitori stranieri che sceglie Lucca dove i prezzi sono decisamente più bassi rispetto ad altre località estere». Secondo Satti, comunque, serve una svolta culturale nel modo di interpretare il tema della vivibilità. «Si tratta di una riflessione con ricadute sul turismo, che non deve essere di massa – precisa il titolare di Essegi –. Tante città stanno tornando al numero chiuso di visitatori mentre Lucca si sta aprendo, in ritardo, alle grandi flotte turistiche. A mio avviso non dobbiamo perdere la nostra tradizione, che tanto piace a quegli investitori che fuggono da luoghi caotici alla ricerca della tranquillità».
Più ottimismo
C’è anche chi, come nel caso del titolare di Immobiliare Casamica Natale Mancini, guarda con maggiore fiducia al 2025 in corso. «Lo scorso anno siamo stati in linea con la tendenza nazionale, che ha visto una crescita del +0,2% – spiega Mancini – Il calo del tasso dei mutui ha dato una mano in questo senso. A livello toscano, inoltre, Lucca rappresenta un’isola felice e credo assisteremo nel giro di pochi anni a una buona crescita». Il tallone d’Achille resta la mancanza di un'adeguata risposta, in termini di case, alle richiesta dei potenziali acquirenti. «Sui 2.400 immobili in vendita nella nostra città nella maggior parte dei casi c’è poca qualità – conclude Mancini – È una questione che va affrontata e risolta una volta per tutte in modo da rivitalizzare il mercato interno». l
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