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Lucca, Consorzio ancora nella bufera per la gestione del personale

Lucca, Consorzio ancora nella bufera per la gestione del personale

La rsu aziendale: nuove assunzioni e promozioni ormai a mandato scaduto

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LUCCA. La data dell’ultimo atto finito nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord risale al 28 novembre. Più o meno cinque giorni prima della fine del mandato degli attuai vertici dell’ente. E ancora una volta, sottolineano le rsu aziendali, si tratta di un atto relativo al personale in servizio. Uno dei tanti – l’elenco dei sindacati ne conta in tutto 24 – adottati dalla presidenza ormai uscente dopo le elezioni dei nuovi organi del Consorzio e, per le rsu, almeno in alcuni casi in violazione del contratto nazionale e del Pov (Piano di organizzazione variabile) a fronte della «mancata concertazione con la rappresentanza sindacale, l’applicazione di provvedimenti ad personam, senza accordo sindacale, le promozioni senza merito comparativo, stabilizzazioni contrarie a quanto previsto dal Pov».

I provvedimenti relativi al personale

Parole, queste, contenute nella seconda lettera ai dipendenti e agli ex amministratori consortili, scritta dai rappresentanti sindacali dei lavoratori a poco più di un mese dalla prima, per stigmatizzare il medesimo comportamento da parte dell’amministrazione uscente adottate «subito prima e anche dopo le elezioni consortili avvenute nei giorni 4-5 ottobre». I provvedimenti relativi al personale – nello specifico promozioni, stabilizzazioni ma anche nuove assunzioni – «hanno di fatto creato disparità di trattamento nei confronti di altri dipendenti già a tempo indeterminato e anche rispetto a coloro che vertono in condizioni di precariato preesistenti» affermano nel loro documento le rsu di Filbi-Uil e Fai-Cisl. Non solo.

Le lamentele dei sindacati

I provvedimenti determinano «la totale mancanza di valorizzazione delle professionalità all’interno del consorzio applicando scorciatoie a personale reperito all’esterno». E infine con questi atti l’amministrazione ormai agli sgoccioli ha «ignorato le proposte delle rsu per adeguare settori rimasti scoperti a seguito di pensionamenti, dimissioni e carenze croniche di organico». Tutto più o meno già denunciato un mese fa. Ma le osservazioni dei sindacati sono cadute nel vuoto. «A distanza di un mese siamo costretti a rilevare che non solo niente è cambiato ma che un nuovo sciame di atti si è aggiunto ai precedenti, decretando nuovo precariato, nuove assunzioni, nuove promozioni e spostamenti di personale, tutti avvenuti ancora una volta in modo unilaterale con il probabile intento di sistemare in extremis ruoli e funzioni, di favorire alcuni a svantaggio di molti, e tutto a pochi giorni dall’insediamento della nuova amministrazione, togliendo peraltro spazio decisionale ai nuovi amministratori». I provvedimenti «hanno generato – proseguono i rappresentanti sindacali – una nuova ondata di malcontento nei dipendenti» anche perché adottati «in assenza di procedure trasparenti e condivise (e talvolta anche in violazione del contratto nazionale)», cosa che la rsu intende segnalare «affinché ciascuno possa agire nei modi ritenuti opportuni e per le proprie competenze».
 

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