Sicurezza
Capannori, morto nello schianto frontale: eredi risarciti con 700mila euro
La vittima guidava una Panda e venne centrata da una vettura in sorpasso
LAMMARI. Un sorpasso azzardato sotto una pioggia battente concluso con uno schianto che di lì a poco si rivelerà fatale per il conducente dell’auto centrata in pieno dalla macchina in fase di sorpasso.
Dopo aver patteggiato un anno con sospensione di 12 mesi della patente, il guidatore della Chrysler PT Cruiser, di Fornaci di Barga, ora 74enne, che finì contro la Panda del 79enne di Segromigno in Piano è stato condannato in solido con l’assicurazione della sua auto a risarcire gli eredi del pensionato. Un conto di quasi 1, 2 milioni di euro che, detratti gli acconti già versati dalla compagnia assicurativa ai familiari, adesso sfiora i 700mila euro. Dalla moglie ai figli, dai nipoti al genero, il Tribunale ha riconosciuto a tutti, con somme diverse, i danni per la perdita del rapporto parentale.
L’incidente avvenne sul viale Europa intorno alle 15 del 24 ottobre 2019 all’altezza del McDonald’s. La Chrysler procedeva verso la rotonda di Papao, la Panda in direzione opposta. I testimoni furono netti nel raccontare la dinamica del sinistro. Pioggia, traffico intenso rallentato dall’acqua che veniva già a catinella. In quel contesto il guidatore di Fornaci di Barga uscì dalla fila e iniziò a superare la colonna. Scrive il giudice: «È indubbio quindi, quanto alla condotta di guida che costui, nel tentativo di realizzare un sorpasso di più veicoli in coda, abbia invaso l’opposta corsia di marcia, non tenendo un comportamento conforme, né allo stato dei luoghi, giacché il traffico era intenso, né alle condizioni meteorologiche, in quanto vi era una forte pioggia, perdendone il controllo ed andando violentemente a collidere con il veicolo condotto dal che sopraggiungeva nell’opposta direzione di marcia».
L’assicurazione ha sostenuto nel giudizio che la causa del decesso poteva essere rappresentata dal mancato uso delle cinture di sicurezza. Sul punto la sentenza rimuove ogni dubbio: «L’accertamento peritale ha condotto ad acclarare che, per la modalità dell’impatto e per la dinamica dell’urto, l’eventuale uso della cintura di sicurezza da parte del pensionato non avrebbe in alcun modo condotto ad un esito diverso da quello verificatosi». Nessun concorso di colpa del 79enne, ma solo la manovra imprudente di chi era alla guida della Chrysler fu la causa dell’incidente mortalel
Pietro Barghigiani
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