Sicurezza
Lucca, soldi spariti dalle casse dell’Atc: ecco chi è l’ex presidente condannato
Pena di un anno e 10 mesi per peculato, disposta la confisca di 27mila euro
CAPANNORI. Un anno e dieci mesi, con pena sospesa, e la confisca di 27430 euro.
È la condanna in abbreviato inflitta ieri mattina all’ex presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia di Lucca, a giudizio per peculato, dal gup del Tribunale (il pm aveva chiesto 3 anni) .
Paolo Mario Giovannetti, 56 anni, di San Ginese di Compito, è stato riconosciuto colpevole di aver prelevato, in più episodi, una somma complessiva di 27430 euro dalle casse dell’ente ricorrendo al potere di firma che gli derivava dall’incarico. Sostituito al vertice dell’Atc, Giovannetti era stato denunciato dal presidente entrante, Pietro Onesti, dopo aver scoperto la sparizione ingiustificata dei soldi sul conto corrente intestato all’ente. Denaro sul cui utilizzo non sono state fornite spiegazioni nel corso del processo da parte dell’imputato assistito dall’avvocato Salvatore Arcadipane. L’Atc si era costituita parte civile con il legale Francesco Marenghi.
Il periodo in contestazione circa i prelievi ritenuti illegali va dal 20 novembre al 31 dicembre 2017. Le prove documentali inserite nella querela e ora atti processuali raccontano di una sfilza di prelievi nell’ordine di poche centinaia di euro e a volte anche superiori ai mille euro effettuati dall’allora presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia a livello provinciale.
Per il ruolo che aveva la disponibilità del conto, aperto in una filiale bancaria a Sant’Anna, rientrava nelle competenze del presidente equiparato a un pubblico ufficiale. Ma quello che non è stato spiegato all’epoca della scoperta degli ammanchi e neanche nel corso delle indagini è la ragione di quelle sottrazioni non finalizzate per l’attività dell’Atc. Fu il presidente nominato nel 2018 – Pietro Onesti, parte civile nel procedimento – una volta entrato in carica ad accorgersi dei movimenti contabili sospetti. Dagli estratti conto erano emersi i prelievi eseguiti da Giovannetti che, chiamato a chiarire quelle operazioni, non aveva giustificato origine e destinazione dei soldi. E, soprattutto, il denaro era stato preso senza indicare una causale. Di qui la denuncia, il rinvio a giudizio e ora la condanna con sospensione della pena. E il sequestro dei soldi pari all’importo sottratto dalle casse dell’Atc ad ora senza sapere per quale utilizzo.l
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