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Lucca

Sanità in Tribunale

Lucca, imprenditore morto dopo l’intervento: archiviazione per cinque medici

Lucca, imprenditore morto dopo l’intervento: archiviazione per cinque medici

Nessuna responsabilità per il decesso di Giovanni Riani

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LUCCA. Si chiude con un’archiviazione, all’esito della seconda opposizione alla richiesta della Procura pisana presentata dai familiari, l’indagine sulla morte dell’imprenditore di Bagni di Lucca, Giovanni Riani, deceduto all’età di 71 anni all’ospedale di Cisanello il 19 settembre 2021.

Il gip del Tribunale di Pisa Nunzia Castellano ha ritenuto non necessario il supplemento peritale chiesto dall’avvocato della famiglia Riani. «Il quadro clinico patologico pare ben cristallizzato e deve essere rigettata in quanto superflua la richiesta di un supplemento investigativo che non porterebbe in alcun modo a modificare i dati acquisiti» è la premessa del giudice nell’ordinanza di archiviazione per cinque medici residenti tra Lucca, Viareggio, Pisa, Capannori e San Giuliano, quelli che hanno avuto a che fare con il paziente tra clinica privata lucchese e gli ospedali di Lucca e Pisa. Gli indagati erano difesi dagli gli avvocati Filippo Tacchi, Luca Picchi, Tiziana Mannocci, Marco Meoli e Maria Fernanda Ventura.

Sulla base dei confronti peritali, il gip non esclude che l’infarto sia «insorto per cause del tutto indipendente dal sanguinamento a seguito dell’intervento di ernia inguinale ma non sia stato contenibile per cause non imputabili agli operatori sanitari pisani che correttamente avevano diagnosticato un infarto del miocardio». E anche l’intervento primario per l’ernia avrebbe prodotto un sanguinamento non considerato frutto di negligenza da parte del personale della clinica. Nella valutazione delle opposte consulenze, i richiesti supplementi investigativi non paiono idonei per il giudice a mutare il quadro probatorio «sin qui tratteggiato ma si risolverebbero in un ennesima rivisitazione di conclusioni peritali non condivise e tuttavia discusse già nel contraddittorio con esiti ritenuti da questo giudice ormai sufficienti per una pronuncia». La conclusione è che in presenza di «una situazione di dubbio insuperabile, alla luce degli esaustivi atti di indagine svolti, deve ritenersi che una prognosi di ragionevole previsione di condanna non sia scioglibile con conseguente determinazione di archiviazione».

L’imprenditore era stato operato il 15 settembre di ernia inguinale. Lo stesso giorno delle dimissioni le condizioni si erano aggravate rendendo necessario il trasferimento al pronto soccorso del San Luca. La mattina del 16 Riani venne portato d’urgenza a Cisanello dove fu sottoposto a un intervento per un’emorragia. Tre giorni dopo il decesso. Sotto inchiesta, dopo l’esposto dei familiari, erano finiti i medici che si erano occupati del paziente dalla clinica privata ai due ospedali pubblici. Ora dopo due opposizioni alle richieste di archiviazioni presentate dalla Procura arriva il no del gip a processare i medici.

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